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Doris Lessing, cinque libri da (ri)leggere

di Redazione inMondadori

Scrittrice, paladina dell'indipendenza e dei diritti delle donne - mai ostentata, da vera "femminista dentro" - tra i maggiori innovatori del romanzo del Novecento, "madre" del metaromanzo; premio Nobel per la letteratura nel 2007, premio Grinzane Cavour, premio di Stato austriaco per la letteratura europea: Doris Lessing è stata anche tutto questo, ma per noi lettori è stata e resta soprattutto una grandissima cantastorie. Si è spenta nel sonno all'età di 94 anni nella sua casa di Londra. Nata in Iran, dopo un'infanzia durissima trascorsa nel “bush” africano in Zimbabwe (quello narrato in Martha Quest), la Lessing aveva smesso di studiare a quattrodici anni, continuando come autodidatta. Ha scritto più di cinquanta romanzi, spaziando tra i generi letterari. Quelli che seguono sono cinque libri secondo noi imprescindibili per conoscerla e ricordarla.
 

Gatti molto speciali  

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Nella vita di Doris Lessing i gatti hanno sempre avuto un ruolo molto importante. Ci ha sempre convissuto, ha imparato presto a conoscerli. Il primo gatto risale ai tempi della Persia, quando aveva tre anni. Poi da bambina, in Sudafrica, dove ne era letteralmente circondata: i selvatici, che andavano tenuti lontani da quelli di casa, e i domestici, che a loro volta subivano il richiamo del bush. Da allora una lunga confidenza ha unito la scrittrice ai felini, in un rapportarsi sempre intenso, felice in certi casi, drammatico in altri.

Memorie di una sopravvissuta  

Un romanzo che sembra una fiaba e che nasce da quellantica tradizione in cui i narratori prendono il volo verso la dimensione fantastica a partire dalle solide fondamenta della realtà. E la realtà del romanzo è quella che abbiamo davanti a noi, nel futuro, un mondo dove la barbarie è la norma e ognuno deve lottare per sopravvivere, uomini, donne, persino i bambini, in un vortice di ferocia.

Il quinto figlio  

" ... Io mi sono chiesta: e se nel ventesimo secolo venisse al mondo un elfo, una creatura di un'altra epoca? Nella nostra società apparirebbe "cattivo", portatore di male: ma in un contesto diverso non susciterebbe pregiudizi. Come reagiremmo se capitasse tra noi uno così? Noi siamo pigri, quando le cose sono un po' problematiche le nascondiamo sotto il tappeto. Questo libro l'ho scritto due volte. La prima versione era meno cruda, poi mi sono detta: "cara mia, stai barando. Se succedesse davvero, sarebbe molto peggio di così." E allora l'ho riscritto portandolo alle conseguenze estreme." Doris Lessing

Il diario di Jane Somers  

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l diario di Jane Somers" si configura, nel panorama contemporaneo della letteratura in lingua inglese, come uno dei più impietosi esperimenti di autoanalisi mai compiuti da uno scrittore. Dopo i romanzi dedicati alla critica della società borghese, la Lessing qui rivolge i suoi strali dissacranti contro se stessa come intellettuale costruendo un romanzo straordinariamente intenso e commovente.

Il taccuino d'oro  

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Una 'summa' dei temi trattati dall'autrice, dei suoi problemi e delle sue suggestioni. La protagonista, Anna Wulf, non può esimersi dall'analizzare i mille motivi che costituiscono la sua vita, motivi di ordine politico, sociale e anche sessuale. Così gli spunti, i pensieri, gli eventi di cui il libro formicola, si raccolgono in quattro taccuini, di cui quello d'oro rappresenta un po' la quintessenza: e il loro insieme dà luogo a una narrazione distesa e insieme concentrata e intesa, a una panoramica della vita di una donna intensamente partecipe del nostro tempo. E nel libro c'è un po' di tutto: la minaccia atomica, i rifugiati politici nell'Africa Centrale, le barriere razziali, i rapporti dei genitori coi figli, spesso singolarmente conformisti e mancati suicidi, l'industria culturale, i rapporti degli uomini con gli uomini in un'atmosfera di fluttuante omosessualità, i rapporti delle donne con le donne, vagamente ambigui, e specialmente delle donne con gli uomini... e molte altre cose.

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