Mondadori Store

Trova Mondadori Store

Benvenuto
Accedi o registrati

lista preferiti

Per utilizzare la funzione prodotti desiderati devi accedere o registrarti

Vai al carrello
 prodotti nel carrello

Totale  articoli

0,00 € IVA Inclusa

Un memoir su cosa significhi oggi vivere da poveri nel paese più ricco del mondo, gli Stati Uniti.

"Mia figlia ha imparato a camminare in un rifugio per senza tetto." Così inizia questo memoir su cosa significhi essere poveri oggi in America. "Dieci anni fa scappai da una relazione abusiva e mi trasferii con mia figlia, all'epoca una bimba di 9 mesi, in un rifugio per senza tetto. Avevo 200 dollari in tasca e circa la stessa cifra in buoni spesa, e una famiglia che non poteva aiutarmi. Non solo, ero nel mezzo di una causa feroce per la custodia di mia figlia. Alla fine trovai lavoro come donna di servizio. Ho lavorato da malata e ho portato mia figlia ammalata all'asilo, anche quando avrei dovuto tenerla a casa. Non c'era malattia retribuita, non c'erano vacanze pagate, nessuna prospettiva di aumenti, e tuttavia ogni giorno imploravo che mi facessero lavorare. L'efficienza dell'automobile era vitale, anche una gomma bucata poteva distruggerci, e rimandarci barcollando di nuovo al rifugio per senza tetto. Vivevamo, sopravvivevamo, in questo precario stato di non equilibrio. Questa è stata la mia esistenza nascosta mentre pulivo quella degli altri perché la loro apparisse perfetta."

Per una serie di scelte sbagliate Stephanie Land, diventata madre da poco e costretta a fuggire da un compagno violento, precipita in uno stato di povertà assoluta. Mentre lavora duramente per tirare avanti, pulendo i gabinetti dei ricchi, destreggiandosi tra una serie di lavori domestici malpagati, lo studio e il complicatissimo mondo dell'assistenza governativa, Stephanie scrive. E scrive le storie non dette degli americani sovraccarichi di lavoro e sottopagati. Delle esistenze faticose dei poveri. In una società priva di reti di protezione familiare, all'interno della quale essere poveri equivale a essere colpevoli. Ma Stephanie è caparbia, e scrivere le permette di sopravvivere alla propria orribile esistenza, e di immaginare un futuro. E alla fine ce la fa: si laurea, viene accettata dall'Economic Hardship Reporting Project, istituto che aiuta a pubblicare giornalismo di qualità concentrato sulle diseguaglianze. Memoir a lieto fine, non per questo "Donna delle pulizie" è meno potente. Prefazione di Barbara Ehrenreich.

Dettagli

0 recensioni dei lettori  media voto 0  su  5

Scrivi una recensione per "Donna delle pulizie"

Donna delle pulizie
 

Accedi o Registrati  per aggiungere una recensione

usa questo box per dare una valutazione all'articolo: leggi le linee guida
torna su Torna in cima