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La morte di Simona in un tragico incidente, nell'estate del 2006, sembra non avere altra spiegazione che una banale distrazione alla guida. Ma suo marito Roberto non ne è del tutto convinto. Dopo un terribile sogno e una strana telefonata, i suoi sospetti trovano un seguito. Si farà infatti viva Erika, una vecchia amica della vittima, che dichiara di essere a conoscenza di un suo importante segreto. In realtà Erika è al corrente della minima parte di una terribile verità che affonda le sue radici nel 1400, in un villaggio del modenese sconvolto dalla messa al rogo di una donna accusata di essere una strega. Grazie a un'ultima testimonianza che Simona aveva lasciato temendo proprio di essere uccisa, e che Roberto ritrova con l'aiuto di Erika, sua figlia Cristina scopre tutti i particolari di un assurdo destino, l'eredità che dal passato è arrivata fino a lei e che minaccia di distruggerla. Ma, come sua madre, anche lei sceglierà la via della ribellione.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Horror e gotica » Fantasy , Fantasy Horror e Gothic » horror e Dark Romance

Editore 0111edizioni

Formato Ebook con Adobe DRM

Pubblicato 16/07/2012

Lingua Italiano

EAN-13 9788865781524

1 recensioni dei lettori  media voto 1  su  5
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L'eredità ricasa

ricasa - 30/01/2013 18:43

voto 1 su 5 1

Questo romanzo può, di prim'acchito, respingere il lettore. Con me lo ha fatto: a causa della prosa apparentemente ( e sottolineo apparentemente) involuta, piena di incisi e circonlocuzioni. C'é anche, qua e là, qualche scelta lessicale discutibile e qualche immagine non proprio felice( sempre in apparenza: vedi sopra). Perchè allora ti ha preso, perché ti ha accompagnato come un pensiero costante tra le occupazioni giornaliere, perchè sei andato avanti a leggerlo, dandogli la precedenza rispetto ad altre letture preferite, che avrebbero dovuto soppiantarlo? Ci ho messo un po' a capirlo, dapprima l'ho considerata una bizzarria inspiegabile, come quando, chissà perché, mi accadeva spesso nell'adolescenza e ancora mi accade, ci si fissa, quasi ipnotizzati, su un viso di donna che non ha niente di bello, che non dovrebbe attirarci, eppure prende al laccio lo sguardo. Intanto, al di sopra del modo di narrare c'é, a far da accattivante pedale di sottofondo, la storia, nel suo enigmatico rimandare di venire al punto ( che cosa si nasconde dietro la morte di Simona?) mentre nel frattempo continua la descrizione minuta, puntigliosa, dilatata di azioni e pensieri dei personaggi e degli ambienti. Forse perchè alla fine di veramente misterioso da meritare d'inoltrarsi nella narrazione non ci sarà niente? Più si va avanti, e più questo diventa un dettaglio trascurabile, oltreché una previsione sbagliata. E in un lampo alla mente affiora un paragone, che il pudore suggerirebbe di non scomodare ma non si può reprimere: l'andamento faticoso, provocante continue retroazioni e incagli, delle storie di Italo Svevo, più ancora quelle dei poco conosciuti racconti che dei romanzi. Ma la fatica, l'involuzione non é nello stile. E' nel modo di narrare, che rifiuta il facile, che cerca sempre di scavare dentro e sotto aborrendo qualsiasi banalità. Insomma: lo stile dell' Eredità di Livorati non si accontenta mai di fare apparire le cose al lettore, vuole tirarlo dentro nella loro interpretazione, nell'accurata disamina dei loro risvolti psicologici, emotivi e percettivi. Forse non c' é il vertiginoso tuffo psicanalico sveviano, ma c'è comunque quanto basta per una lettura non banale ed arricchente, al di là del thrilling che la storia, per come é costruita, comunque riesce a creare. Insomma: una piacevolissima scoperta.

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