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Al sangue non si comanda

by Marina Crescenti
pubblicato da Novecento Media

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Un cadavere. Un ragazzino di quattordici anni giace morto, con il cranio spappolato, nella conduttura di scolo delle fogne. Spetterà a Riccio, rude poliziotto di una Milano fine anni '70, indagare sul delitto.Tra biciclette, tunnel misteriosi, palline clic clac, figurine e fumetti si snoda il piano di un mostro. Un terribile assassino che colpisce senza pietà chiunque provi a ostacolarlo. Per nascondere un segreto che lui stesso non riesce ad accettare. Una trama fitta, una narrazione tagliente e lapidaria in un noir dai contorni trasgressivi.

Dettagli

Generi Gialli Noir e Avventura » Gialli, mistery e noir , Romanzi e Letterature » Gialli, mistery e noir

Editore Novecento Media

Collana Calibro 9

Formato Brossura

Pubblicato 17/03/2016

Pagine 255

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788899316389

4 recensioni dei lettori  media voto 5  su  5
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Al sangue non si comanda marinacrescenti

marinacrescenti - 17/08/2016 12:40

voto 5 su 5 5

Complimenti! Meraviglioso......una trama mozzafiato un mix di miti Marina e a me molto cari....La vedo dura per il futuro... Riccio o Narducci??? Chi la spunterà??

Al sangue non si comanda marinacrescenti

marinacrescenti - 29/07/2016 22:13

voto 5 su 5 5

"Al Sangue non si comanda è un romanzo che ti colpisce sin dalle prime pagine, ha l'effetto di un cazzotto repentino e risveglia in te il desiderio irrefrenabile di vedere come va a finire..." Paolo Roversi

Al sangue non si comanda marinacrescenti

marinacrescenti - 29/07/2016 13:57

voto 5 su 5 5

Mi sarebbe piaciuto essere un critico letterario per recensire in maniera adeguata il romanzo "Al sangue non si comanda" di Marina Crescenti, usando le terminologie e le espressioni che, per assenza di mestiere, non riuscirei a trovare. Da semplice lettore voglio invece esternare le impressioni che il libro mi ha ininterrottamente trasmesso, dalla prima all'ultima pagina. Come un pugile professionista, in questo romanzo l'Autrice ti colpisce al principio con un evento che ha l'effetto di un cazzotto repentino, per poi lavorarti ai fianchi, in un crescendo di sensazioni che si fanno via via più incalzanti, vorticose, quasi parossistiche, fino a sferrarti il colpo del "knock out" conclusivo che ti lascia irrimediabilmente senza difesa. Già, perché questo è uno di quei libri che ti fanno impazzire, lacerandoti nel dilemma se leggerlo tutto d'un fiato, per soddisfare il desiderio irrefrenabile di "vedere come va a finire", oppure centellinarlo come un vino da meditazione per assaporarne il più a lungo possibile le emozioni e le tensioni, indiscutibilmente forti, che ti invia senza tregua. Claudio Provini

Al sangue non si comanda marinacrescenti

marinacrescenti - 29/07/2016 13:51

voto 3 su 5 3

Nuova, ottima prova letteraria di Marina Crescenti. Milano, fine anni 70. Il cadavere di un ragazzino con il cranio sfondato viene ritrovato in un tombino di Via Washington. Sul caso si troverà, quasi per caso, a investigare lIspettore della Omicidi Giulio Manero, per tutti Riccio per via dei suoi capelli. Lindagine sarà complessa, delicata e per Riccio molto dolorosa, costellata di morti ammazzati, alcuni in modo singolare, da uno spietato assassino che uccide chiunque possa aiutare gli investigatori a risalire a lui. Riccio condurrà una mortale partita a scacchi con il killer, a rischio della propria vita e di quella di chi gli sta vicino, e lemozionante, angoscioso finale veramente ad alta tensione riserverà più di una sorpresa. Va detto subito che Riccio, il nuovo personaggio della Crescenti, rientra anchegli nel prototipo di poliziotto duro e puro-anticonformista-ribelle-sciupafemmine-sagace-dal cuore doro di cui abbiamo già incontrato parecchi esemplari nel genere thriller-noir. Ciò che fa la differenza, però, è che questo è un personaggio a cui ci si affeziona fin dalla prima pagina, per il modo con cui lautrice ne rende le caratteristiche, le azioni e le emozioni. Merito anche dello stile della Crescenti, denso, diretto e stringato, dei dialoghi spesso ironici e sempre scorrevoli e naturali, dellabilità e della cura quasi maniacale con cui ci viene restituita la Milano di quegli anni, colonna sonora compresa. Anche la complessa vicenda, tracciata in poco più di duecentocinquanta pagine, è di quelle che prendono il lettore, che si trova coinvolto fin dalle prime righe, e fatica a staccarsi dal testo (cosa che non si può dire di molti altri romanzi del genere). Che dire di più? Da leggere, sicuramente (augurandosi magari di ritrovare ancora il nostro Riccio impegnato in qualche altra pericolosa indagine). Gian Luca Antonio Lamborizio

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