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Lo strano illuminismo di Joseph Ratzinger. Chiesa, modernità e diritti dell'uomo

by Vincenzo Ferrone
pubblicato da Laterza

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Perché dopo secoli di demonizzazione l'attuale papa ha deciso di "cristianizzare" l'Illuminismo? Qual è il vero rapporto della Chiesa con questioni cruciali come la storia della libertà e dei diritti dell'uomo? Vincenzo Ferrone contesta l'uso e l'abuso di tesi storiografiche che teologicamente declinate rivendicano alla cultura cristiana le origini della modernità in Occidente, nonché la difesa dell'essere umano nel mondo post-moderno. "Forse bisognerà davvero attendere un nuovo papa, meno teologo, meno competente nella raffinata 'dialettica dell'Illuminismo', per sperare di veder finalmente rispettato per intero spazio valoriale dei non credenti, la loro autonomia morale, bisogno esistenziale, il significato profondamente umano e quindi sacro della verità storica, indispensabile anche, e soprattutto, per i cattolici riformatori".

La nostra recensione

Questo libro di Vincenzo Ferrone è destinato - proprio nei giorni in cui Benedetto XVI ha rinunciato al Soglio pontificio - a rinfocolare una polemica mai sopita che contrappone ‘illuminismo laico’ e ‘oscurantismo cristiano’ o, dall’opposto schieramento, ‘modernità’ e ‘fede’. Va subito chiarito che il libro di Ferrone è apertamente polemico nei confronti dell’appropriazione strategica da parte di Joseph Ratzinger delle categorie illuministiche, fino a quel momento sottoposte a un vaglio teologico a dir poco ‘demonizzante’, e ora invece utilizzate a fini teologici per riportare le origini della modernità all’interno della religione cristiana. Un ribaltamento dialettico che Ferrone analizza attraverso tutta la recente storia della Chiesa, dalla fine dell’Ottocento fino al Concilio Vaticano II e al papato di Giovanni Paolo II, durante il quale Ratzinger fu prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, cioè il custode dell’ortodossia cattolica. L’uso spregiudicato delle categorie storiografiche ha piegato a fini teologici i Lumi per mostrarne le radici cristiane e riportare la matrice dei diritti dell’uomo (libertà religiosa, tolleranza, laicità dello Stato) sotto la cupola di San Pietro. L’analisi di Ferrone è orientata a smantellare una tesi espressa da Ratzinger già nel 1980 e ribadita appena eletto papa nel 2005: “L’Illuminismo è di origine cristiana ed è nato non a caso proprio ed esclusivamente nell’ambito della fede cristiana”. La strana conciliazione tra Chiesa e modernità non sarebbe altro, quindi, che una nuova affermazione dell’idea egemonica della cristianità, pronta ad afferrare e inglobare l’uomo moderno (e i suoi diritti positivi) nell’accogliente paradigma di un ‘Illuminismo cattolico’. Il libro di Ferrone ha il merito della chiarezza e della lucidità, ma anche quello di portare alle estreme conseguenze una polemica storiografica senza mai abbandonarsi a scomposte e fumose valutazioni.

Antonio Strepparola

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