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La punizione. Catania 1976: quattro ragazzi spariti nel nulla
La punizione. Catania 1976: quattro ragazzi spariti nel nulla

La punizione. Catania 1976: quattro ragazzi spariti nel nulla

by Salvatore Scalia
pubblicato da Marsilio

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Quattro scippatori, tra i dodici e i tredici anni, un mattino dell'aprile 1976, si aggirano su due Vespe 50 ai margini del mercatino rionale del quartiere di San Cristoforo a Catania. Sono attratti dalla deferenza di cui è circondata una donna anziana che, fatta la spesa, si avvia verso casa. Le strappano la borsetta, lei resiste, cade e si frattura un braccio. Il bottino è misero, ma l'oltraggio è grande, perché, senza saperlo, hanno derubato la madre di un capo mafia. I ragazzini da predatori diventano preda. Spariranno nel nulla. Anni dopo un pentito, in preda ai rimorsi, rivelerà il loro destino, però senza alcuna prova concreta. "La punizione" racconta questa storia di dolore, di mistero e di precoce iniziazione alla vita.

Dettagli

Generi Politica e Società » Servizi sociali e Criminologia » Criminologia: Opere generali

Editore Marsilio

Collana Gli specchi della memoria

Formato Brossura

Pubblicato 01/01/2006

Pagine 135

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788831788656

1 recensioni dei lettori  media voto 5  su  5
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La punizione. Catania 1976: quattro ragazzi spariti nel nulla

Giuseppe nativo - 20/05/2006 13:08

voto 5 su 5 5

L'abilità narrativa di Scalia, giornalista e scrittore etneo, introduce il lettore, quasi accompagnandolo per mano, in una vicenda tanto lontana nel tempo quanto vicina al cuore di ogni siciliano. Da uno squarcio nel tempo, una memoria fossile, che disperatamente cerca d'aprirsi un varco, emerge assurdamente viva un'immagine di dolore che prende corpo dalle rivelazioni di un pentito. Quattro ragazzini, ancora implumi, si aggirano, la mattina di sei lustri or sono, ai margini del mercatino rionale di un quartiere popolare a Catania. A bordo di due "Vespe cinquanta", di quelle "smarmittate", si inseguono piroettando tra la gente. L'inebriante ed intenso profumo di zagara avvolge, in un intimo abbraccio, quel giorno di maggio foriero di tante speranze. Un dì, forse, come gli altri che segna il destino dei quattro sbarbatelli. Adocchiata un'anziana signora, che scelgono come preda, consumano, nello spazio di un miserere, l'insano gesto dello scippo. Un'azione veloce che schiude le porte di una dimensione altra in cui di lì a poco verranno catapultati. Non sanno di aver derubato la madre di un capo mafia. Così da predatori diventano prede. Nel giro di poche ore sono identificati, rintracciati, portati via. Spariranno nel nulla. All'ombra di Mongibello si nasce e sotto di essa si muore. Ultima immagine è quella crepuscolare che vede i quattro ragazzini condotti in quel viaggio di sola andata cui fa eco il silenzio delle madri. Così il cieco destino di quei quattro adolescenti, la cui infanzia è spezzata sotto le stelle di primavera. Urla senza suono. Sudori freddi. Battiti accelerati. Poi il silenzio sotto quel cielo. Un cielo primaverile come tanti altri. Un vespro che Scalia descrive con mirabili pennellate narrative. Un crepuscolo che, con viso spaventato, instilla le ultime gocce di luce. Il giorno fugge per fare spazio a quella linea d'ombra che lentamente avanza come mare di piombo che inghiotte i ragazzi. Giustizia è fatta, ma l'ingiustizia incombe.

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