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Dialoghi. L'arte di far parlare i personaggi nei film, in TV, nei romanzi, a teatro
Dialoghi. L'arte di far parlare i personaggi nei film, in TV, nei romanzi, a teatro

Dialoghi. L'arte di far parlare i personaggi nei film, in TV, nei romanzi, a teatro

by Robert McKee
pubblicato da Omero

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Il seguito di «Story», il manuale per scrittori. In questo nuovo manuale, McKee si occupa di come i personaggi parlino sullo schermo, sul palcoscenico e sulla pagina. Con esempi che vanno dal Macbeth a Breaking bad, McKee mette sotto i nostri occhi le scene decisive dei testi per illustrare le strategie e le tecniche che gli autori usano quando scrivono le battute dei personaggi.

Dettagli

Generi Lingue e Dizionari » Guide alla scrittura , Politica e Società » Comunicazione e Media » Guide alla scrittura , Cinema e Spettacolo » Cinema » Soggetti e sceneggiature

Editore Omero

Collana Scrittura creativa

Formato Brossura

Pubblicato 18/01/2017

Pagine 314

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788896450307

Traduttore P. Restuccia

1 recensioni dei lettori  media voto 3  su  5
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Dialoghi. L'arte di far parlare i personaggi nei film, in TV, nei romanzi, a teatro librisenzagloria

Libri Senza Gloria Blog Pop Nerd - 26/09/2018 21:13

voto 3 su 5 3

Dallinglese singolare Dialogue, la traduzione italiana diventa (intelligentemente, come molte altre scelte delledizione nostrana) Dialoghi. Segue la didascalia Larte di far parlare i personaggi nei film, in TV, nei romanzi, a teatro. Certamente omnicomprensiva di tutti i media trattati. Ma che poteva benissimo essere Il dialogo è azione (non parola morta). I cori degli angeli cantano: Robert McKee è tornato! Il leggendario (mai aggettivo fu più calzante) autore di Story, lopera omnia, il manuale, macché, la bibbia!, dello sceneggiatore cinematografico (principalmente, ma non solo), si rifà vivo dopo tanti anni. E stavolta torna per tutti (non solo per sceneggiatori). Comè questa nuova incarnazione del Messia delle Storie? Per chi ha letto Story è interessante, sì, ma nulla di più, nulla di nuovo. Anzi a volte sa di trito e ritrito, ma per il neofita è senzaltro un viaggio senza precedenti. Il libro si (s)compone in diciannove capitoli, raggruppati in quattro parti. Vediamole, nellordine. La premessa è che il dialogo si muove lungo tre differenti percorsi. Verso gli altri (duologo o trialogo), verso se stessi, verso il lettore. Da qui il dialogo come azione (in quanto attività performativa) si declina in Drammatizzato e in Narrativo per tutti i media (palcoscenico, schermo, pagina e la radio?). Se ne analizzano le tre diverse funzioni. Esposizione (fondamentali le illustrazioni delle due principali tecniche: spinta narrativa e esposizione). Caratterizzazione (che contraddice il vero personaggio). Azione (di tutti i tipi). Quindi si approda alle tre declinazioni dellespressività. Il contenuto (che si muove fra il detto, il non detto e, ancor più importante, lindicibile, ovvero il sottotesto che si cela nel testo). La forma (animata dal conflitto: di tutti i tipi e di tutti i generi, si rimanda allultima parte). La tecnica (dal linguaggio figurato alla comunicazione non verbale più una combo delle due). Fermi tutti: il capitolo cinque è fondamentale per qualsiasi dialoghista. Letteralmente spiega come si fanno le battute. Lautore lo spiega grazie allausilio di esempi efficaci: abbiamo la frase suspense, la frase ad accumulazione, la frase bilanciata...

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