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Come scrivere una grande sceneggiatura
Come scrivere una grande sceneggiatura

Come scrivere una grande sceneggiatura

Linda Seger
pubblicato da Audino

Prezzo online:
20,00
Disponibile in 6-7 giorni. la disponibilità è espressa in giorni lavorativi e fa riferimento ad un singolo pezzo
40 punti carta PAYBACK
Prodotto acquistabile con Carta del Docente e 18App

Questo è uno dei più diffusi manuali di sceneggiatura circolanti negli U.S.A. Linda Seger insegna ai dilettanti, ma anche ai professionisti, ad affrontare il problema della versione finale del lavoro. Parla cioè della revisione della prima stesura e del come controllare gli eventuali "buchi", o i momenti di calo nel copione, per potenziare invece i punti di forza della storia. L'attenzione che la Seger dedica al subplot, cioè al processo di crescita interiore del personaggio e a quello delle sue relazioni emotive, in una frase "l'arco di trasformazione del protagonista", è qualcosa che fonde tutto il bagaglio pragmatico delle scuole di sceneggiatura americane con l'esigenza europea di dare al film uno spessore umano.

Dettagli

Generi Lingue e Dizionari » Guide alla scrittura , Politica e Società » Comunicazione e Media » Guide alla scrittura , Cinema e Spettacolo » Cinema » Soggetti e sceneggiature

Editore Audino

Collana Manuali

Formato Brossura

Pubblicato 02/09/2004

Pagine 189

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788875271510

Traduttore S. Carrington

Curatore D. Tarquini

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Come scrivere una grande sceneggiatura librisenzagloria

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voto 3 su 5 Come scrivere una grande sceneggiatura è un pratico manuale per neofiti e professionisti che si cimentano nel mondo della scrittura cinematografica. A compilare questo utile compendio di tutte le nozioni base è la sceneggiatrice statunitense Linda Seger. A pubblicarlo in Italia la fondamentale collana di Dino Audino Editore. Il lavoro consiste in quattro parti, ciascuna redatta con tanto di indicazioni da seguire, problemi da evitare e domande poste per favorire lapplicazione dello scrittore. Il processo di scrittura consiste nel passaggio dal caos allordine attraverso queste tappe: trovare lidea (molti scrittori tengono archivi di potenziali storie), ordinare le idee (scomporre la storia in trama, personaggi, idea di base, immagini e dialoghi), il metodo delle schede (molti scrittori annotano le loro idee su fogli perforati da mettere in un raccoglitore o colorati), la scaletta (qualche riga per ogni scena per un totale di 50/100 righe), il trattamento (dalle 8 alle 15 pagine), tenere un diario (utile per lo sviluppo del tema e dei personaggi), parlare al registratore (può essere liberatorio), mettere su carta, software (di quelli lanciati sul mercato per aiutare gli sceneggiatori), non cè il modo giusto (molti scrittori adottano metodi diversi per sceneggiature diverse). La composizione drammatica si è sin quasi da subito rifatta alla struttura in tre atti: linizio (la premessa: circa 10/15 pagine), il mezzo (lo sviluppo: 20 pagine per il primo atto, 45/60 per il secondo), la fine (la risoluzione: 25/35 pagine per il terzo atto). Lo scopo della premessa è quello di darci tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno per far partire la storia. Iniziare con unimmagine ci dà un forte senso della storia. Quindi un qualche evento (il catalizzatore) dovrà dare inizio alla storia. La premessa si completa ponendo la domanda centrale alla quale verrà data una risposta nel culmine. E importante essere coincisi nella premessa, dunque servono ulteriori informazioni per orientarci nella storia: singole scansioni drammatiche, messe insieme, creano una scena. Una buona storia rimane interessante a causa dei turning points: i colpi di scena che avvengono mentre muove verso il culmine. Nella struttura in tre atti ci sono due svolte principali che fanno sì che la storia possa cambiare direzione: una allinizio del Secondo Atto e una allinizio del Terzo Atto. Il culmine è il momento in cui il problema è risolto. La scena centrale divide la storia (e il Secondo Atto) a metà, introduce un avvenimento che aiuta a strutturare il Secondo Atto (modificandone la direzione): non va confusa con la prima svolta. Un film può cominciare con svariati minuti di titoli di testa, oppure i titoli possono scorrere su immagini e azioni di solito senza dialoghi, oppure viene mostrata una sequenza pre-titoli di testa. La funzione generale del subplot, o sottotrama, è quella di aggiungere spessore alla sceneggiatura, ma se è ben scritto svolge varie funzioni: spinge la trama principale, sostiene il tema della storia, e a volte è la parte più interessante del film. La maggior parte dei film hanno almeno uno o due subplot: se un film non ha subplot rischia di essere privo di dimensione, se ne ha troppi può creare confusione. Così come la trama ha un inizio, un mezzo e una fine la stessa cosa si può dire anche per il subplot. Però i subplot è responsabile di molti problemi di sceneggiatura

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