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Le donzelline. Donne d'amore nell'Italia rinascimentale
Le donzelline. Donne d'amore nell'Italia rinascimentale

Le donzelline. Donne d'amore nell'Italia rinascimentale

by Luciano Luciani
pubblicato da Ets

12,00
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Non era stato sant'Agostino ad ammettere che le prostitute sono necessarie perché la carne è fragile ed è assai difficile mantenersi continenti? Sì, la carne è fragile e ancora negli anni a ridosso delle prime manifestazioni umanistiche, le esigenze del corpo, i suoi desideri, le sue pulsioni carnali appaiono oggetto di incomprensioni profonde e gravi censure. Prendiamo il matrimonio: per la Chiesa non è che un remedium concupiscentiae e i rapporti sessuali tra coniugi sono ammissibili solo al fine della procreazione. Guai a desiderare troppo la propria moglie: ci si trasforma, allora, in peccatori, in adulteri. Tra le lenzuola la donna ha l'obbligo di mantenersi passiva, mentre l'iniziativa e qualsiasi altra attività sono prerogative lasciate all'uomo che le deve svolgere in maniera moderata e senza particolare entusiasmo. Severamente vietate le pratiche contraccettive, abominevole la sodomia, non solo omo ma anche eterosessuale, condannata come diabolica insieme a tutte le altre pratiche (masturbazione, fellatio) con cui una donna avrebbe potuto tentare di legare maggiormente a sé un uomo. Il Decretum del vescovo di Worms a uso dei confessori informava dettagliatamente sulle modalità della copula tra coniugi: "se l'accoppiamento è avvenuto da tergo, alla maniera dei cani" era prevista una "penitenza di dieci giorni a pane e acqua".

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