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Suburra
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Descrizione

Una Roma lunare e sguaiata scenario di una feroce mattanza. Un Grande Progetto che seppellirà sotto una colata di cemento le sue periferie. Due vecchi nemici, un bandito e un carabiniere, che ingaggiano la loro sfida finale. Intanto, mentre l'Italia affonda, politici, alti prelati e amministratori corrotti sgomitano per partecipare all'orgia perpetua di questo Basso Impero criminale.

Dettagli

Generi Gialli Noir e Avventura » Gialli, mistery e noir , Romanzi e Letterature » Gialli, mistery e noir

Editore Einaudi

Collana Einaudi. Stile libero big

Formato Brossura

Pubblicato  17/09/2013

Pagine  481

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788806215279


3 recensioni dei lettori  media voto 3  su  5
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Suburra daniloindrio

danilo indrio - 29/10/2013 10:31

voto 4 su 5 4

Suburra: strana assonanza con Gomorra. Non solo per la fonetica, ma anche e soprattutto per la cruda violenza degli episodi, per la prepotente presenza malavitosa nel quotidiano di tanti, per la disarmante attualità del "marcio" intrecciato con le istituzioni, i palazzi del potere che dovrebbero essere la vetrina del nostro senso civico e morale ma che troppo spesso si ergono a specchio per non farsi "guardare dentro". Ma anche dentro un sistema 'zoppicante' c'è qualcuno che crede nella giustizia e pur essendo cresciuto sulla stessa strada che fu del Dandi e del Libano è pronto a lottare per riscattare, dall'interno, quelle istituzioni che rappresenta o forse semplicemente per riscattare se stesso. Sullo sfondo di una Roma meravigliosa, ma anche chioccia di tanta, troppa gente affamata di potere e denaro, il sequel di Romanzo Criminale si legge tutto di un fiato in un incalzare di episodi che terranno in tensione il lettore fino all'ultima pagina.

Suburra g.capri

gianluca capri - 27/10/2013 17:03

voto 2 su 5 2

un libro che sembra la sceneggiatura di una serie Tv. tanti personaggi, tante storie unite da una stessa trama criminale che ritrae una società decadente, volgare e spietata. molto superficiale nei dialoghi e nella definizione dei personaggi.

Suburra antonio_ricotta

antonio_ricotta - 23/10/2013 08:36

voto 3 su 5 3

È lideale continuazione, trenta anni dopo, di Romanzo criminale, a cui esplicitamente si richiama. Il quadro è tuttavia più ampio, in quanto comprende sia i bassifondi della mala romana che i referenti politici ed economici (da un certo punto, anzi, soprattutto questi ultimi). Ma mentre trenta anni prima la criminalità operava sulla strada e si avvaleva delle coperture politiche, oggi la criminalità opera principalmente nei palazzi. Ed è questultima che si avvale strumentalmente della violenza dei coatti delle periferie di Roma. La ricostruzione è minuziosa. Sono individuabili (benché con nomi cambiati) personaggi, situazioni e luoghi ben precisi in quanto resi ben noti dalla cronaca degli ultimi mesi. Va infatti tenuto presente che uno dei coautori è uno tra i più accreditati giornalista di inchiesta. Uno dei pregi del libro consiste, per lappunto, nella precisione documentaristica. Il romanzo è estremamente realistico in quanto i fatti che vi fanno da sfondo sono, per lappunto, veri, mentre i fatti inventati sono perfettamente verosimili. Da un punto di vista stilistico direi invece che si tratta di un romanzo di genere, tutto azione e dialoghi serrati. Un romanzo nazional-popolare (come si sarebbe detto in altri tempi), con una spiccata propensione al granguignolesco (come si sarebbe detto in tempi ancora più remoti). I personaggi appaiono alquanto schematici e convenzionali. Il colonnello dei carabinieri anti-conformista e fascinoso, l'onorevole corrotto, le donne tutte belle e desiderabili ecc.. Tra tutti, distinguerei tuttavia Samurai, una figura effettivamente originale di narcotrafficante che è anche un ideologo di estrema destra nonché filosofo zen. Infine, tra tutti gli episodi della della corposa trama citerei lomicidio di Paja e Fieno, uno degli episodi più pulp del romanzo che è anche una esplicita citazione del delitto Pasolini. Quasi a sancire indirettamente una ideale continuità tra il mondo del sottoproletariato degli anni 60 e quello dei coatti di oggi, ancora più violenti e per di più strafatti di cocaina.

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