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Anelli di fumo - Ario Gnudi
Anelli di fumo - Ario Gnudi

Anelli di fumo

Ario Gnudi
pubblicato da Pendragon

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Disponibile in 5-6 giorni. la disponibilità è espressa in giorni lavorativi e fa riferimento ad un singolo pezzo
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Tra spiagge romagnole, campi da calcio e osterie bolognesi, seguiamo le vicende di uno studente irrequieto e un po' ribelle alle prese con le gioie e i dolori di una stagione della vita entusiasmante e complessa. I primi amori, le scorribande con gli amici e le feste domenicali nei salotti buoni: il racconto privato di un'educazione personale e sentimentale si fa anche spaccato della cultura italiana del boom economico, con tutte le speranze, i desideri e le contraddizioni che ha portato con sé; fino ad approdare a un '68 inedito, quasi intimo, vissuto nella delicata fase di passaggio dalla giovinezza all'età adulta. Sullo sfondo, a fare da contrappunto alla narrazione, sono costantemente evocate, quasi fossero anch'esse protagoniste della storia raccontata, le glorie della musica, del cinema e dello sport di quegli anni indimenticabili per chiunque li abbia davvero vissuti.

Dettagli down

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi italiani

Editore Pendragon

Collana Melusina

Formato Libro

Pubblicato 07/08/2008

Pagine 215

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788883426575

2 recensioni dei lettori  media voto 4  su  5
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Anelli di fumo tarty67

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voto 5 su 5 La mia opinione non è molto dissimile da quella di uno dei grandi nomi delleditoria letteraria italiana, che nel proprio sito internet www.laFeltrinelli.it dice testualmente: obbligatorio leggere Anelli di fumo per chi ha avuto la fortuna di vivere Bologna negli anni 60 e piacevolissimo anche per chi, come me, non lha vissuta ma ne ha sempre sentito parlare. Un amarcord quanto mai riuscito su Bologna, i bolognesi e la sua vita, scritto egregiamente e non esagero dicendo che sicuramente è tra i libri più importanti e divertenti che sia uscito negli ultimi anni, scritti sulla nostra bella città. Unica nota di difformità con Feltrinelli è che io gli assegno cinque stelle di merito (contro le sue quattro), perché sul vivere nella mia città in quegli anni non ho mai letto niente di meglio, e vi assicuro che li ho letti quasi tutti (Macchiavelli, Benni, Bolognini, Mingardi, Berselli, ecc.), così come ho visto al cinema le opere bolognesi di Pupi Avati ed in TV i recital graffiti di Shel Shapiro. Concludo dicendo che a mio parere questopera riserva ai lettori tutti i vantaggi di una bella scrittura, specie se si ha voglia di sorridere, a fronte di nessuno svantaggio, a patto che si abbia anche voglia di commuoversi.
Anelli di fumo

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voto 3 su 5 ... qualcuno è andato per età, qualcuno perchè è gia dottore, chi insegue una maturità, si è sposato fa carriera ed è una fine ancor peggiore... Recitava così una strofa di una canzone di Francesco Guccini in "Stanze di vita quotidiana" della metà degli anni settanta o giù di lì. Ario Gnudi con il suo "Anelli di fumo" ci risparmia il divenire di vite buttate al vento o realizzate ad ogni costo. L'adolescenza è un insieme di grigi e chiaroscuri in genere relegati nel limbo della memoria degli adulti, quasi a sfumare come il fumo stesso di una sigaretta nella scomodità degli archivi della nostra esistenza. Lui invece in questo libro scatta una serie di istantanee nitidamente sviluppate e stampate come se uscissero da un Album di famiglia perfettamente conservato. Gli anni della gioventù in genere sbiadiscono come colori sintetici "dal fondo dei loro armadi", nel caso dell'autore, invece, i ricordi appaiono ben riposti e maturati come un buon vino nelle botti adatte all'invecchiamento intelligentemente mirato. Racconto garbato, senza eccessi, soprattutto privo di quegli accenti sicuramente avvenuti, ma non menzionati, che accenderebbero fazioni e partitismi oggi obsoleti e trascurabili, non manca di lanciare con determinata risolutezza un personale"J'accuse" a quel tipo di società sempre nel tempo ben posizionata ma altrettanto immeritatamente ambita dai giovani di ogni generazione. Una stesura che affonda le radici nei ricordi vivi, come fosse una di quelle canzoni che si imparano a quindici anni, e , che, nonostante l'affollamento di nozioni e concetti che si devono imparare nol corso della vita, rimane indelebile come i primi giorni che veniva cantata con gli amici. Una bella fotografia in bianco e nero, come quell'immagine splendida di Bob Kennedy in maniche di camicia , con i capelli scompigliati dal vento, la risata solare in una campagna americana durante il suo ultimo turno elettorale. Un fermo immagine su un istante destinato a rimanere tale poiché non contaminato dal proprio invecchiare. Gianpiero Piazza, 10 dicembre 2008.

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