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Anatolia, 260 d.C. L'assedio dei Persiani ha stremato la resistenza della città romana di Edessa, l'imperatore Valeriano è stato catturato insieme al capo della sua guardia personale, Marco Metello Aquila, eroe dell'impero e leggenda vivente, e ad altri dieci dei suoi uomini più valorosi. Marciranno ai lavori forzati, in una miniera da cui nessuno è mai riuscito a evadere. Ma c'è chi conosce quei cunicoli bui: Metello e i suoi fuggono e trovano rifugio in un'oasi dove è atteso un misterioso personaggio braccato dai Persiani. I Romani ne diventano la milizia privata con il compito di scortarlo nel mitico regno della seta, la Cina. Ha inizio così un'epopea straordinaria attraverso le foreste dell'India, le montagne dell'Himalaya, i deserti dell'Asia centrale: un viaggio favoloso al termine del quale Marco Metello scoprirà di non essere il primo Romano ad aver raggiunto quel mondo remoto

Dettagli

Generi Gialli Noir e Avventura » Romanzi storici , Romanzi e Letterature » Narrativa d'ambientazione storica

Editore Mondadori

Formato Ebook con Adobe DRM

Pubblicato 07/10/2010

Lingua Italiano

EAN-13 9788852010668

1 recensioni dei lettori  media voto 3  su  5
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L'impero dei draghi alessandro356

Alessandro - 16/09/2018 22:53

voto 3 su 5 3

Non è tra i libri migliori prodotti dallautore. Ha senzaltro delle qualità, tra le quali unambientazione esotica e una trama interessante, anche se forzata. Tuttavia lo svolgersi degli eventi è oltremodo inverosimile, direi quasi senza senso in molti punti. La battaglia finale poi è un po troppo confusionaria. Mentre lo scontro tra legionari e ninja, per quanto improbabile e degno di un film, è tanto intrigante da lasciare il segno. La ricostruzione storica è il maggiore punto debole. Lintera vicenda della cattura di Valeriano, ad esempio, fa acqua da tutte le parti, è riportata in modo terribile. Gallieno, che allepoca non si trovava affatto in oriente, viene descritto come un buona a nulla, quando in realtà fu un buon imperatore. I sassanidi poi vengono quasi demonizzati. E sono solo alcuni esempi. Comunque dire che i romani portavano un grande rispetto al loro imperatore è unaffermazione piuttosto ardita. Pensare in continuazione a come spodestarlo per prenderne il posto o mettere qualcun altro al suo posto io non lo chiamerei rispetto. Tra tre e quattro stelle. In questi giorni sto commentato i vari libri di Manfredi che ho avuto occasione di leggere e non ero sicuro di dove inserire questo mio, personalissimo, giudizio su di lui: sinceramente lo considero un autore molto sopravaluto. Alcune delle sue opere sono senza dubbio più che piacevoli e come scrittore non è poi cosi male. Ma non è eccezionale! Non è Scarrow, Cornwell o Sidebottom, per quanto non lo apprezzi granché direi che perfino Frediani gli è superiore nei romanzi storici. Il suo problema principale consiste nel fatto che la ricostruzione storica e lintera vicenda narrata hanno qualcosa di... surreale e improbabile. Ciò non è un problema particolare in Il tiranno o nella trilogia su Alessandro Magno, le sue opere migliori, ma pesa molto in Lultima legione o Limpero dei draghi.

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