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Corpi di scarto

by Elisabetta Bucciarelli
pubblicato da Edizioni Ambiente

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Iacopo detto Iac, adolescente cresciuto troppo in fretta, vive tra la casa della madre e i bordi di una grande discarica. Accanto a lui il fratellino Tommi e l'attraente Silvia, ragazza perbene scontenta del proprio corpo. Iac conosce la discarica fin nei minimi dettagli, è una risorsa, un punto di partenza, dove trovare tutto quello che gli serve per sopravvivere e sognare. Intorno a lui si muove un gruppo di esistenze abbandonate tra cui il turco Saddam, il nero Argo e l'italiano Lira Funesta, scarti umani non privi di una loro particolare dignità. Mentre la vita in discarica procede secondo ritmi collaudati e fuori il caos emotivo delle esistenze normali cerca un equilibrio, il "male" prende il sopravvento. Comportamenti all'apparenza inoffensivi e accumulo di pratiche abusive provocano un episodio drammatico che coinvolgerà profondamente Iac. "Corpi di scarto" è un apologo su una società che vive il suo declino disseminato di rovine, siano esse di cemento o di brandelli di carne, di siringhe infette o di sentimenti avariati. Ma soprattutto di indifferenza e superficialità colpose.

Dettagli

Generi Gialli Noir e Avventura » Gialli, mistery e noir , Romanzi e Letterature » Gialli, mistery e noir

Editore Edizioni Ambiente

Collana Verdenero. Noir

Formato Libro

Pubblicato 22/03/2011

Pagine 223

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788896238967

1 recensioni dei lettori  media voto 4  su  5
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Corpi di scarto

Anonimo - 12/08/2011 10:00

voto 4 su 5 4

In una metropoli, probabilmente Milano ma potrebbe essere una qualsiasi città del nostro mondo globalizzato, ai margini di una discarica vive un'umanità varia ed interessante, "corpi di scarto" o, per dirla con Iac, una delle figure più importanti del libro "il rifiuto di qualcuno che non ti ha più voluto con sé". Sono ragazzi, - Iac e Lira Funesta che frequentano ancora le superiori ma non sopportano l'atmosfera che si vive in casa -, sono uomini fatti - come Argo Zimba, sono uomini maturi - come Saddam il turco -, e cani come Nero. Hanno un loro rifugio costruito con materiali di recupero e vivono riparando e rivendendo quello che trovano in discarica. La loro è la zona viva della discarica che si contrappone alla putrida, ammasso di fanghiglia dove la Cosa inghiotte tutti i rifiuti tossici della città. Hanno un codice e delle regole, a casa del tuco si beve tè alla menta lavandosi le mani e togliendosi le scarpe, Iac ammucchia i suoi tesori sugli ordinatissimi scaffali della sua dimora. E' una specie di surrogato di famiglia, quello che tutti loro non hanno trovato altrove. Fuori dalle mura della discarica si muovono altri "corpi di scarto" corpi perfetti e curatissimi che non trovano mai il punto di perfezione. Fuori c'è Alfredo Mito, il più famoso chirurgo plastico del momento, che coglie le lievi imperfezioni di visi già riempiti di botox, in cosce levigate da massaggi, in palpebre appena cadenti. La figlia di Mito, Silvia, ha una bellezza particolare, Iac la trova unica e nella sua estrema timidezza le fa una dolcissima dichiarazione d'amore: "Ci sono cose che non servono a niente, ma che tutti vorrebbero possedere, e altre che sembrano meno desiderabili e che sono dei tesori". Ma Silvia non è felice di sé, per il suo compleanno avrà due taglie di seno in più. Ad una trama interessante e quanto mai attuale si somma lo stile personalissimo di Elisabetta Bucciarelli (premio Scerbanenco 2010), fatto di frasi brevissime e stringate, un ritmo quasi sincopato. La scrittrice ti prende per mano e ti accompagna in una visita guidata quanto mai realistica della discarica: ne senti le puzze orrende, l'odore acre del fuoco, ti immagini la viscida fanghiglia dalla putrida. La trama ti prende e ti spinge ad andare avanti pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo fino alla fine. Un finale davvero sospeso, quasi troncato, che mi ha lasciato con l'amaro in bocca.

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