Mondadori Store

Trova Mondadori Store

Benvenuto
Accedi o registrati

lista preferiti

Per utilizzare la funzione prodotti desiderati devi accedere o registrarti

Vai al carrello
 prodotti nel carrello

Totale  articoli

0,00 € IVA Inclusa

L'industria della carità. Da storie e testimonianze inedite il volto nascosto della beneficenza
L'industria della carità. Da storie e testimonianze inedite il volto nascosto della beneficenza

L'industria della carità. Da storie e testimonianze inedite il volto nascosto della beneficenza

by Valentina Furlanetto
pubblicato da Chiarelettere

11,81
13,90
-15 %
13,90
Disponibile.
24 punti carta PAYBACK
Aggiungi al carrello
Consegna gratuita con spesa totale superiore a 24€
facebook tweet linkedin google whatsapp
Aggiungi al carrello
Consegna gratuita con spesa totale superiore a 24€
facebook tweet linkedin google whatsapp

Questo libro racconta un mondo, quello della solidarietà, di cui non si sa abbastanza. Tra sms che salvano, adozioni a distanza, partite del cuore, campagne televisive, azalee e arance benefiche, quanti milioni di euro raccolti arrivano a chi ha bisogno? La risposta che viene fuori dalle testimonianze di cooperanti italiani e internazionali e dai più recenti dati di bilancio (quando sono disponibili: in Italia non c'è l'obbligo di pubblicare un vero e proprio bilancio economico-finanziario) è che tra profit e non profit c'è ormai poca differenza. Migliaia di associazioni sono in lotta una contro l'altra per i fondi, quelle più grandi spendono milioni per promuoversi e farsi conoscere, intanto le più piccole sono schiacciate dalla concorrenza. Gli stipendi dei manager del settore non profit sono ormai uguali a quelli delle multinazionali (la buonuscita milionaria di Irene Khan, ex segretario generale di Amnesty International, è solo la punta dell'iceberg). Ma i soldi non sono che una parte della questione, c'è molto altro da sapere. Che fine fanno i vestiti che lasciamo ai poveri? Come funziona il sistema delle adozioni internazionali? E il commercio equo e solidale? La filantropia ha fatto cose importanti, ma è anche il simbolo del fallimento della politica. Gli esseri umani non dovrebbero dipendere dalla generosità di altri. Se poi questa generosità diventa un business è importante raccontarlo per impedire che qualcuno si arricchisca sulla buona fede dei donatori.

La nostra recensione

Per salvaguardare oceani, balene, foreste, ambiente Greenpeace Italia ha utilizzato 2.349.000euro meno di quanto spenda per pubblicizzarsi e cercare nuovi iscritti, 2.482.000euro (dati di bilancio 2011).
L’industria della carità è un libro che non esisteva in Italia, paese in cui si è di solito abituati a parlare bene dei buoni. La sua autrice, Valentina Furlanetto, è andata invece a vedere dove finiscono i soldi che noi diamo ai buoni, cioè le associazioni che si occupano di beneficienza, di volontariato, di aiutare i paesi in via di sviluppo oppure di lottare per i diritti umani, i diritti degli animali, dell’ambiente. È andata in pratica a vedere dove finisce l’assegno che stacchiamo e mandiamo alle associazioni non governative, alle ONLUS. Attraverso l’analisi dei bilanci, ma anche attraverso interviste, testimonianze con i protagonisti che vi lavorano o che vi hanno lavorato, operatori umanitari o volontari che hanno voluto parlare per la prima volta probabilmente in Italia di quello che c’è di marcio, di opaco in queste associazioni. La Furlanetto è anche andata a vedere cosa accade quando un vestito viene donato ai poveri, ma invece finisce in una bancarella in vendita. E poi cosa accade quando le associazioni hanno denaro ricavato dai donatori e invece di utilizzarlo come dovrebbero lo investono in obbligazioni o in azioni, lo depositano insomma in banca come un normale risparmiatore. È etico oppure no? Da chi si fanno finanziare poi le associazioni? Magari proprio da quelle persone le cui opinioni non sono così condivisibili. L’autrice è andata anche a vedere cosa succede nel mondo delle adozioni, vastissimo, dove girano molti soldi: per adottare un bambino, all’estero si spendono dai 10 ai 30mila euro, e dove finiscono questi soldi? Un giro d’affari molto ampio che sta ingrossando sempre di più i conti delle associazioni italiane e degli enti italiani che fanno da intermediari tra i genitori adottivi e i bambini.
Dalla vendita delle azalee AIRC, l’associazione italiana per la ricerca sul cancro, ha ricavato 10.000.000euro. per organizzarne la vendita ne spende quasi la metà, 4.000.000 (dati di bilancio 2011).        
Valeria Merlini

0 recensioni dei lettori  media voto 0  su  5

Scrivi una recensione per "L'industria della carità. Da storie e testimonianze inedite il volto nascosto della beneficenza"

L
 

Accedi o Registrati  per aggiungere una recensione

usa questo box per dare una valutazione all'articolo: leggi le linee guida
torna su Torna in cima