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Il piacere

by Gabriele D'Annunzio
pubblicato da Newton Compton

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Ritenuto da molti contemporanei il primo romanzo moderno, rivelatosi sicuramente il capolavoro di D'Annunzio, "Il piacere" suscitò grande scandalo all'epoca della sua pubblicazione (1889). La figura di Andrea Sperelli, incarnazione perfetta del dandy che ad ogni senso etico, ad ogni autentico valore antepone il solo gusto estetico, rappresenta l'uomo "senza centro" che ha perso la propria identità inseguendo un ideale di bellezza effimero e illusorio. Sullo sfondo della Roma umbertina, Sperelli si muove tra alcove e duelli, salotti e mondanità, diviso tra un amore sensuale e uno spirituale. Nel suo spietato spirito analitico, nella sua debolezza morale si riconosce in qualche modo l'autore che, grazie a queste pagine in cui si alternano dinamicamente presente e passato, realtà e memoria, si affianca ai grandi narratori europei del suo tempo.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Classici italiani

Editore Newton Compton

Collana I MiniMammut

Formato Tascabile

Pubblicato 22/05/2014

Pagine 286

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788854165113

Curatore G. Oliva

4 recensioni dei lettori  media voto 4  su  5
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Il piacere claudiasofia98

claudiasofia98 - 14/04/2017 16:02

voto 4 su 5 4

Ho letto questo romanzo l'estate scorsa, per la preparazione alla maturità. Mi sono stupita delle peculiarità stilistiche e narrative dello scrittore, soprattutto le numerose descrizioni di Roma, che si carica di un'atmosfera sensuale e soffusa, ad esempio, quando Andrea incontra Elena per le loro notti passionali. Ma nel contempo D'Annunzio lascia spazio al candore della neve, che d'inverno cade sui capelli di Maria, paragonata alla donna angelo petrarchesca, in contrasto con la donna fatale incarnata da Elena Muti. Mi hanno molto incuriosita i personaggi della storia, soprattutto Andrea Sperelli, di cui mi ha colpita la grande cultura artistica e letteraria, che rispecchia infatti D'Annunzio stesso e la figura dell'esteta, che sostituisce le leggi morali con quelle artistiche, coltivando esclusivamente il culto della bellezza assoluta. Credo che le descrizioni proposte dall'autore siano davvero dettagliate e raffinate, rispecchiando il gusto per l'eleganza proprio degli intellettuali più chic, per così dire, del tempo. Consiglio a chiunque di assaporare queste pagine, di vivere questa turbolenta relazione amorosa tra Elena e Andrea e tra Andrea e Maria. Infine, anche dal punto di vista stilistico, D'Annunzio colpisce per un linguaggio lirico, che spesso ricrea quello poetico; infatti leggendo questo romanzo sembra di "ascoltare" una poesia, tante sono le metafore e gli artifizi tipici della prosa lirica. Inoltre, ho trovato innovativo il tentativo di ricreare il flusso di pensieri della psiche umana nelle lettere di Maria Ferres, la quale confessa di essersi innamorata di Andrea ed esprime uno struggente amore mescolato col rimorso, dato che è già sposata e ha un figlio: infatti sembra di trovarsi dentro la mente della donna, di provare quasi i suoi stessi sentimenti e di immedesimarsi nel suo ruolo di madre, moglie e amante. Dunque la lettura è coinvolgente e la storia, pur essendo semplice, è ricca di suspence e il tema amoroso è il protagonista principale dell'opera. #lamiarecensione -

Il piacere rosascofabriziogmailcom

rosascofabriziogmailcom - 08/03/2017 21:21

voto 4 su 5 4

#lamiarecensione Andrea e Elena si rivedono dopo due anni di lontananza, ma la passione sembra non più possibile: Elena ora è sposata con il ricco Lord Heathfield. Il primo incontro tra i due amanti avvenne durante una cena organizzata da una cugina di Andrea e la loro storia fu dominata dalla passione e dal lusso. Labbandono fu dunque una cocente delusione per Andrea, che, dopo molte storie, riscopre lintensità dellamore grazie a Donna Maria Bandinelli Ferres, sposata con lambasciatore del Guatemala. Terminato il racconto del passato, Andrea, colpito dalla notizia del matrimonio di Elena, continua a frequentare Maria ma cede presto alla passione per la gelosa Elena. Il protagonista frequenta contemporaneamente le due donne, fino a quando, durante un incontro con Maria, si lascia sfuggire il nome di Elena. Ricco di riferimenti colti alla letteratura e allarte, il Piacere di dAnnunzio rappresenta una classe sociale in declino, che tenta disperatamente di sopravvivere di fronte allimporsi della nuova società moderna, dominatata dalla industrializzazione, dalla riproducibilità degli oggetti e da un progressivo scardinamento di ogni certezza. Nonostante sia scritto in terza persona e talvolta il narratore esterno riesca a fornire un affresco del contesto dellalta società romana del tempo sulla scia delle soluzioni veriste, spesso emerge il punto di vista del protagonista: mediante il discorso indiretto libero il lettore si immerge nella mente di Andrea e ne interpreta i pensieri. Lopera si inserisce pienamente nel contesto decadente, in cui risalta il conflitto tra bene e male, giusto e sbagliato, castità e tentazione, prima del relativismo culturale che di lì a poco sarà un elemento unificante delle varie correnti del modernismo. Come ne «La digitale purpurea» di Pascoli, in cui si contrappongono gli atteggiamenti di Maria Rachele, così in questo libro Maria ed Elena sono agli antipodi, anche se entrambe sono destinate al fallimento: la prima è travolta dai problemi finanziari del marito, la seconda accetta un matrimonio di interesse. Uno stile non semplice, ma che si addice perfettamente al contenuto: la lentezza delle descrizioni e leleganza del lessico ricercato contribuiscono a creare quellatmosfera patinata di unepoca in crisi.

Il piacere rosascofabriziogmailcom

rosascofabriziogmailcom - 05/03/2017 00:00

voto 4 su 5 4

Ricco di riferimenti colti alla letteratura e all'arte, il Piacere di D'Annunzio rappresenta una classe sociale in declino, che tenta disperatamente di sopravvivere di fronte all'imporsi della nuova società moderna, dominatata dalla industrializzazione, dalla riproducibilità degli oggetti e da un progressivo scardinamento di ogni certezza. Nonostante sia scritto in terza persona e talvolta il narratore esterno riesca a fornire un affresco del contesto dell'alta società romana del tempo sulla scia delle soluzioni veriste, spesso emerge il punto di vista del protagonista: mediante il discorso indiretto libero il lettore si immerge nella mente di Andrea e ne interpreta i pensieri. L'opera si inserisce pienamente nel contesto decadente, in cui risalta il conflitto tra bene e male, giusto e sbagliato, castità e tentazione, prima del relativismo culturale che di lì a poco sarà un elemento unificante delle varie correnti del modernismo. Come ne «La digitale purpurea» di Pascoli, in cui si contrappongono gli atteggiamenti di Maria Rachele, così in questo libro Maria ed Elena sono agli antipodi, anche se entrambe sono destinate al fallimento: la prima è travolta dai problemi finanziari del marito, la seconda accetta un matrimonio di interesse. Uno stile non semplice, ma che si addice perfettamente al contenuto: la lentezza delle descrizioni e l'eleganza del lessico ricercato contribuiscono a creare quell'atmosfera patinata di un'epoca in crisi. #lamiarecensione -

Il piacere aura.alberti

aura.alberti - 26/02/2017 10:55

voto 2 su 5 2

#lamiarecensione - È un romanzo psicologico ed estetizzante. Il protagonista, Andrea Sperelli, è un giovane nobile romano, che vuole vivere la sua vita come fosse un'opera d'arte: si abbandona al lusso sfrenato, agli amori e alle passioni travolgenti. È narrata, all'inizio del romanzo, in flash-back la relazione del protagonista con Elena Muti, la donna della sua vita caratterizzata da una sensualità esasperata. Ma si susseguiranno dei capovolgimenti sentimentali che porteranno Andrea alla frequentazione di altre giovani donne, che lo condurranno sul baratro della disperazione e della depressione e, addirittura, a sostenere un duello. La storia è abbastanza inconsistente, la narrazione è lenta e malgrado l'autore voglia meravigliare il lettore in tutti i modi, scade spesso nell'eccesso del voler strafare. D'Annunzio si concentra sulla riflessione psicologica del suo personaggio solo nell'ambito affettivo e ne crea quindi una creatura quasi astratta dalla società di cui fa parte, artificiosa rappresentazione di una crisi di valori dell'uomo del Novecento?

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