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Buona maestra. Perché i telefilm sono diventati più importanti dei libri e del cinema - Aldo Grasso
Buona maestra. Perché i telefilm sono diventati più importanti dei libri e del cinema - Aldo Grasso

Buona maestra. Perché i telefilm sono diventati più importanti dei libri e del cinema

Aldo Grasso
pubblicato da Mondadori

Prezzo online:
15,50
Prodotto acquistabile con Carta del Docente e 18App
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Da "Doctor House" a "Lost", da "Sex and the City" a "Desperate Housewives", le grandi serie televisive americane hanno invaso le reti e l'immaginario italiano. Con un saggio controverso e provocatorio, Aldo Grasso, famoso critico televisivo, traccia una breve storia di un genere di intrattenimento che spesso diventa una forma d'arte. E dimostra, contro ogni luogo comune e ogni pregiudizio sugli spettacoli televisivi, come queste serie abbiano assunto il ruolo di nuovi 'feuilletons' della contemporaneità, di grandi narrazioni pubbliche, diventando spesso importanti come e forse più della letteratura.

La nostra recensione

Un "elogio del telefilm", così si potrebbe definire il nuovo libro di Aldo Grasso, Buona maestra. Questo fortunatissimo genere televisivo rappresenta infatti, secondo il critico, la tanto invocata "tv di qualità" Troppo presi a criticare tutto ciò che di negativo, volgare e trash c¿è in televisione (che senza dubbio è presente in grande quantità), non ci si è accorti di quanto di buono invece ci sia da sempre e che da sempre è targato U.S.A. Il telefilm è un¿opera autoriale di altissima qualità, ben scritto, ben diretto, pieno di citazioni colte, letterarie e cinematografiche, è un prodotto seriale che vanta illustri antenati, dal feuiletton ottocentesco di Flaubert e Dickens, al fumetto e ai radio serials. E nonostante queste caratteristiche "alte", che potrebbero sembrare adatte a un pubblico di nicchia, come accade per il cinema, il telefilm ha invece la straordinaria capacità di appassionare un pubblico di massa estremamente diversificato, di generare fenomeni di culto e creare gruppi di fan consacrati a quello che è prima di tutto un prodotto commerciale. Dice Grasso: "Il telefilm è arte, ma non lo dà a vedere, questa la sua sublime raffinatezza". Il telefilm è dunque il luogo in cui velleità artistiche e necessità produttive si conciliano dando il massimo dei risultati sia in termini di qualità sia di successo. Ecco perché un attore che voglia abbandonare la serie, si trasforma, nella fiction, nella morte improvvisa di un personaggio fondamentale dando il via a sviluppi nuovi e inattesi della vicenda... Da Dallas a Six Feet Under, da Bonanza a Happy Days, da I segreti di Twin Peaks a Will & Grace, da M.A.S.H.a Dr House, da Star Trek a Buffy... che si tratti di soap, di sit-com, di drama, legal o poliziesco, i telefilm sono la nuova letteratura, il mezzo per leggere ansie e paure, desideri e speranze dell¿epoca cui appartengono. Gli adolescenti, ad esempio, oggi non imparano più l¿educazione sentimentale leggendo Goethe o Salinger, ma guardando Beverly Hills 90210, Dawson's Creek, The O. C.. Alcuni registi preferiscono questo genere televisivo al film stesso, per la maggior libertà che concede di giocare con i personaggi e con i tempi del racconto, come David Lynch; altri invece, più fedeli al cinema, si divertono a girare una puntata di qualche serie che amano particolarmente, come fa Tarantino con E.R. prima e C.S.I. poi. Ci sono attori che entrano ed escono dalla loro serie preferita, come Brad Pitt o Susan Sarandon in Friends; o scrittori che ne scrivono la sceneggiatura, come Stephen King per X-Files. Grasso illustra e ci spiega le due Golden Age del telefilm: la prima, compresa tra gli anni Quaranta e Cinquanta, è caratterizzata dalla produzione di teledrammi e dalla serie antologica Alfred Hitchcock Presents, un¿opera d¿arte del Maestro; la seconda, negli anni ¿80, è inaugurata dalle produzioni della Mtm, con Chicago Hospital, Hill Street giorno e notte, Miami Vice, N.Y.P.D. e continua fino ad oggi con Ally McBeal, I Soprano, Sex and the City, Nip/Tuk, Scrubs, 24... E capiamo così come Alias spieghi Lost e come entrambi rappresentino l¿essere umano alla ricerca della propria identità, ponendosi le stesse domande che si faceva Pascal; o come Desperate Housewives non sia un documentario sulla vita delle casalinghe, ma una riflessione sulla nostra società, fatta di buoni propositi finiti male e del tentativo di dissimulare tutto con l¿ipocrisia. Tutte le serie più significative sono qui illustrate e inserite nel contesto sociale di riferimento. Ogni serie ci può dire qualcosa sui valori degli anni cui appartiene, può darci una chiave di lettura di un periodo storico, stando attenti, però, a non confondere mai un telefilm con un trattato di sociologia. Può dirci qualcosa di noi che guardiamo i telefilm e ci immedesimiamo nei personaggi, ancora di più di quanto si faccia con i film. Inizia e conclude Grasso: "Sono stato per anni malato di cinema. Mi sono ritrovato malato di televisione. Soprattutto grazie ai tel

Dettagli

Generi Cinema e Spettacolo » Radio e Televisione » Televisione e società

Editore Mondadori

Collana Strade blu. Non Fiction

Formato Brossura

Pubblicato 01/01/2007

Pagine 308

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788804568155

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