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I convegni dei prefetti per l'affermazione del fascismo in Sicilia nel 1923-1924
I convegni dei prefetti per l'affermazione del fascismo in Sicilia nel 1923-1924

I convegni dei prefetti per l'affermazione del fascismo in Sicilia nel 1923-1924

by Antonio Cicala
pubblicato da Rubbettino

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Attraverso le relazioni inedite di cinque convegni dei prefetti in Sicilia, riportate in appendice, vengono ricostruite nelle singole province le vicende politiche siciliane che portarono all'affermazione del fascismo in Sicilia nel 1923-24. Dall'analisi dei documenti emerge chiaramente il nuovo ruolo politico affidato ai prefetti non più, come tradizionalmente, in funzione del governo ma al servizio del PNF, in quanto partito dominante, come sancito dalla circolare ai prefetti del 13 giugno del 1923. La vicenda siciliana offre lo spunto per sottolineare la rilevanza dell'intervento prefettizio in ambito nazionale non solo per l'affermazione del fascismo ma come strumento di lotta interna al PNF di cui si serve Mussolini per affermare il suo potere personale. Nella seconda parte partendo da una rilettura della nota circolare ai prefetti del 5 gennaio 1927 viene evidenziato come Mussolini, assecondando e servendosi della concezione totalitaria del PNF, fondi sul sistema prefettizio, anche per condizionare e controllare il partito, la sua concezione e realizzazione dello Stato totalitario.

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I convegni dei prefetti per l'affermazione del fascismo in Sicilia nel 1923-1924

Anonimo - 21/03/2010 19:43

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La tematica del fascismo prefettizio, che negli anni passati aveva suscitato un largo interesse nel dibattito storiografico nazionale, viene ripresa da Antonio Cicala che, sulla base di una documentazione inedita, sottolinea la rilevanza dell'intervento prefettizio non solo in Sicilia ma anche in ambito nazionale come elemento strutturale del Regime, rappresentando non solo una componente determinante per l'affermazione del potere centrale e poi del regime dittatoriale ma anche lo strumento di cui si serve Mussolini per governare le lotte interne al PNF e affermare il suo potere personale. L'intervento dei prefetti fu particolarmente ampio e decisivo in Sicilia dove, come emerge dalla ricerca di Cicala, assunse un ruolo importante un personaggio di rilievo nazionale come l'ex questore di Milano Giovanni Gasti, che nominato prefetto di Palermo venne incaricato di coordinare l'azione prefettizia delle diverse province. Dalle relazioni di Gasti si evince chiaramente il compito politico affidato ai prefetti, delineando il nuovo ruolo di una figura istituzionale al servizio del partito dominante. Muovendo dalla realtà siciliana (per la quale oltre a Gasti si pensi al noto caso del prefetto Mori) Cicala, con alcune considerazioni su i prefetti fascisti, 1927-1943, come specificato nel sottotitolo, sviluppa la tematica nel più ampio contesto nazionale concludendo che nella gestione mussoliniana la struttura prefettizia, che in particolare dopo il 1932 con la crescita totalitaria del partito vide accentuarsi le ragioni di conflittualità tra Stato e partito, e quindi tra prefetti e federali, rimase sempre preminente sui segretari federali. La vicenda dei cinque convegni dei prefetti in Sicilia costituisce quindi un passaggio significativo e importante per la più ampia strutturazione del regime fascista, rappresentando un aspetto nuovo e certamente innovativo, finora inesplorato o trascurato, nella storiografia sia nazionale che siciliana. La storiografia infatti finora si è limitata nei casi migliori a fare riferimento in modo parziale e limitato solo al IV convegno dei prefetti siciliani. Significative e rilevanti in proposito sono le vicende che portarono al IV convegno, che contribuirono a far determinare in ambito nazionale le decisioni del Gran Consiglio del 12-15 ottobre 1923 (pp. 80-88), che rappresentarono un passaggio importante nelle vicende interne del PNF. Interessanti e nuove nel saggio anche alcune chiarificazioni su personaggi o momenti di snodo come la nomina a ministro di Orso Mario Corbino (pp. 67-68), la successione dei prefetti a Palermo da Gasti a Scelsi (pp. 106 e 111) o la nomina del questore Grazioli, sempre a Palermo, in sostituzione del generale Tiby (pag. 87). Recensione di M. C. Calabrese da "La Sicilia" 11 marzo 2009

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