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Un racconto "storico" che può essere d'aiuto alle nuove leve di docenti affinché esse si riapproprino consapevolmente del loro presente conoscendo le trasformazioni-deformazioni subite dalla scuola. Il governo Renzi propone "La Buona Scuola" e annuncia ennesimi rivolgimenti epocali. In realtà il progetto porta a compimento la "non-riforma" cominciata diversi anni fa col ministro Moratti e proseguita dai governi successivi. L'autrice ripercorre il cammino della sua testimonianza civile e professionale con questa raccolta di articoli commentati e inquadrati nella storia della scuola degli ultimi anni mentre i ministri dell'istruzione cambiavano ma non cambiavano le idee portanti della loro "non-riforma". I rumori, gli odori, il gran movimento dei bambini e delle bambine, le relazioni, la drammaticità dell'apprendimento, la bellezza delle scoperte, le difficoltà dell'essere sempre in situazione fanno sembrare lontane ed estranee, talvolta ostili a questo mondo, le decisioni dei governi, ma anche il racconto della scuola che fanno tanti "esperti".
Claudia Fanti, maestra di scuola primaria laureata a Bologna con il Prof. Giovanni Maria Bertin, ha insegnato a Milano e a Forlì. Ha svolto attività come formatrice sui Programmi dell'85 e da allora si è impegnata a portare la propria testimonianza di maestra in servizio nelle scuole, in incontri pubblici, nella rete. Qui si parla di politiche e riforme scolastiche viste da e tra i banchi di scuola. Ha intitolato questa raccolta di scritti di pedagogia e di politica scolastica "2014, Odissea nella scuola", affinché il lettore e la lettrice da subito percepiscano quanto la scuola non sia mai stata "ferma", ingessata, adagiata su un facile passato di certezze e quanto essa abbia dovuto "viaggiare" tra gli ostacoli posti dalle politiche scolastiche di ogni governo che è stato al comando del Paese.
La prefazione è di Gabriele Boselli, Maestro di scuola elementare, direttore didattico, professore a contratto di Filosofia dell'Educazione e ispettore scolastico, autore di diverse pubblicazioni pedagogiche.

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2014, odissea nella scuola educazione_pedagogia

educazione_pedagogia - 16/11/2014 15:52

voto 5 su 5 5

La scuola ha bisogno di sguardi attenti sui singoli all'interno del gruppo classe. In tutto il libro si possono trovare spunti molto interessanti per ripensare proprio il sistema scolastico nella direzione di una rinnovata fiducia nei valori della pedagogia che si interroga costantemente senza prestare troppa attenzione a circolari e imposizioni. Dalle pagine emerge tutta l'attenzione verso la persona dello studente, la più importante direzione da intraprendere affinché il suo arricchimento interiore, relazionale e di acquisizione di apprendimenti contestuali, abbia la possibilità di compiersi e di perdurare nella società. Ci è piaciuto e lo consigliamo a coloro che desiderano misurarsi con strade diverse dai progettifici di scuola, frammentari, illusoriamente unificanti e di scarsa ricaduta sul successo formativo di ognuno. Qui è valorizzata la comunità, ma non fino al punto di far scomparire il soggetto. Merita molta attenzione la parte sulla valutazione: si legge che da anni l'autrice sperimenta con alcuni colleghi quella formativa e conversante. Queste esperienze andrebbero divulgate e sostenute, in quanto i risultati nel tempo confermano la scelta. Da apprezzare i passaggi sull'Invalsi, sui quiz, che ovviamente vanno contro programmazioni e valutazioni tarate sui soggetti e sui loro bisogni di apprendere e acquisire autostima nel pensare, compiere errori e ricavare da essi semplicemente la motivazione al sapere per il sapere fin da piccoli. C'è un riferimento nella postfazione alla Legge di Iniziativa Popolare per una buona scuola presentata e depositata in Parlamento che ci interessa ricercare: evidentemente l'autrice la ritiene valida e propositiva per poter superare le difficoltà, per far ripartire gli ingranaggi messi a dura prova dalle pseudoriforme di questi anni e dall'ultimo questionario "La buona scuola" dell'attuale governo, che a noi pare andare in una direzione completamente opposta a quella percorsa dall'autrice. Complimenti: il testo è lungo, ma in ogni parte coinvolgente e motivante a procedere.

2014, odissea nella scuola cosimodenitto

Cosimo De Nitto - 11/11/2014 14:19

voto 5 su 5 5

Il libro scritto da Claudia Fanti "2014, odissea nella scuola" fornisce un'occasione preziosa che non dobbiamo lasciarci sfuggire per una riflessione seria, profonda, pertinente in una stagione nella quale le problematiche scolastiche sono più che altro pretesti per campagne di propaganda sviluppate per slogan ed enunciati vaghi. L'autrice: 1) ripercorre la storia di questi ultimi 15 anni attraverso articoli che via via ha scritto nel corso delle stagioni dei diversi governi dal 2000 fino ad oggi; 2) ribalta il punto di vista sulle "riforme" raccontandole dall'osservatorio dell'insegnante che lavora con i bambini e le bambine tutti i giorni, e denuncia gli effetti negativi che queste decisioni dall'alto hanno sul fare scuola concretamente; 3) denuncia il degrado pedagogico e formativo di una scuola sempre più dell'apparire e sempre meno dell'essere: la scuola dei "progetti" che viene spacciata come moderna e invece precipita l'insegnamento/apprendimento in un nulla contenutistico, pedagogico e formativo; 4) critica radicalmente non solo questa scuola ma anche il racconto che di essa viene fatto dai media, dai politici, dalle "grandi firme"; 5) va al fondo dei problemi della realtà scolastica, non quelli di facciata, ma quelli strutturali, quelli soli per cui la scuola ha senso civile, pedagogico, costituzionale; 6) fa emergere chiaramente le carenze, contraddizioni, inadeguatezze del governo della scuola che sono causate soprattutto dalla continuità politica tra centrodestra e centrosinistra relativamente all'INVALSI, ai voti, alla valutazione come misura, ai finanziamenti delle scuole private, ai tagli, alla visione aziendalistica, al "maestro unico", all'anticipo o alla riduzione del ciclo di studi, alla eliminazione del valore legale del titolo di studi, alla eliminazione degli organi collegiali e del governo democratico in favore di una gestione aziendalistica manageriale da parte di una tipologia di dirigente quale organo monocratico titolare e dominus di ogni aspetto e funzione dell'istituzione scolastica, da quella burocratico-amministrativa a quella di indirizzo pedagogico e didattico, dall'organizzazione alla gestione diretta del personale del quale diviene titolare di funzioni come quelle della valutazione, assunzione ed eventualmente anche licenziamento; 7) svela la debolezza, l'erronea impostazione pedagogica e didattica dei principali documenti di riforma dalla Moratti alla Gelmini, dalle Indicazioni Nazionali alla direttiva sui BES, ecc. Il libro è un documento propositivo, non soltanto critico, una bella testimonianza utile non solo per la ricostruzione storica delle politiche scolastiche e delle "riforme" viste e vissute dal basso, ma prezioso strumento per le nuove generazioni di insegnanti, strumento che non disdegna il piano e gli spunti di metodologia e didattica da parte di un'insegnante che nella sua vita professionale non si è pasciuta di citazioni dei grandi Maestri ma di ricerca e sperimentazioni professionali originali, e si è spesa nella partecipazione civile in tutte le istanze pubbliche, istituzionali e non, di aggiornamento e formazione dei docenti per migliorare la scuola nel suo farsi e costruirsi concreto, quotidiano, con grande leggerezza e con lo sguardo sempre rivolto ai giovani allievi e allieve.

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