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I testamenti

Margaret Atwood
pubblicato da Ponte alle Grazie

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Prodotto acquistabile con Carta del Docente e 18App

«Il nostro tempo insieme sta per cominciare, mio lettore. Può darsi che vedrai queste pagine come un fragile scrigno da aprire con la massima cura. Può darsi che le strapperai o le brucerai: con le parole accade spesso». Hai fra le mani un'arma pericolosa, caricata con i segreti di tre donne di Gilead. Stanno rischiando la vita per te. Per tutti noi. Prima di entrare nel loro mondo, forse vorrai armarti anche di questi pensieri: «La conoscenza è potere». «La Storia non si ripete, ma fa rima con sé stessa».


Il racconto dell’Ancella si chiude con la porta del furgone che sbatte sul futuro di Offred. Milioni di lettori si sono chiesti che ne sarà di lei… Libertà, prigione, morte? 
L'attesa è finita.
Il nuovo romanzo, I testamenti, riprende la storia quindici anni dopo, con gli esplosivi testamenti di tre narratrici di Gilead.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Fantascienza , Fantasy Horror e Gothic » Fantascienza

Editore Ponte Alle Grazie

Collana Scrittori

Formato Brossura

Pubblicato 10/09/2019

Pagine 502

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788833312415

Traduttore G. Calza

1 recensioni dei lettori  media voto 3  su  5
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I testamenti librisenzagloria

Libri Senza Gloria Blog Pop Nerd - 07/12/2019 09:20

voto 3 su 5 3

I Testamenti arriva 34 anni dopo lopera originale di Margaret Atwood (classe 1935): Il racconto dellancella (1985). Il romanzo è edito ancora una volta da Ponte alle Grazie, con la traduzione di Guido Calza. La trama che il marketing è riuscito a tenere rigorosamente segreta fino allattesissima data di pubblicazione dello scorso settembre riprende però appena 15 anni dopo gli eventi del primo libro. Non seguiamo più la sola June, perché per reggerne limpari paragone in questo caso i protagonisti diventano addirittura tre. Ciascuno dei tre rispettivi segmenti narrativi segue e prosegue una numerazione in capitoli sequenziale e autonoma. Scopriamo con un effetto sorpresa i nomi dei tre io narranti man mano che procediamo con la lettura e le carte si scoprono. Come per Il racconto dellancella, Margaret Atwood si serve della tecnica delle memorie personali per sviscerare usi e costumi della distopia puritana di Gilead, specchio deformante dei nostri giorni. Stavolta la scrittura, meno cupa e ipnotica, è però più televisiva con particolare attenzione allintreccio e al colpo di scena. Non proviamo il dolore di June stavolta, ma ci esaltiamo per la rivalsa femminile contro la dittatura del patriarcato. Nonostante la maggiore scorrevolezza, si dimostra però più debole rispetto al disperato predecessore. I Testamenti sembra effettivamente essere stato scritto per la produzione televisiva che, daltronde, è già stata annunciata. Più luminoso lì dove prima regnavano atmosfere angoscianti, più chiaro e fluido del primo libro, dunque, ma senza la sua forza evocativa e sovversiva. Se Il racconto dellancella aveva minor respiro narrativo, ne guadagnava senzaltro in potenza simbolica. Il racconto dellancella veniva scritto a Berlino a metà degli anni 80 per difendere le conquiste femminili che parevano in bilico, quindi profetizzava un regime fondamentalista che avrebbe strumentalizzato il corpo femminile (cosa avvenuta particolarmente nel regime televisivo). I Testamenti, più che annunciare il futuro, racconta il movimento #metoo già in corso nellera del suprematismo bianco di Trump (e le sue recenti leggi sullaccesso allaborto). Forse è stata proprio la vittoria delle destre, oltre alle insistenze dei lettori e nel vedere tante donne vestirsi da Ancelle durante le manifestazioni in strada, a convincere la Atwood a riprendere le idee che aveva già abbozzato nei primi anni 90 per dare un proseguio alla sua storia...

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