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VINCITORE DELLA SETTANTESIMA EDIZIONE DEL PREMIO STREGA. EDIZIONE SPECIALE DIGITALE CHE CONTIENE LA VERSIONE INTEGRALE DELL'ULTIMO QUADERNO DI COSMO CHE COSTITUISCE LA PARTE NONA DI QUESTO ROMANZO. Roma, anni Settanta: un quartiere residenziale, una scuola privata. Sembra che nulla di significativo possa accadere, eppure, per ragioni misteriose, in poco tempo quel rifugio di persone rispettabili viene attraversato da una ventata di follia senza precedenti; appena lasciato il liceo, alcuni ex alunni si scoprono autori di uno dei più clamorosi crimini dell'epoca, il Delitto del Circeo. Edoardo Albinati era un loro compagno di scuola e per quarant'anni ha custodito i segreti di quella "mala educación". Ora li racconta guardandoli come si guarda in fondo a un pozzo dove oscilla, misteriosa e deforme, la propria immagine. Da questo spunto prende vita un romanzo poderoso, che sbalordisce per l'ampiezza dei temi e la varietà di avventure grandi o minuscole: dalle canzoncine goliardiche ai pensieri più vertiginosi, dalla ricostruzione puntuale di pezzi della storia e della società italiana, alle confessioni che ognuno di noi potrebbe fare qualora gli si chiedesse: "Cosa desideravi davvero, quando eri ragazzo?". Adolescenza, sesso, religione e violenza; il denaro, l'amicizia, la vendetta; professori mitici, preti, teppisti, piccoli geni e psicopatici, fanciulle enigmatiche e terroristi. Mescolando personaggi veri con figure romanzesche, Albinati costruisce una narrazione potente e inarrestabile che ha il coraggio di affrontare a viso aperto i grandi quesiti della vita e del tempo, e di mostrare il rovescio delle cose. La scuola cattolica è forse il libro che mancava nella nostra cultura.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi contemporanei

Editore Rizzoli Libri

Formato Ebook con Adobe DRM

Pubblicato 17/03/2016

Lingua Italiano

EAN-13 9788858684023

1 recensioni dei lettori  media voto 1  su  5
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La scuola cattolica maxrogatto

maxrogatto - 07/04/2016 19:21

voto 1 su 5 1

Verbose e intimiste considerazioni, spesso inutilmente ripetitive. Più che un romanzo si tratta di un "canovaccio" molto esteso sul quale imbastire poi un romanzo, con tensioni e sommovimenti della coscienza, che non ci sono. Si intravvedono ma subito si perdono i significati, soffocati da una del tutto inutile lunghezza. Una "palude" informe dalla quale si sarebbe potuta trarre una bella opera, perché gli spunti appaiono validi, ma ciò non è stato. Una ispirazione sprecata, una occasione per sempre perduta. Sembrerebbe pieno di verità ma le ovvietà di una gioventù quasi inutile non le fanno emergere. Non è un'opera brutta, è semplicemente un'opera infinitamente mediocre il che è molto peggio. Mi meraviglio molto che Rizzoli l'abbia pubblicato. Lo sto leggendo: tempo, tanto tempo, sprecato! Devo resistere alla tentazione di frullarlo dalla finestra. Il San Leone Magno di Roma non è una cattiva scuola perché ha prodotto "mostri" come i ragazzi del delitto del Circeo, E' una cattiva scuola perché ha prodotto imbecilli come l'autore di questa opera insulsa. Ci si chiede perché, se io propongo un mio vero romanzo, editori del calibro di Rizzoli neppure mi cacano. Ci si chiede perché se io propongo un'opera di 500 pagine mi si dice subito di accorciarla. Quali innominabili connessioni portano a pubblicare questa porcheria di più di 1300 pagine? Quali retaggi di ragazzo viziato e adesso uomo inutile, ma benissimo introdotto negli ambienti che contano? E' un vero scandalo che Rizzoli, oltre a pubblicarlo, subito annunci di portarlo allo "Strega" facendo capire che vincerà . E' una opera senza costrutto. Un tentativo di "saggio" (e non un romanzo) sulla borghesia, una masturbazione, un onanismo lunghissimo, senza mai "venire". Neppure sono nascoste le velleità di gloria scroccata di questo scrittorello, che sogna addirittura che gli venga dedicata una strada di Roma e muore d'invidia per il premio "Strega" a suo tempo conquistato dal suo amico Sandro Veronesi.

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