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Dante

Alessandro Barbero
pubblicato da Laterza

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Dante è l'uomo su cui, per la fama che lo accompagnava già in vita, sappiamo forse più cose che su qualunque altro uomo di quell'epoca, e che ci ha lasciato la sua testimonianza personale su cosa significava, allora, essere un giovane uomo innamorato o cosa si provava quando si saliva a cavallo per andare in battaglia.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Storia e Critica letteraria » Letteratura antica, classica e medievale » Poesia e poeti » Autobiografie e biografie letterarie , Storia e Biografie » Biografie Diari e Memorie » Scrittori, poeti e letterati

Editore Laterza

Collana I Robinson

Formato Rilegato

Pubblicato 08/10/2020

Pagine 361

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788858141649

1 recensioni dei lettori  media voto 5  su  5
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Dante renzo.montagnoli

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voto 5 su 5 La Divina Commedia è unopera fra le più conosciute, che si studia a scuola non solo in Italia. Quindi, chi più chi meno, in base al livello di istruzione ricevuto, è a conoscenza di un contenuto che è in tutti i sensi senza tempo, proprio del capolavoro universale. Del suo autore Dante Alighieri tuttavia sappiamo poco, a mala pena conosciamo, pur se non sicure nel giorno, le date di nascita e di morte e della sua travagliata esistenza siamo solo al corrente che per motivi politici fu esiliato dalla sua Firenze. Tutto il resto, però, che occorre per inquadrare il personaggio nella sua epoca, i cui fatti indubbiamente finiscono sempre con avere riflessi su ciò che ha scritto, ci sono solo vagamente conosciuti, un po perché Dante è enigmatico, un po perché il periodo storico, a cavallo fra il XIII e XIV secolo, non era in grado di fornire ampie documentazioni sullautore di unopera che già allora era famosissima. Alessandro Barbero, di cui si apprezzano le indubbie qualità di storico, cerca di provvedere in merito, scrivendo una biografia che non è frequente nella sua produzione (così a memoria me ne sovviene solo unaltra, quella di Carlo Magno), ma che ha il pregio dei romanzi storici, senza tuttavia esserlo, perché alla fantasia non è lasciato nulla, nel senso che siamo in presenza di un vero e proprio saggio. Tuttavia labilità dellautore nel proporre è tale che il risultato non è greve, come invece in genere sono i testi storici, ma ha la capacita di avvincere come in in romanzo ben riuscito. Del resto, lincertezza su tanti fatti della vita di Dante lascia il campo a una fantasia tecnica, cioè alla formulazione di ipotesi, esaminate negli aspetti positivi e negativi, il più delle volte senza privilegiarne nessuna. Per esempio ci si chiede se Dante fosse un nobile e così veniamo a sapere che allepoca il concetto di nobiltà era diverso da quello da noi conosciuto e nel caso specifico, pur considerando tanti elementi, la famiglia Alighieri si sarebbe potuta definire al più benestante, ma non certo nobile. Di pari passo, di ipotesi in ipotesi, sulla base di documenti dellepoca, in apparenza poco significativi, tenuto conto di quanto scritto in epoca successiva dal Boccaccio, nonché da storici quasi contemporanei, o di poco posteriori, siamo in grado di farci unidea non solo di quel che fu lesistenza di Dante, ma anche di come si vivesse allora. Così abbiamo capitoli dietro capitoli che parlano del clan degli Alighieri, dellinfanzia di Dante, dellamore (puramente platonico per Beatrice, che morirà giovanissima e già maritata con altra persona), degli studi, del matrimonio stesso di Dante, dei suoi affari, della politica estremizzante in essere a Firenze, insomma tutta una serie di aspetti che, se pur relativi al poeta, ci danno una visione tutto sommato esauriente di un certo periodo storico che riguarda anche altre città, perché lesilio di Dante fu tuttaltro che sedentario. Da questo lavoro di Barbero esce un Dante dalle molteplici sfaccettarure, un politico, prima ancora che poeta, che fu artefice e vittima della sua condotta fiorentina, sussistendo anche lipotesi che, quando rivestì delle cariche importanti nel governo della città, privilegiò taluni e magari non disinteressatamente. Se il politico Dante ha probabilmente limiti e anche colpe, di tuttaltra pasta è il poeta Dante, un artista eccelso, già famoso ai suoi tempi e ancor di più nelle epoche successive. Un grande, insomma si potrebbe definirlo, giudizio che può essere esteso al suo biografo Alessandro Barbero che ancora una volta si conferma storico scrupoloso (alle note sono dedicate un centinaio di pagine) e sempre capace di avvincere il lettore.

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