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Buio in sala. Architettura del cinema in Toscana. Ediz. a colori
Buio in sala. Architettura del cinema in Toscana. Ediz. a colori

Buio in sala. Architettura del cinema in Toscana. Ediz. a colori


pubblicato da Maschietto Editore

28,05
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Disponibile a partire dal 20/08/2018.
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"Buio in sala introduce subito i contenuti di questo lavoro: architettura che si fa materia in virtù della luce, del passaggio light to dark. Ovvero non materia, ma sostanza metafisica. Architettura dinamica, in continua trasformazione. Potremmo aggiungere: Luci nella città. Quando il buio è in sala le luci del cinema illuminano la città, indicano il luogo e lo stretto legame che il cinema stabilisce col tessuto urbano, in termini fisici, simbolici, sociali. Dunque, il cinema come architettura strettamente legata all'oggetto della sua funzione, mediata dal dato bidimensionale, illusorio, effimero, ripetitivo. La ricerca, se si escludono alcuni contributi monografici, è questione rimossa dalla storiografia architettonica, per l'ambiguità stessa della denominazione: Cinema, (forma abbreviata di cinematografo) in lingua italiana esprime contenuto e contenente. Dall'arte di comporre e realizzare film con lo strumento (cinematografo) divulgato dai Lumière al luogo fisico in cui si proietta, si vede, si sogna, si gode il film. l'architettura si specializza con l'evoluzione stessa dello strumento filmico; attraversa lo storicismo e l'eclettismo, tributari della tradizione teatrale, la stagione delle avanguardie, l'affinamento tecnologico del dopoguerra. Un'architettura che oggi vive la crisi del suo stesso mezzo, che si decompone in multisale, si decentra in luoghi commerciali e periferici, si converte in funzioni nuove e, con questo, abdica al suo ruolo originario. Da qui nasce l'interrogativo: come e con quali strumenti tecnici, culturali, sociali, economici, politici, può essere oggi tutelato e salvaguardato questo settore dell'architettura? A questo le iniziative che partono da Buio in sala vogliono rispondere con la conoscenza, le indagini analitiche, la schedatura, per ricondurre all'unità dell'organismo architettonico quell'insieme di saperi scientifici, tecnologici, artistici. Definire l'identità dell'architettura del cinema (e per il cinema), dunque, non è tanto volto ad aprire a un nuovo specialismo storiografico, ma a offrire strumenti di conoscenza per la valorizzazione di un patrimonio che rischia oggi l'estinzione." (Maria Adriana Giusti)

Dettagli

Generi Architettura Design e Moda » Architettura e Urbanistica » Edifici pubblici

Editore Maschietto Editore

Formato Brossura

Pubblicato 01/01/2016

Pagine 349

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788888967806

Curatore M. A. Giusti  -  S. Caccia

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