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La fabbrica degli ignoranti. La disfatta della scuola italiana
La fabbrica degli ignoranti. La disfatta della scuola italiana

La fabbrica degli ignoranti. La disfatta della scuola italiana

by Giovanni Floris
pubblicato da Rizzoli

19,50
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Il manager strapagato che incita a vincere come fece Napoleone a Waterloo, l'avvocato che scrive "l'addove", il politico secondo cui Darfùr è il dialetto per dire "sbrigati". La nostra classe dirigente è composta da mostri? Non proprio. La ben più dura realtà è che non sono più ignoranti della media, cioè di noi. Questo clamoroso fallimento culturale ha un colpevole: la scuola. Per ogni persona che non capisce o non si fa capire c'è infatti un professore senza prospettive, un laboratorio senza apparecchiature, un preside senza portafoglio e una sfilza di ministri che hanno accumulato una sull'altra riforme sempre più inutili. Hanno alzato l'età dell'obbligo. Hanno cambiato l'ordinamento universitario raddoppiando il numero di esami. Hanno parificato le scuole pubbliche e private. Hanno tagliato i fondi e sono riusciti ad aumentare gli sprechi. Hanno discusso (ma non risolto) il problema del bullismo, dell'integrazione etnica, degli stipendi inadeguati degli insegnanti, dell'inefficienza cronica, dei programmi arretrati. Anni di commissioni, dibattiti, analisi, riforme e controriforme e il risultato è sempre lo stesso: la scuola italiana fa acqua da tutte le parti, sforna solo disoccupati, per di più preparati male, e i cervelli fuggono all'estero. Non può pretendere di avere un futuro un Paese in cui non si rispetta l'istituzione che forma i cittadini. In cui si guadagna meno a insegnare che a pulire i pavimenti, e i bravi docenti vengono ricompensati con carriere immobili. In cui il patto di rispetto tra scuola e famiglia si è dissolto generando piccoli mostri protagonisti di surreali note disciplinari: come minimo "indicano il professore col righello e urlano: è un eretico!, catturiamolo!", ma arrivano anche a malmenarlo. "Siamo allo stadio di zoo umano", commenta sconfortata una prof, ma di chi è la colpa? In questa inchiesta sui mali della scuola e dell'Università italiane Giovanni Floris non risparmia fatti, numeri e situazioni allucinanti. Dall'asilo di Napoli che non apre perché mancano i bidelli (167.000 in tutta Italia, più dei carabinieri) fino all'istituto friulano che ogni anno cambia l'intero corpo docente (precario). Un libro di denuncia e insieme un atto d'amore verso una scuola di nobile tradizione, piombata in un Medioevo di strutture fatiscenti e insegnanti girovaghi come braccianti. Di fronte al declino della convivenza civile, della vita politica, dell'innovazione culturale, è ora che torniamo tutti sui banchi. Per rimetterli un po' a posto.

Dettagli

Generi Politica e Società » Problemi e Processi sociali » Problemi sociali , Famiglia Scuola e Università » Educazione, Scuola e Università » Scuole

Editore Rizzoli

Collana Saggi italiani

Formato Rilegato

Pubblicato 09/09/2008

Pagine 305

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788817024860

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