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Il vecchio di San Lorenzo
Il vecchio di San Lorenzo

Il vecchio di San Lorenzo

Maurilio Lovatti
pubblicato da Europa Edizioni

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Disponibilità immediata. la disponibilità è espressa in giorni lavorativi e fa riferimento ad un singolo pezzo
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Elena è una giovane studentessa fuori sede che vive in un vivace e popoloso quartiere universitario di Roma, San Lorenzo. Dalla sua finestra osserva la frenesia della vita cittadina, ma la sua curiosità è attirata da un vecchio che abita proprio di fronte a lei, il quale passa molto tempo affacciato a guardare fuori o seduto al suo pc. Quando per un paio di giorni non lo intravede più, inizia a preoccuparsi che gli sia successo qualcosa, e va a casa sua, dove trova la porta aperta. In preda al panico, afferra un calendario sul quale sembrano essere annotate delle strane cifre, insieme a uno scontrino su cui è appuntata una foto, e scappa via. Ben presto scopre che il vecchio, Antonio Vinci, è stato assassinato, e non può più tirarsi indietro: vuole sapere cos'è successo a quella persona in apparenza così tranquilla e riservata. C'è un collegamento con un caso di rapimento avvenuto oltre quarant'anni prima, del quale il vecchio ha conservato decine di ritagli di giornale? Quale verità ha cercato disperatamente di scoprire per tutta la sua vita, in un lungo e doloroso percorso di redenzione, tentando di non farsi sommergere dal senso di colpa? Anche il commissario Aronica, che coordina le indagini, brancola nel buio, soprattutto quando gli omicidi diventano più di uno. Lui ed Elena dovranno unire le forze per tentare di districare un'intricata ragnatela di possibilità e di domande senza risposta.

Dettagli

Generi Gialli Noir e Avventura » Gialli, mistery e noir , Romanzi e Letterature » Gialli, mistery e noir

Editore Europa Edizioni

Collana Edificare universi

Formato Brossura

Pubblicato 05/11/2020

Pagine 320

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9791220103558

2 recensioni dei lettori  media voto 4  su  5
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Il vecchio di San Lorenzo lucreziavv

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voto 5 su 5 Per chi conosce il quartiere di San Lorenzo di Roma è un romanzo intrigante, che ti riporta alla memoria luoghi ed episodi dal forte impatto emotivo. Ma non c'è solo San Lorenzo, sempre al centro della narrazione, dove viveva la prima vittima, un anziano pensionato, e Elena, giovane studentessa universitaria fuori sede, ma anche Trastevere, Testaccio, Centocelle, Montesacro Alto, Africano e Monti Tiburtini... E' anche un giallo avvincente, se lo inizi non riesci più a smettere... e dopo 315 pagine ti trovi di fronte ad esiti del tutto inaspettati. Forse il libro più bello e coinvolgente che abbia letto negli ultimi 5 anni. Il vecchio del titolo si chiama Antonio Vinci, vive a Roma nel quartiere San Lorenzo ed è un tranquillo pensionato di 82 anni, vedovo, senza figli. Un giorno viene trovato senza vita nei pressi di un parcheggio nella periferia di Roma. Ucciso con un colpo di pistola alla testa. Non si tratta di un tentativo di rapina: il portafoglio, con il suo contenuto, è ancora al suo posto. Non ci sono segni di colluttazione. Cosa l'ha portato lui che era abituato a svolgere tutte le commissioni nei pressi della sua abitazione a recarsi in un quartiere lontano da casa, lontano dalle sue abitudini? Elena lo conosce solo di vista perché lo vede tutti i giorni dalla finestra di casa sua. È una studentessa universitaria fuorisede, al quarto anno di Giurisprudenza. Non si sono mai parlati, giusto un saluto quando si incontrano per strada. Non appena viene a sapere della sua morte, una molla scatta in lei: forse perché quell'anziano le ricorda suo nonno, o forse perché sente un richiamo che ha a che fare con il suo percorso di studi, o forse perché ha ormai terminato la sessione di esami e ha del tempo libero prima dell'inizio delle lezioni, o forse un po' per tutte queste ragioni messe insieme, fatto sta che Elena decide di iniziare a indagare su chi può aver ucciso Antonio Vinci. Tutti le hanno sempre rimproverato quel suo atteggiamento impulsivo, quel suo gettarsi a capofitto nelle situazioni senza riflettere; ne è consapevole, eppure non può resistere. Spingendosi nelle sue ricerche ai limiti del lecito talvolta anche oltrepassando questi limiti inizia a fare una serie di scoperte che lasciano intuire che Antonio Vinci forse non è soltanto quell'anziano tranquillo che tutti conoscono. C'è qualcosa nel suo passato che l'ha segnato profondamente. Le indagini di Elena si incrociano necessariamente con quelle ufficiali: il commissario Sergio Aronica, 30 anni, è al suo primo incarico come coordinatore delle indagini preliminari per un caso di omicidio. È un compito importante, deve dimostrare di essere all'altezza, si impegna al massimo delle sue capacità, eppure sembra che il fato non lo voglia aiutare: non si riesce a trovare nulla che possa spiegare il motivo di quel gesto, nemmeno un minimo indizio. Anche provando a scavare nel passato della vittima, emergono delle situazioni certamente inaspettate, ma che pare non abbiano nulla a che vedere con l'omicidio.
Il vecchio di San Lorenzo francomanni

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voto 3 su 5 Questo è un giallo, dunque un romanzo con un mistero da capire e con uno o più omicidi nella trama. Un genere di romanzo dove, dunque, il generale Mistero della vita umana si esteriorizza e focalizza in un più circoscritto mistero, cioè locale garbuglio di fatti, la ignoranza o fraintendimento dei quali produce negli astanti una imcomprensibilità dei risultati visibili. Questi risultati visibili sono , poi, omicidi, e cioè nel genere giallo la malvagità di noi esseri umani, dei nostri pensieri, fantasie ed azioni si esteriorizza e coagula in un male preciso e visibile , la uccisione di una vita umana. Maurilio Lovatti ambienta il suo giallo (cioè questa doppia metafora della vita umana, della sua incomprensibilità e della sua cattiveria) in un quartiere di Roma, non centralissimo, ma neanche periferico, dove si trovano gli edifici originari della università La Sapienza e , dunque , anche quartiere studentesco. Lovatti ama Roma e la conosce bene e trova gusto nel descrivere luoghi e attività romane nei sui dettagli, particolari che i lettori romani avranno, credo, piacere di riconoscere ed apprezzare nel loro realismo. La ambientazione ricorda a me quer pasticciaccio brutto di via Merulana di Carlo Emilio Gadda, in primo luogo, e poi anche, per la bonomia atarattica del commissario meridionale single e gentile - coinvolto nelle indagini, i racconti di Montalbano di Andrea Camilleri. Nella ambientazione non ci è nulla di esotico , non ci sono catacombe alla Dan Brown, o monasteri medievali alla Umberto Eco, o sontuose ville aristocratiche di campagna come in Agatha Christie o Conan Doyle. Il periodo sono i giorni nostri, le case sono piccolo-borghesi, i protagonisti sono un oscuro commissario alle prime armi, non particolarmente intelligente o latin lover, e una studentessa fuori-sede, nè particolarmente bella maliarda nè particolarmente versata nelle arti marziali. La principale vittima (non l'unica) è un vecchio , un introverso pensionato solitario e schivo, abitudinario fino alla ossessività. Una persona che, ad osservarla con un superficiale sguardo esterno privo di apriori intelligenti, pare la incarnazione del pre-morto, una persona viva ancora sì, ma come già morta. Uno dei pregi del romanzo è invece che, nel dipanarsi delle indagini , che, per una fortuita coincidenza di motivazioni (assai diverse!) del commissario e della studentessa prendono il via, continuano e non abortiscono, diversamente da quello che sarebbbe facilmente avvenuto a causa della apatia delle istituzioni e della società, la storia passata del vecchio prende forma e si scopre Oh poffare pofferbacco! - che il vecchio non era stato sempre . vecchio! ma ha avuto una giovinezza e una maturità, ha avuto le sue convinzioni forti e le sue forti passioni, e ha intrapreso azioni importanti produttrici di importanti conseguenze. Cioè Lovatti ci fa compiere la scoperta della acqua calda (che nessuno nasce vecchio e nessuno nasce routinario ed ossessivo), ma tale scoperta non è affatto banale perchè va contro potenti luoghi comuni che ci paralizzano la mente e ci oscurano la percezione della realtà. Le indagini scoprono molte cose, cioè tolgono molte ignoranze e raddrizzano molti fraintendimenti. Eppure non tolgono tutte le ignoranze e non curano tutti i fraintendimenti. E , alla fine del romazo, rimangono dubbi e possibilità aperte. E questo, a mio giudizio, è un altro pregio del romanzo, perchè l'autore, appassionato di filosofia e di Karl Popper in particolare, sa bene che la cosidetta verità definitiva non solo non si trova, ma , anche , è strutturalmente cioè logicamente impossibile da raggiungersi. Possiamo falsificare le ipotesi ( se siamo bravi, fortunati, autocritici e dialoganti con i punti di vista diversi dal nostro), sì !, ma non possiamo mai verificarle.

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