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La guerra dei papaveri

R. F. Kuang
pubblicato da Mondadori

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Orfana, cresciuta in una remota provincia, la giovane Rin ha superato senza battere ciglio il difficile esame per entrare nella più selettiva accademia militare dell'Impero. Per lei significa essere finalmente libera dalla condizione di schiavitù in cui è cresciuta. Ma la aspetta un difficile cammino: dovrà superare le ostilità e i pregiudizi. Ci riuscirà risvegliando il potere dell'antico sciamanesimo, aiutata dai papaveri oppiacei, fino a scoprire di avere un dono potente. Deve solo imparare a usarlo per il giusto scopo.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Fantasy , Fantasy Horror e Gothic » Fantasy

Editore Mondadori

Collana Oscar fantastica

Formato Tascabile

Pubblicato 13/10/2020

Pagine 516

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788804729747

Traduttore S. Hakobyan

10 recensioni dei lettori  media voto 4  su  5
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La guerra dei papaveri luisasguera

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voto 4 su 5 Da orfana a dea: la crescita di Rin nel romanzo è strabiliante! Ostacolo dopo ostacolo, umiliazione dopo umiliazione è la nuova eroina, una Mulan moderna se vogliamo. Il primo volume di questa storia potrebbe rappresentare la nuova frontiera del fantasy, ha le carte in regola per diventarlo. Poche le criticità: magari una suddivisione in più volumi agevolerebbe la lettura (anche dal punto di vista psicologico).
La guerra dei papaveri luisasguera

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voto 5 su 5 L'impegno e la caparbietà impiegate da Rin hanno fatto sì che la comparassi alla celebre Mulan: entrambe inoltre si prodigano per la salvezza del paese. Si tratta di un libro corposo, che necessita di tempo per essere affrontato (almeno per chi non è avvezzo a volumi importanti), ma allo stesso tempo accattivante grazie alla componente mitologica...continua su Instagram sulla pagina laltrocapodelgomitolo!
La guerra dei papaveri bookishyle

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voto 5 su 5 La storia narrata in questo romanzo segue Rin, unorfana di guerra, durante i suoi anni trascorsi come allieva allinterno della prestigiosa Accademia Sinegard, e linizio della guerra con il paese di Mugen. Prima di tutto ci terrei a dire che, nonostante sia classificato come young adult, non ritengo assolutamente questo romanzo adatto a dei ragazzini, in quanto la guerra viene trattata in maniera estremamente dura, cruda e realistica, con scene particolarmente raccapriccianti che possono turbare particolarmente i lettori, quindi se volete leggerlo tenete conto di questi fattori. Questa è stata una lettura piacevole, ma molto intensa, il worldbuilding è affascinante e curato nei minimi dettagli e ho apprezzato particolarmente lo stile narrativo dellautrice e la caratterizzazione dei molteplici personaggi, i quali sono stati coerenti con lo sviluppo della storia. Questa storia offre, inoltre, anche svariati spunti di riflessione, in particolar modo lutilizzo di sostanze stupefacenti; esse sono considerate uno degli elementi fondamentali di questo mondo, in quanto consentono a chi ne fa uso di entrare in contatto con gli dei e diventare piu potenti, comportando però, come effetti collaterali, lassuefazione e la perdita totale di sé stessi. La Guerra Dei Papaveri è diventato uno dei miei libri fantasy preferiti in assoluto, ho trovato la traduzione ben fatta e aspetto impazientemente che venga tradotto anche il secondo libro, ringrazio infinitamente la Oscar Vault per avermi dato lopportunità di leggere ledizione italiana in anteprima in cambio di una recensione veritiera.
La guerra dei papaveri pescatabacchiera

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voto 3 su 5 Devo ringraziare la Oscar Vault per avermi dato la possibilità di leggere in anteprima il pdf della versione italiana. In cambio, come promesso, ecco la mia recensione onesta. Ho letto questo libro in 3 giorni, e considerato che a quel punto erano già ricominciati i corsi e leggevo solo durante la notte e nei ritagli di tempo, vi assicuro che questo significa che lho divorato. Ha aiutato lo stile scorrevole, per nulla ampolloso e a tratti brutale nella sua semplicità. Il sistema magico è interessante, originale, il world building una ventata di aria fresca, che svecchia un po tutta la scena high fantasy di ambientazione simil-europea a cui siamo abituati, almeno con ciò che arriva in Italia. Un po tanti spiegoni, che a me sinceramente non dispiacciono affatto (preferisco qualcuno che mi sieda e mi spieghi per filo e per segno cosa stia succedendo piuttosto che brancolare nel buio senza capirci niente fino alla fine della saga) però so che sono un pet peeve di molti, quindi siete avvertiti. La cosa che ho trovato un po difficile da digerire sono stati alcuno capitoli della terza parte del libro. Sarà che li ho letti a colazione, sarà che sono sensibile io, sarà che non leggo moltissimi libri del genere, ma alcune scene le ho trovate davvero molto, molto difficili da leggere per la loro violenza. Non ha aiutato il fatto che lautrice si sia dichiaratamente ispirata ad avvenimenti reali della Seconda Guerra Sino-giapponese; allinizio è stata una cosa che ho quasi trovato di cattivo gusto, ma lautrice è sino-americana, quindi eeeh...ognuno fa ciò che vuole col proprio trauma generazionale. Però ecco, avrei forse gradito un CW per...tutto, praticamente. La cosa che mi è piaciuta veramente tanto è stata la protagonista. Non nel senso che lei mi piaccia come persona, ma nel senso che la sua è una caratterizzazione del personaggio che mi piace tantissimo. Rin è orfana, non ha NIENTE se non un la prospettiva deprimente di un futuro da madre di famiglia nel suo villaggio, sposata ad un uomo che non conosce, ma riesce ad entrare in Accademia e scopre di avere accesso ad un potere ENORME e potenzialmente pericolosissimo ed inarrestabile. Non mi ero accorta di essere stanca della trope del protagonista integerrimo che pur essendo poco più di un bambino e dopo essere stato preso solo a pesci in faccia dalla vita decide di non usare il suo immenso potere per fare invece Ciò Che E Giusto finchè non ho letto La Guerra dei Papaveri. Rin, essendo poco più di una bambina e dopo essere stata presa solo a pesci in faccia dalla vita, usa il suo potere come la testa calda che è e combina un macello. Ho AMATO (non le sue azioni in sè, ma questa caratterizzazione del personaggio). Non vedo lora di vedere come Rin gestirà le conseguenze delle sue azioni nei prossimi libri, credo che sarà un punto molto importante per valutare leffettivo valore di questa protagonista. Il resto dei personaggi, meh, non ha una caratterizzazione fantastica, soprattutto Altan. Sembra che per farli rientrare in certe trope (del bello e dannato, del bullo che si redime ecc. ecc.) lautrice li abbia un po trascurati, quando invece secondo me ha dimostrato di saper fare un buon lavoro con Rin. Non ho apprezzato laccenno di triangolo scemo, ecco, quello no. Per concludere, leggerò sicuramente i prossimi volumi; credo che sia quel genere di storia che acquista valore o fallisce miseramente nella sua conclusione, nella sua capacità, alla fine, di tenere insieme tutti i pezzi. In parole povere, devo ASSOLUTAMENTE sapere come va a finire.
La guerra dei papaveri cricib

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voto 4 su 5 La guerra dei papaveri è un fantasy grimdark ispirato alla seconda guerra sino-giapponese, fatto secondo me è fondamentale per ambientarsi allinterno del romanzo con più facilità. Narra la storia di Rin, orfana di guerra del Nikan (stato immaginario che si ispira alla Cina) che ottiene un posto allinterno della stimata Accademia di Sinegard e inizia ad allenarsi per prepararsi ad una guerra sempre più inevitabile contro la Federazione di Mugen (ovvero il nostro Giappone). Ho trovato la prima metà del libro piuttosto lenta, più un resoconto o una lista degli anni di Rin allAccademia che una narrazione vera e propria. Inoltre, molti concetti che saranno poi fondamentali nella seconda metà del libro sono spiegati in maniera frettolosa o confusionaria. Sarebbe probabilmente stata utile unappendice alla fine del libro che contenesse il resoconto degli aspetti più importanti della storia del Nikan. Da metà libro in poi la narrazione si fa più incalzante, probabilmente anche perché si inserisce nella storia lelemento fantastico e scoppia la guerra contro il Mugen. Anche qui però ho trovato dei difetti, per esempio (senza fare spoiler) mi vengono in mente due rivelazioni estremamente importanti a livello di trama che sono trattate come un dato di fatto. Per spiegarmi meglio, vengono descritte come se la protagonista non ne fosse particolarmente colpita e, di conseguenza, ciò capita anche al lettore. Nel complesso, sebbene a tratti abbia fatto qualche difficoltà a procedere con la lettura, il romanzo mi è piaciuto perché è unico nel suo genere, ho amato il worldbuilding e la caratterizzazione dei personaggi. Aspetto con ansia che venga tradotto il seguito!
La guerra dei papaveri the_blackdevil

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voto 5 su 5 «Voi umani credete sempre di essere predestinati a qualcosa, alla tragedia o alla grandezza. Il destino è un mito. Il destino è lunico vero mito rimasto. Gli dèi non scelgono alcunché. Sei tu a scegliere.» ------------- Non è facile riassumere e far trasparire la bellezza di questo volume in pochi paragrafi. Spero di riuscirci. La Guerra dei Papaveri è un epic-fantasy dai toni grimdark ambientato in un mondo ispirato alla Cina del XX secolo ed agli eventi legati alla Seconda Guerra Sino-Giapponese. La protagonista è Rin, unorfana di guerra proveniente da una povera provincia del Sud del paese. Sorprendentemente, Rin supera il kj, il difficile esame con cui in tutto lImpero vengono selezionati i giovani più talentuosi che andranno a studiare all'Accademia di Sinegard, la scuola militare più esclusiva del Nikan. Ma essere una contadina del Sud dalla pelle scura non è una cosa facile alla Sinegard, e come se non bastasse, lintero paese è minacciato dalla Federazione di Mugen, che sta spingendo il Nikan verso il baratro di una Terza guerra dei papaveri. Questo romanzo, primo di una trilogia, è stata una lettura davvero sorprendente. Il world-building è ben fatto, ma loriginalità del romanzo, a mio avviso, risiede nel sistema magico: larte sciamanica, ovvero la capacità di entrare in contatto con gli dei (non mi soffermo su questo punto altrimenti rischierei di fare spoiler). Come si può intuire dal titolo, è un romanzo che parla di guerra (ma non solo) e di ciò che ne è indissolubilmente legato: dall'arte del combattimento alle strategie militari (non mancano infatti citazioni e riferimenti al famoso trattato militare Larte della Guerra di Sun Tzu). Oltre all'aspetto bellico, vengono affrontate e sviluppate altre tematiche non meno importanti: razzismo, discriminazione, genocidio, uso di stupefacenti e tossicodipendenza. Inizialmente troviamo Rin alle prese con gli studi e con laddestramento allinterno dellaccademia, resi ulteriormente più difficili poiché, avendo origini diverse, viene costantemente discriminata e presa di mira. Successivamente, i toni del romanzo si fanno più cupi. Lautrice non lascia niente all'immaginazione e descrive tutto in maniera chiara e senza filtri. Non mancano infatti scene di guerra molto forti e descrizioni molto crude e molto violente, ma essendo la storia ispirata al conflitto asiatico più sanguinoso dellultimo secolo, direi che questa scelta stilistica fatta dall'autrice nel raccontare alcune vicende è del tutto coerente e lho particolarmente apprezzata. Tuttavia, non è un libro che consiglierei a tutti poiché, come accennato, sono presenti delle scene che possono turbare o magari urtare la sensibilità di molti lettori. Personalmente lho trovato un fantasy splendido, magnetico e senza dubbio molto molto valido, in cui loriginalità del sistema magico dà complessivamente una notevole spinta in più. Non vedo lora di leggere il secondo volume!!
La guerra dei papaveri marcella.g

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voto 4 su 5 Copia digitale ricevuta in anteprima dalla Mondadori. La guerra dei papaveri è un romanzo di narrativa, di ambientazione storica, prendendo ispirazione dalla guerra Sino-Giapponese (1937-1945) ma con elementi magici. Il libro narra le vicende dell'adolescente Rin, un'orfana di guerra, che vive con i Fang, la famiglia adottiva che tutto può essere tranne una famiglia dal momento che la protagonista si divide tra il lavora nel negozio appartenente ai Fang e a una seconda attività molto più redditizia. Lei sarà una delle poche persone di ceto non nobile ad entrare alla famosa e prestigiosa Accademia di Sinegard, con la speranza di cambiare la sua vita. Ma la vita nella città è molto diversa da quella che Rin poteva aspettarsi, infatti seppur lenti i primi capitoli ci accompagnano durante la sua crescita, un percorso che sarà costellato da umiliazioni, fallimenti e delusioni. Il clima tratteggiato dall'autrice è di una pace fittizia, poiché i popoli che si erano scontrati nelle precedenti guerre non adempieranno ai trattati firmati. Ed è in questo contesto che sfocerà una sanguinosa guerra, dove non sarà possibile ottenere giustizia e le forze locali sono dedite più alla politica che al benessere del paese al soldo di individui abbastanza cinici. Se durante l'apprendistato Rin aveva messo da parte le sue insicurezze per rincorrere il cammino della vera conoscenza, durante gli attacchi e le difese belliche sarà costretta a guardare in faccia la realtà e a porsi nuove domande e comprendere che il destino non è scritto da quegli dei capricciosi a cui solo in pochi chiedono aiuto, ma questo viene costruito dal singolo individuo con le sue scelte. Ma una volta imboccata una strada senza ritorno non si torna indietro. L'inizio del libro presenta un ritmo abbastanza lento e non mancano alcune spiegazioni dettagliate sia della storia del Nikan che addirittura delle figure principali del Pantheon, le quali però vanno in secondo pian piano in sottofondo una volta che il ritmo si fa più serrato accompagnato da colpi di scena, aumentando la suspance del lettore. Le uniche note dolenti, se così vogliamo chiamarle sono la mancanza di un glossario (mi sarebbe piaciuto sapere da quale vocabolo derivassero alcune parole o se l'autrice aveva preso ispirazione per essi da termini cinesi) e la gestione di alcuni momenti in cui forse un pizzico di romanticismo non gustava e di certo avrebbe aiutato a smorzare la tensione. In conclusione, romanzo pienamente riuscito, ottimi personaggi, trama veramente interessante e stile ineccepibile, insomma leggibile nonostante la mole delle 516 pagine. Aspetto con ansia il secondo libro.
La guerra dei papaveri gabriel95

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voto 4 su 5 Copia digitale anticipata ricevuta dalla Mondadori in cambio di una recensione onesta. Avvertenze Contenuti: sessismo, morte, violenza, tortura, guerra, assuefazione, droga, razzismo, colorismo, genocidio, stupro, bullismo, suicidio, autolesionismo, abilismo, classismo, crudeltà sugli animali. La Guerra Dei Papaveri di R.F. Kuang è un romanzo di narrativa, un misto di storia e magia. Ispiratosi alla Seconda Guerra Sino-Giapponese combattutasi tra il 1937 e il 1945 e le Guerre delloppio del diciannovesimo secolo. Lopera segue lorfana di guerra Rin durante i suoi anni come allieva della prestigiosa Accademia Sinegard e linizio della guerra con leterno nemico, il vicino paese di Mugen. La Guerra Dei Papaveri non è un romanzo da prendere alla leggera. È un romanzo che tratta di guerra e violenza di ogni genere senza addolcire la pillola. È unardua lettura da portare a termine. Questo non implica, però, che sia un pessimo libro, anzi, tutto il contrario. È un libro incredibilmente intenso, a momenti traumatizzante, ma che, malgrado i contenuti altamente turbanti, ti induce a continuare a leggere per assistere alla continua evoluzione di Rin. È la prima volta che incappo in un arco narrativo che illustra la corruzione del personaggio centrale del libro in tal modo. Rin è una ragazza intraprendente, ambiziosa, impaziente, bramosa di potere e inarrestabile, proveniente dal sud del Nikan, la quale, man mano che si prosegue nella lettura, sembra perdere ogni traccia di umanità. Lunico elemento che mi ha molto seccato è stata la traduzione, non in generale, ma nello specifico di una parola. La traduttrice ha deliberatamente scelto di tradurre la parola gay con unoffensiva versione italiana, invece di lasciare il termine così comera, dimostrando unenorme mancanza di tatto. Quella parola viene spesso utilizzata per ferire le persone e vederla usata in un libro come se fosse una traduzione adeguata non è una bella esperienza. Avendo contattato leditore prima della pubblicazione sia del libro che di questa recensione, ho ottenuto una spiegazione, preventivamente creata quasi ad anticipare possibili dissensi, riguardo la scelta, la quale, però, risulta molto vacua.
La guerra dei papaveri fedemonduzzigmailcom

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voto 5 su 5 Ho letto il romanzo in inglese e ho avuto l'opportunità di leggere in anteprima la traduzione italiana. «Non essere sciocca. Non sono un dio» disse lui «Sono un semplice mortale che si è svegliato e ha scoperto il potere della consapevolezza». La guerra dei papaveri è il viaggio di Rin verso la consapevolezza. È la consapevolezza del suo valore che la porterà alla ricerca del riscatto sociale, permettendole di arrivare là dove nessuno, nelle sue condizioni, era mai riuscito ad arrivare. Per rimanere in cima decide di mutilarsi, di rinunciare a una parte del suo essere donna. Perché anche nella società di Rin, una donna per ottenere e mantenere il successo, deve assomigliare ad un uomo. Sullo sfondo della storia della Cina, Rin scopre la differenza abissale che intercorre tra la pratica religiosa (sfarzosa, sterile, fine a sé stessa) e la spiritualità. Diventando in questo modo consapevole del potere che è in grado di liberare, ad un costo tremendo. Si trova ad esplorare il confine tra vittima e carnefice, tra giustizia e vendetta. Cedere allodio è semplice. Ma lodio si auto-alimenta, cresce sempre di più e come una fiamma ti consuma. Resistere è difficile, estenuante, ma ti permette di rimanere umano. Cosa scegliere? Scritto e tradotto magistralmente, un fantasy ricco, articolato, che permette di riflettere su più livelli.
La guerra dei papaveri fedemonduzzigmailcom

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voto 5 su 5 «Non essere sciocca. Non sono un dio» disse lui «Sono un semplice mortale che si è svegliato e ha scoperto il potere della consapevolezza». La guerra dei papaveri è il viaggio di Rin verso la consapevolezza. È la consapevolezza del suo valore che la porterà alla ricerca del riscatto sociale, permettendole di arrivare là dove nessuno, nelle sue condizioni, era mai riuscito ad arrivare. Per rimanere in cima decide di mutilarsi, di rinunciare a una parte del suo essere donna. Perché anche nella società di Rin, una donna per ottenere e mantenere il successo, deve assomigliare ad un uomo. Sullo sfondo della storia della Cina, Rin scopre la differenza abissale che intercorre tra la pratica religiosa (sfarzosa, sterile, fine a sé stessa) e la spiritualità. Diventando in questo modo consapevole del potere che è in grado di liberare, ad un costo tremendo. Si trova ad esplorare il confine tra vittima e carnefice, tra giustizia e vendetta. Cedere allodio è semplice. Ma lodio si auto-alimenta, cresce sempre di più e come una fiamma ti consuma. Resistere è difficile, estenuante, ma ti permette di rimanere umano. Cosa scegliere? Scritto e tradotto magistralmente, un fantasy ricco, articolato, che permette di riflettere su più livelli.
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