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Il manicheismo. 2.Il mito e la dottrina. I testi manichei copti e la polemica antimanichea
Il manicheismo. 2.Il mito e la dottrina. I testi manichei copti e la polemica antimanichea

Il manicheismo. 2.Il mito e la dottrina. I testi manichei copti e la polemica antimanichea


pubblicato da Mondadori

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"Mani adora due dèi non generati, esistenti da sé, eterni, opposti fra loro": così proclama il "Fondamento delle empie dottrine di Mani". Uno è il Bene, l'altro il Male; il primo la Luce, il secondo le Tenebre. L'anima umana è un frammento di Luce, il corpo e ogni creatura materiale sono spezzoni di Tenebre. Avviene poi una fusione dei due, rappresentati come re nemici da sempre e in lotta l'uno contro l'altro. Le Tenebre, oltrepassate le loro frontiere, invadono il regno della Luce. Il Padre buono emana dalla sua sostanza una potenza che viene chiamata Madre della Vita, e questa a sua volta emana il Primo Uomo e i suoi Cinque Elementi. Rivestito di essi come di un equipaggiamento di guerra, Egli scende negli abissi e dà battaglia alle Tenebre. Ma gli Arconti delle Tenebre contrattaccando mangiano della sua armatura, che è la sua anima. E le Tenebre stringono il Primo Uomo in vincoli tremendi. Allora lo Spirito Vivente gli offre la sua destra e lo trae su dalle Tenebre. Questo, nella mitologia manichea, il Principio. L'eterna lotta fra bene e male, da allora, domina l'universo. Vi sono tre tempi e tre creazioni. Il Padre della Grandezza e il Re delle Tenebre, la Madre della Vita e l'Uomo Primordiale, l'Amico delle Luci e il Grande Architetto, lo Spirito e le Vergini: in ogni momento Materia e Luce lottano, coinvolgendo il cosmo e l'uomo in un turbinio di aria, vento, fuoco, fumo, melma; di firmamenti e terre; di arconti e personificazioni; di grida e bagliori. Una cosmologia e una mitologia dominate da una fantasia barocca, ispirate - si direbbe - dall'arte babilonese, assira e persiana rielaborata da un pittore di prima grandezza. Il fondatore di questa che tutte le altre religioni considereranno un'eresia pericolosissima, Mani, si ritiene, dopo Buddha, Zoroastro e Gesù, l'ultimo inviato del Dio della Verità. Ma si proclama anche "apostolo di Gesù Cristo", e richiama come anticipazioni profetiche della sua le rivelazioni di Adamo, Seth, Enosh, Sem, Enoch, e il rapimento di Paolo al terzo Cielo. Così il Manicheismo appare come nuova, originale sintesi gnostica di motivi provenienti dalle fedi e dalle mitologie che lo precedono. Dopo le testimonianze sulla vita di Mani nel primo volume, sono qui presentati - nella più vasta raccolta al mondo di testi relativi al Manicheismo - i miti di una delle religioni più diffuse e affascinanti della tarda antichità: I Capitoli del Maestro e I Salmi degli erranti copti, e testi greci, latini, siriaci, medio-persiani e arabi che illustrano la dottrina dei Manichei e l'ostilità delle religioni rivali nei loro confronti.
Sul frontespizio: Con la collaborazione di Carlo G. Cereti, Riccardo Contini, Serena Demaria, Sergio Pernigotti, Andrea Piras, Alberto Ventura.

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