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La dama e l'unicorno

by Tracy Chevalier
pubblicato da Neri Pozza

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È un giorno della Quaresima del 1490 a Parigi, un giorno davvero particolare per Nicolas des Innocents, pittore di insegne e miniaturista conosciuto a corte per la sua mano ferma nel dipingere volti grandi come un'unghia, e al Coq d'Or e nelle altre taverne al di qua della Senna per la sua mano lesta con le servette di bell'aspetto.
Jean Le Viste, il signore dagli occhi come lame di coltello, il gentiluomo le cui insegne sono ovunque tra i campi e gli acquitrini di Saint-Germain-des-Prés, proprio come lo sterco dei cavalli, l'ha invitato nella Grande Salle della sua casa al di là della Senna e in quella sala disadorna, nonostante il soffitto a cassettoni finemente intagliato, gli ha commissionato non stemmi imponenti o vetrate colorate o miniature delicate ma arazzi per coprire tutte le pareti. Arazzi immensi che raffigurino la battaglia di Nancy, con cavalli intrecciati a braccia e gambe umane, picche, spade, scudi e sangue a profusione. Una commissione da parte di Jean Le Viste significa cibo sulla tavola per settimane e notti di bagordi al Coq d'or, e Nicolas, che può resistere a tutto fuorché alle delizie della vita, non ha esitato un istante ad accettare.
Non ha esitato, però, nemmeno ad annuire davanti alla proposta di Geneviève de Nanterre, moglie di Jean Le Viste e signora di quella casa. Forse perché incantato dalle grazie di Claude, la giovane figlia dei Le Viste, una bellissima fanciulla dall'incarnato pallido, la fronte alta, il naso affilato e i capelli color miele, o forse perché intimorito dagli occhi neri come il ribes di Geneviève de Nanterre, Nicolas ha sorriso quando, nel chiuso della sua stanza, davanti a una finestra aperta che faceva da cornice a una splendida veduta di Saint-Germain-des-Prés, Geneviève gli ha ingiunto di non raffigurare cavalli, elmi o sangue sugli arazzi, ma una dama e un unicorno, simboli della seduzione, della giovinezza e dell'amore...
Attraverso la magia della narrazione, "La dama e l'unicorno" ci conduce davanti ai sogni, ai desideri e alle speranze che, alla fine del XV secolo nel nord della Francia, hanno generato una delle opere più misteriose e seducenti della storia dell'arte. Con la sua avvincente e impeccabile scrittura, un "torrente di immaginazione", capace di "convocare tutti i sensi" (Guardian), Tracy Chevalier ci mostra come la narrativa sia in grado di ridestare la forza poetica e il potere conturbante dell'arte.

Dettagli

Generi Gialli Noir e Avventura » Romanzi storici , Romanzi e Letterature » Narrativa d'ambientazione storica

Editore Neri Pozza

Collana I narratori delle tavole

Formato Brossura

Pubblicato 01/01/2003

Pagine 286

Lingua Italiano

Titolo Originale The Lady and the Unicorn

Lingua Originale Inglese

Isbn o codice id 9788873059363

Traduttore Massimo Ortelio  -  M. Ortelio

10 recensioni dei lettori  media voto 4  su  5
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La dama e l'unicorno gabriellapoli1959

Gabriella Poli - 28/10/2013 12:18

voto 1 su 5 1

uno spaccato di vita bellissimo, molto accurate le ricerche sia sul periodo sia sul lavoro dei tessitori di arazzi,letto in un fiato ...lo consiglio

La dama e l'unicorno

Anonimo - 11/04/2012 14:56

voto 5 su 5 5

Bello, scorrevole, avvincente... e' sempre lei .....Chevalier......

La dama e l'unicorno

eigis - 26/06/2008 11:51

voto 4 su 5 4

sono capitata qui cercando notizie sugli arazzi del 1700, poi ho visto tracy e mi sono fermata. ho letto la ragazza con l'orecchino di perla, la vergine azzurra, e l'innocenza. mi piace molto come portino tutti alla riscoperta di realtà ignorate o date per scontate... una curiosità: nel libro 'la vergine azzurra' la protagonista si chiama ella tournier... centra qualcosa forse con la manifattura tournier della dama con l'unicorno?

La dama e l'unicorno

Stean - 24/08/2007 13:50

voto 4 su 5 4

Quello che mi piace di tutti i suoi libri è che c'è sempre un mondo nuovo da scoprire. Non sapevo niente di arazzi, ora ne so qualcosina... Ve ne consiglio la lettura, di questo come di tutti gli altri.

La dama e l'unicorno

Maristella - 04/04/2006 13:03

voto 3 su 5 3

Un bellissimo spaccato della fine del XV secolo,una prosa fluida e l'originale trovata di una storia che prosegue raccontata a piu' voci, in prima persona ,da ognuno dei protagonisti ,la condizione del popolo e soprattutto della donna in quel periodo,l'apologia delle metafore artistiche,le regole delle gilde dei tessitori consacrano la Chevalier a scrittrice capace di proiettarci con estrema scorrevolezza in epoche storiche precedenti. L'unico ''neo'' ,nonostante i racconti personalizzati dei personaggi,una poca esaustività della profondita' del loro animo che viene lasciata tutta o quasi all'interpretazione intima del lettore.Per il resto,un libro veramente piacevole ed interessante e soprattutto documentativo,di una forma d'arte ormai scomparsa,un'arte dal cui duro lavoro,piano piano,si materializzano i colori,le forme,gli odori,l'essenza stessa della Storia.

La dama e l'unicorno

Elena - 29/04/2005 16:49

voto 5 su 5 5

Se Tracy Chevalier nel suo primo libro ''La vergine azzurra'' ci aveva abituati a un racconto a due voci e nella ''Ragazza con l'orecchino di perla'' torna al romanzo classico ad una voce, con ''La dama e l'unicorno'' ci permette di guardare una storia attraverso tanti personaggi quanti sono quelli che entreranno, direttamente o indirettamente, a contatto con la creazione della serie di arazzi che andranno ad adornare il salone dei ricevimenti della famiglia Le Viste e che verranno donati in dote a Claude Le Viste, primogenita, che insieme con gli arazzi contribuirà a segnare il destino di molte persone. Tracy Chevalier, che parta da un quadro o da un arazzo, riesce a creare un romanzo che intriga, e a far rivivere i personaggi creando la curiosità che non ci permette di staccarci dal romanzo neanche per un minuto.

La dama e l'unicorno

Anonimo - 18/06/2004 09:40

voto 4 su 5 4

L'idea di un romanzo che descrive e inventa la vita intima di un artista non è più originale, perché era già stata affrontata ne La ragazza con l'orecchino di perla. Ma rispetto a quel libro, qui i personaggi sembrano più veri e definiti, più sensitivi! Forse proprio per la tecnica dell'io narrante che cambia di soggetto ad ogni capitolo. Nonostante qualche passaggio un po' noioso il romanzo è comunque molto bello; in particolare l'epilogo: sensibile e originale.

La dama e l'unicorno

HPP - 20/02/2004 11:17

voto 4 su 5 4

Molto bello questo libro. Seguendo lo stile già utilizzati ne ''la ragazza con l'orecchino di perla'' Tracy Chevalier immagina le vicende che possono essersi svolte durante la realizzazione di una serie di arazzi, realmenti esistenti, raffiguranti la seduzione di un unicorno da parte della dama. Interessante la scelta di suddividere il libro in capitoli nei quali l'io narrante è di volta in volta un personaggio diverso della vicenda. Unica pecca del libro è la mancata soluzione di alcune scene e l'utilizzo di un po' troppi escamoage per sciogliere situazioni complesse. Rispetto a ''la ragazza con l'orecchino di perla'' il libro è di una qualità lievemente inferiore, forse perchè l'originalità dell'idea non è più presente. Comunque sempre un bel libro consigliabile sia agli amanti delle storie ''in costume'' sia a quelli delle storie che anno per soggetto amori ed intrighi.

La dama e l'unicorno

Giorgio Bertillo - 15/01/2004 12:24

voto 5 su 5 5

Uno straordinario romanzo che si svolge nel XV secolo tra Parigi e Bruxelles. La storia della commissione e la realizzazione dell'arazzo, realmente esistente in un museo di Parigi, è l'occasione per l'autrice di raccontare una storia bellissima tratteggiando alla perfezione i personaggi e il modo di vivere del tempo, le sue consuetudini, i suoi usi e costumi. Anche la descrizione del procedere della realizzazione dell'arazzo è descritta benissimo e sembra quasi di vederlo prendere forma. E' particolare, e mi è piaciuto molto, il fatto che ogni singolo capitolo è il personale e più profondo punto di vista di ogni singolo personaggio raccontato da lui stesso. Avevo letto già ''La ragazza con l'orecchino di perla'' e non mi era piaciuto fino in fondo perchè i personaggi non uscivano mai dallo schematismo delle buone maniere. Qui l'autrice fa un salto di qualità e lascia che i personaggi vivano le loro pulsioni più direttamente a cominciare da quelle sessuali. Un Capolavoro da consigliare a chiunque e una gran curiosità di andare nel Museo di Parigi a vedere l'arazzo...

La dama e l'unicorno

Anonimo - 22/12/2003 20:51

voto 4 su 5 4

E' il primo libro che leggo di questa autrice. L'ho trovato per caso in libreria e mi ha colpita la copertina, non mi immaginavo che sarebbe riuscito ad affascinarmi così tanto. Davvero bello.

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