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Zorro. Un eremita sul marciapiede
Zorro. Un eremita sul marciapiede

Zorro. Un eremita sul marciapiede

by Margaret Mazzantini
pubblicato da Mondadori

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"I barboni sono randagi scappati dalle nostre case, odorano dei nostri armadi, puzzano di ciò che non hanno, ma anche di tutto ciò che ci manca. Perché forse ci manca quell'andare silenzioso totalmente libero, quel deambulare perplesso, magari losco, eppure così naturale, così necessario, quel fottersene del tempo meteorologico e di quello irreversibile dell'orologio. Chi di noi non ha sentito il desiderio di accasciarsi per strada, come marionetta, gambe larghe sull'asfalto, testa reclinata sul guanciale di un muro? E lasciare al fiume il suo grande, impegnativo corso. Venirne fuori, venirne in pace. Tacito brandello di carne umana sul selciato dell'umanità."

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi italiani

Editore Mondadori

Collana Piccola biblioteca oscar

Formato Tascabile

Pubblicato 01/01/2004

Pagine 66

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788804535164

18 recensioni dei lettori  media voto 4  su  5
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Zorro. Un eremita sul marciapiede laurettasimmy

laurettasimmy - 02/02/2014 19:48

voto 5 su 5 5

Piccolo racconto che ti fa riflettere sui sentimenti puri che ognuno di noi celiamo e spesso dimentichiamo. Scritto con una tale delicatezza da mettere i brividi in certi passaggi, ottimo libro!

Zorro. Un eremita sul marciapiede

Alek Francioso - 08/05/2006 10:45

voto 5 su 5 5

I libri o si leggono o ci vengono raccontati, difficilmente si vivono e questo ne è un esempio. Zorro non è una storia di solitudine, ci sono vite all'apparenza normali che trasudano molta più solitudine, fatte di silenzi e sguardi persi nel nulla. E' una storia urbana: la storia di un barbone o clochard (che è più fico), qualcosa da plasmare fino a restituirci l'identità perduta e calpestata di un uomo che ingaggia una personale guerra con la cosiddetta società civile, la società dei ''cormorani''. Questo monologo teatrale è meno solitario di quello che sembra, più umano e più saggio di tanti ''umani'', si permette anche il lusso di sfottere il mondo. C'e amore, tanto che quando hai finito di leggere il libro tutto in un sorso ti verrebbe voglia di applaudire, ti resta negli occhi un sapore di buono, un profumo dolciastro, un qualcosa che è lì, forse energia, di certo complicità, forse qualcosa di cui ignoravi l'esistenza.

Zorro. Un eremita sul marciapiede

Anonimo - 23/04/2005 12:33

voto 4 su 5 4

Un piccolo libro, ma profondo e coinvolgente che arriva con poche pagine dritto al cuore. Clo

Zorro. Un eremita sul marciapiede

Antonio Montrone - 22/02/2005 12:57

voto 5 su 5 5

Molto raramente mi accade di avvertire la cosiddetta ''pelle d'oca'', ma questa volta mi è capitato...e a più riprese. Mi è parso quasi di essere io quel barbone, la cui anima, carica di sentimenti profondi, rimane nascosta ma, molto frequentemente, riappare per narrarsi e per infierire su se stessa a volte in maniera esogena, altre in maniera endogena. Un messaggio eccezionale, non disgiunto da una penna fantastica come quella della Mazzantini, della quale (e ne chiedo venia) non avevo mai letto nulla. D'ora in avanti non perderò nulla delle sue pubblicazioni. Ammirazione, stima e riverenza per una scrittrice che merita tanto e alla quale deve andare la riconoscenza dei librofaghi come me.

Zorro. Un eremita sul marciapiede

Anonimo - 19/02/2005 22:54

voto 4 su 5 4

Mi è piaciuto moltissimo, sia x la storia in sè, sia xkè èscritto in maniera mirabile, come anche Non ti muovere. Lo stile della Mazzantini è 1 stile scarno, duro eppur poetico. Molto bello. Ciao da Ornella.

Zorro. Un eremita sul marciapiede

Massimo - 05/01/2005 15:17

voto 3 su 5 3

Un libro che si legge in un attimo. La vita di un uomo racchiusa in 66 pagine! Un buon libro anche se sinceramente mi aspettavo un pò di più ma tutto sommato vi consiglio di leggerlo.

Zorro. Un eremita sul marciapiede

Anonimo - 17/12/2004 10:57

voto 2 su 5 2

La lettura scorre piacevolmente, l'ho letto in due ore in treno. Non mi ha però entusiasmato in modo particolare, perchè non ho trovato nulla di originale nè nella forma, nè nel contenuto. Fa sicuramente riflettere, ma non offre nulla in più di ciò che può offrire un articolo su di un settimanale d'attualità. Senza dubbio mi è piaciuto meno rispetto a 'Non ti muovere'.

Zorro. Un eremita sul marciapiede

Anonimo - 23/10/2004 11:45

voto 4 su 5 4

Quando un nodo ci strozza l'anima affiorano tante domande e le risposte che ci eravamo dati sembrano vacillare e nuove possibilità si affacciano e fanno paura. Si aspetta che quel nodo si sciolga, a volte basta un respiro. Un respiro per ricacciare l'immagine di noi diversi, noi perduti in una possibile deriva esistenziale, nella marginalità dell'alienazione, della pazzia, del non senso. Noi Zorro sul marciapiede, non più Cormorani che volano alti e sicuri. Zorro, barbone, non ha voluto o saputo ricacciare quel lato oscuro di sé che rifugge da una normalità non più tollerabile. Se ne è andato da casa con un maglione ed un cane verso un destino senza meta, al di là della linea incerta che separa il mondo dei barboni da quello dei normali (i Cormorani). Ci guarda da un luogo che è libertà, ma è anche nostalgia di affetti, odori di cibi cucinati, panni puliti, pelle profumata. Ci parla da quel luogo con la serenità e la dignità dell'uomo che ha scelto e con la rassegnazione di chi ha perso l'altra parte di sé. Piccolo libro, bella scrittura, grande introspezione.

Zorro. Un eremita sul marciapiede

Alessandra - 22/10/2004 13:42

voto 1 su 5 1

Sì, va' beh, se ti chiami Mazzantini e sei la moglie di Sergio Castellitto puoi scrivere qualsiasi cosa: passi per ''Non ti muovere'', ma questo no! Struggente sì, ti fà pensare, ma questo libro è stato presentato come un capolavoro e non lo sembra proprio. Non credo ci volesse un pozzo di scienza per scrivere queste poche pagine... e neppure l'idea mi sembra così originale...

Zorro. Un eremita sul marciapiede

Anonimo - 16/09/2004 09:02

voto 4 su 5 4

E' il primo libro che leggo della Mazzantini e mi è piaciuto molto... Profondo, ti prende molto!

Zorro. Un eremita sul marciapiede

Anonimo - 02/09/2004 23:23

voto 4 su 5 4

Ho letto ''Non ti muovere'', un libro che ti strappa l'anima coinvolgendoti totalmente..Mi piace della Mazzantini quel lessico non convenzionale, crudo, che scava nel profondo...Anche ''Zorro'' suscita forti emozioni...lo consiglio soprattutto a chi non ha avuto ancora il piacere di conoscere Margaret.

Zorro. Un eremita sul marciapiede

Anonimo - 18/08/2004 11:58

voto 4 su 5 4

Ho avuto la segnalazione dalla mia amica Catia ed ora che l'ho letto ringrazio entrambe, la mia amica per la sensibilità e l'autrice Margaret per la bravura nel sapermi coinvolgere, me l'ha fatto leggere in 2 volte tanto mi ha tenuto lì incollata! Complimenti, per me il successo di un libro si misura da questo.

Zorro. Un eremita sul marciapiede

Anonimo - 11/08/2004 18:24

voto 4 su 5 4

Dedicato alla parte raminga che risiede in un angolo dell'anima di ciascuno di noi...Fà pensare,meditare....Ti lascia addosso un senso di malinconia e d'impotenza...

Zorro. Un eremita sul marciapiede

Ginevra Visconti - 03/08/2004 16:43

voto 4 su 5 4

Con questo monologo, un'altra volta la Mazzantini si è dimostrata una scrittrice di grande talento e di profonda capacità di immedesimazione e osservazione. Nella sua crudità. Sempre. Per niente scontato, il monologo ci riporta alla nostra condizione più umile, che non è solo quella del barbone in questione, ma quella di tutti noi, della nostra anima, costretta nelle nostre maschere quotidiane, strumento di fuga dalla realtà circostante, che imperterriti continuiamo a rifiutare per non farci male.

Zorro. Un eremita sul marciapiede

Catia - 27/07/2004 14:45

voto 4 su 5 4

E'veloce e scorrevole ma sa essere profondo e sa far riflettere! Complimenti Margaret con Zorro confermi il tuo stile diretto, forte, incisivo, sanguigno.Come ti ho già detto mi piace definirti una donna dal sangue blu (per la tua immagine raffinata) che scrive con sangue rosso, molto rosso. Ciao da Catia (quella della canzone)che ti segue sempre con affetto. Bacioni

Zorro. Un eremita sul marciapiede

Anonimo - 24/07/2004 08:18

voto 4 su 5 4

coninvolgente, scorrevole, intrigante vedere descritto il quotidiano da un altro punto di vista...........

Zorro. Un eremita sul marciapiede

Anonimo - 17/07/2004 11:40

voto 3 su 5 3

La Mazzantini ha riconfermato il suo stile crudo e realistico. Ottime le riflessioni del personaggio sulla vita di tutti i giorni dei barboni e sulla schematizzazione del tempo delle persone definite ''normali'' Buon libro (forse sarebbe meglio dire buon capitolo) però non sopporto più il fatto che in tutte le sue opere ci sia in qualche modo di mezzo il marito. BASTA.

Zorro. Un eremita sul marciapiede

Anonimo - 03/07/2004 23:21

voto 5 su 5 5

L'ho letto d'un fiato. E' un libro breve ma che fa riflettere molto... in fondo, come scrive l'autrice all'inizio nella sua presentazione, tutti noi potremmo prendere la stessa sbandata di Zorro: è un attimo, è un attimo passare al di là del confine di ciò che viene definito ''normale'', è un attimo lasciare i Cormorani là dove stanno, nel loro piattume, nel loro tram tram quotidiano che non consente loro di accorgersi di ciò che lui, dalla sua postazione, riesce a cogliere. Riporto un breve brano di questo favoloso monologo, il brano che, forse, riassume un pò il concetto che questo ''sbandato'' porta con sè: << Ma resta, sai, qualcosa resta, in quest'aria davanti a noi, tra queste gambe che ci passano davanti come pensieri. Ti sembra che è finito, è finito tutto, t'hanno pure fregato le scarpe, i documenti, che quando arrivi sulla strada sei carne alluvionata... Poi viene lo strano, una mattina ti svegli e t'accorgi che un pò di vita ti è tornata dentro, magari dal buco di un sogno, o dal buco di una bottiglia. Ti scacci una mosca dalla fronte, che fino a un attimo prima la lasciavi stare. Apri gli occhi e sei neo-nato, nel basso, nella merda, ma sei neo-nato. E questa vita qua la rispetti più dell'altra. Sei piccolo, bisognoso, ma già sapiente. Non ti fregano più con il superfluo, con i fuochi d'artificio. Hai in mano un nocciolo di pesca, chiudi il pugno, è tutto quello che ti serve.'' Bello, molto vero e diretto, peccato duri così poco :-)

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