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L'età del dubbio

Andrea Camilleri
pubblicato da Sellerio Editore Palermo

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Nel corso di questo nuovo caso - "la più marina delle indagini di Montalbano" l'ha definita Camilleri - che si svolge tutto nel porto di Vigàta, tra yacht e cruiser, il lettore resterà colpito dal cambiamento che si è verificato nel commissario, come se Camilleri avesse voluto scavare più intensamente dentro i sentimenti del suo beniamino. Una mattina viene trovato nel porto di Vigàta un canotto, all'interno il cadavere sfigurato di un uomo. L'ha riportato a riva un'imbarcazione di lusso, 26 metri, abitata da una disinvolta cinquantenne e da un equipaggio con qualche ombra. Proprietaria e marinai devono trattenersi a Vigàta fino alla fine dell'inchiesta sul morto (ammazzato col veleno, stabilisce l'autopsia), ma intanto è proprio su di loro che Montalbano vuole indagare.

Dettagli

Generi Gialli Noir e Avventura » Gialli, mistery e noir , Romanzi e Letterature » Gialli, mistery e noir

Editore Sellerio Editore Palermo

Collana La memoria

Formato Brossura

Pubblicato 23/10/2008

Pagine 265

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788838923333

8 recensioni dei lettori  media voto 5  su  5
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L'età del dubbio

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voto 5 su 5 Ecco un altro episodio dell'avventura Montalbano. E' un Montalbano diverso: più coraggioso e sempre meno innamorato di Livia. Bello e da leggere tutto di un fiato.
L'età del dubbio

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voto 0 su 5 Ho letto in un pomeriggio quest'ennesimo episodio di Camilleri spinta dalla curiosità sia della trama poliziesca che della crescente introspezione dell'anima di Montalbano. Chi legge le storie di Montalbano oramai è affezionato a quest'uomo intelligente, acuto, sensibile, intollerante e dalla forte personalità per cui forse rattrista vedere un personaggio dal carattere così forte perso nei meandri forse più della solitudine che dell'amore. Da leggere tutto d'un fiato.
L'età del dubbio

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voto 5 su 5 L'età del dubbio di Andrea Camilleri. Siamo al 14° libro con protagonista il commissario Montalbano! Camilleri, di Montalbano in Montalbano, scava sempre più in profondità nelle visceri dell'animo del nostro eroe e le notti e i sogni diventano i segni premonitori del tempo che inevitabilmente sopravanza. I 58 anni si dispiegano tutti davanti al commissario e incombono su di lui come tanti macigni che lo travolgono, i soliloqui s'infittiscono e, in questa ultima opera letteraria, per non moriri affocato nel mare della vecchiaia si trova come in una timpesta tra Scilla e Cariddi: l'attrazione improvvisa per un'altra donna, nuova linfa, pura adrenalina che gli fa scorrere il sangue veloce e limpido come l'acqua di un ruscello alpino, ma lo getta in una gran confusioni in testa. Ma era giusto, era onesto essiri saggi davanti alla ricchezza dell'amuri? Attraverso i 14 capitoli della vita di Montalbano abbiamo, noi lettori, conosciuto progressivamente tutte le sfaccettature del suo carattere che in nuce nei primi romanzi via via si sono acuite accentuandone la solitudine insita nel personaggio e la sua propensione a rinchiudersi sempre più in se stesso. L'abbrivio è un sogno di stampo machbetiano, grottesco e allucinatorio, ma il meccanismo delle indagini poliziesche ripete l'usuale cliché, il rinvenimento di un cadavere che metterà in moto tutta la vicenda, arricchita, questa volta, da un coup de foudre, dal sapore, quasi, adolescenziale, dove fremiti e palpiti parpagliano il nostro commissario. Lo scrittore si diverte dietro le quinte ad esasperare, anche, a livello caricaturale, tic, vezzi, caratteristiche comportamentali dei suoi personaggi alla stregua di macchiette o maschere teatrali; i cognomi sono uno dei suoi divertissements, come Catarella li stroppìa, il nostro puparo ci gioca, fa allusioni, metafore: Lattes, Augello (ingentilito letterariamente), Laura di memoria petrarchesca, riecheggia l'amor gentile che ratto e rattamente rapisce il cor di Salvo, Belladonna, è donna bella e onesta e atropina per i suoi sensi. In questa ennesima saga montalbaniana tutto è più esasperato e al contempo estenuato, insita una sfinitezza di fondo che aleggia nella trama sia pure di ampio respiro internazionale, (bella la citazione di Vittorini riferita agli extra comunitari: erano i dolori del mondo offeso che emanavano quell'odore che feriva); se l'impasto linguistico è il tratto distintivo di Camilleri e uno dei motivi di affezione a questo autore e al suo personaggio, l'alone di uggia e scoramento che adugge Montalbano è forse segno di un latente e annunciato epilogo? L'età del dubbio è di Montalbano o di Camilleri? Arcangela Cammalleri
L'età del dubbio

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voto 5 su 5 Sempre piacevole.
L'età del dubbio

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voto 4 su 5 Bello! Come al solito Camilleri non delude, sempre grande. E' davvero avvincente la storia e coinvolgente la vicenda personale del nostro caro commissario!!!!!! Un affetto sempre rinnovato quello per Montalbano. L.
L'età del dubbio

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voto 4 su 5 Impossibile perdersi i nuovi romanzi di Camilleri: intriganti, coinvolgenti e pieni di personaggi sempre nuovi che si uniscono alla ''famiglia'' Montalbano. Quanta fantasia da questo attempato commissario, quanta capacità investigativa, quanta voglia di far battere il suo cuore...
L'età del dubbio

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voto 5 su 5 Montalbano non finisce mai di stupire...dopo tanti casi, continua a mantenere alta la tensione durante tutto il racconto, affascina con le sue interpretazioni dei fatti e le conseguenti, sempre infallibili deduzioni. Il Commissario rivela, ogni volta, un aspetto psicologico diverso, diverte con la sua ironia. Ed è ben spalleggiato dai personaggi del Commissariato: il ''saggio'' e affidabile Fazio, il Vice Augello, l'immancabile Catarella. Il contesto, insomma, contribuisce a far leggere il libro tutto d'un fiato e a renderlo unico, in attesa del prossimo romanzo del grande Camilleri...
L'età del dubbio

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voto 5 su 5 L'età del dubbio di Andrea Camilleri. Siamo al 14° libro sulle indagini del commissario Montalbano! L'incipit di ben 12 romanzi è simile, Salvo s'arrisbiglia malamente, dopo nuttate fituse, sudatizzo "tutto un ramazzarsi, un votari e rivotari" Camilleri, di Montalbano in Montalbano, scava sempre più in profondità nelle visceri dell'animo del nostro eroe e le notti e i sogni diventano i segni premonitori del tempo che inevitabilmente sopravanza. I 58 anni si dispiegano tutti davanti al commissario e incombono su di lui come tanti macigni che lo travolgono, i soliloqui s'infittiscono e, in questa ultima opera letteraria, per non moriri affocato nel mare della vecchiaia si trova come in una timpesta tra Scilla e Cariddi: l'attrazione improvvisa per un'altra donna, nuova linfa, pura adrenalina che gli fa scorrere il sangue veloce e limpido come l'acqua di un ruscello alpino, ma lo getta in una gran confusioni 'n testa. Ma era giusto, era onesto essiri saggi davanti alla ricchezza dell'amuri? Attraverso i 14 capitoli della vita di Montalbano abbiamo, noi lettori, conosciuto progressivamente tutte le sfaccettature del suo carattere che in nuce nei primi romanzi via via si sono acuite accentuandone la solitudine insita nel personaggio e la sua propensione a rinchiudersi sempre più in se stesso. L'abbrivio è un sogno di stampo machbetiano, di sapore grottesco e allucinatorio, ma il meccanismo delle indagini poliziesche ripete l'usuale cliché, il rinvenimento di un cadavere che metterà in moto tutta la vicenda, arricchita, questa volta, da un coup de foudre, dal sapore, quasi, adolescenziale, dove fremiti e palpiti 'mparpagliano il nostro commissario. Lo scrittore si diverte dietro le quinte ad esasperare, anche, a livello caricaturale, tic, vezzi, caratteristiche comportamentali dei suoi personaggi alla stregua di macchiette o maschere teatrali; i cognomi sono uno dei suoi divertissements, come Catarella li stroppìa, il nostro puparo ci gioca, fa allusioni, metafore: Lattes, Augello (ingentilito letterariamente), "Laura" di memoria petrarchesca, riecheggia l'amor gentile che ratto e rattamente rapisce il cor di Salvo, "Belladonna", è donna bella e onesta e - atropina per i suoi sensi. In questa ennesima saga montalbiana tutto è più esasperato e al contempo estenuato, insita una sfinitezza di fondo che aleggia nella trama sia pure di ampio respiro internazionale, (bella la citazione di Vittorini riferita agli extra comunitari: "erano i dolori del mondo offeso che emanavano quell'odore che feriva"; se l'impasto linguistico è il tratto distintivo di Camilleri e uno dei motivi di affezione a questo autore e al suo personaggio, l'alone di uggia e scoramento che adugge Montalbano è forse segno di un latente e annunciato epilogo? L'età del dubbio è di Montalbano o di Camilleri?
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