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Perché la 'ndrangheta è arrivata in Lombardia? Come

si è organizzata? Quali sono i settori in cui opera?

Come è potuto succedere che la criminalità calabrese

abbia avuto così tanto successo al Nord? È solo una

questione di contagio sociale o sono stati i lombardi

ad aprirle le porte?

Giuseppe Gennari, magistrato tra i maggiori esperti di

criminalità organizzata, risponde a queste domande

svelandoci una realtà solo parzialmente conosciuta

attraverso le pagine di cronaca nera dei giornali, ma

che invece ormai permea ampi settori dell'economia

- si pensi al monopolio del movimento terra e al recupero

crediti, all'acquisizione di importanti imprese

impegnate nella realizzazione di opere pubbliche e al

controllo dei venditori ambulanti di panini - e coinvolge

un lunghissimo elenco di insospettabile gente

"comune" (commercialisti, bancari, medici, impiegati,

avvocati, carabinieri, poliziotti). Perché oggi sempre

più spesso "la 'ndrangheta veste in giacca e cravatta

e si nasconde dietro il volto di uomini d'affari apparentemente

irreprensibili", non commettendo specifici

reati ma moltiplicando le capacità di guadagno

grazie ad aziende che si sono lasciate sedurre dalla

prospettiva di facili introiti, all'omertà di tanti imprenditori

compiacenti e delle impaurite vittime di usura e,

come emerso di recente, agli stretti rapporti con alcuni

politici che cercano o accettano voti dalle famiglie

mafiose concedendo in cambio favori.

Per ricostruire la storia della penetrazione e il profilo

della mafia calabrese al Nord, Gennari prende

spunto da alcuni casi che ha seguito personalmente,

dall'operazione "Parco Sud" a quelle "Tenacia" e

"Caposaldo" - che si sono concluse con centinaia di

arresti e hanno reso evidente la capillarità dell'infiltrazione

mafiosa - alla vicenda di Lea Garofalo, la figlia

di un boss diventata collaboratrice di giustizia e

barbaramente assassinata nel 2009. E, tra interrogatori,

pedinamenti e sentenze, ci spiega i meccanismi

giudiziari all'interno dei quali i magistrati si trovano a

operare, permettendoci di capire perché troppo spesso

assistiamo ad assoluzioni apparentemente incomprensibili

e perché i politici si salvano quasi sempre.

Le fondamenta della città è un monito a guardare sotto

una nuova luce la realtà della criminalità organizzata,

perché - ci dice Gennari - solo con un'assunzione

di responsabilità collettiva potremo estirpare un

male che rischia di minare la nostra società: sarebbe

un errore pensare che la soluzione di questo problema

possa essere delegata a giudici, pubblici ministeri

e poliziotti. Un'efficace azione repressiva è, sì, fondamentale,

ma non sufficiente, perché "oggi siamo in

fondo al precipizio. Sino a quando non vincerà l'idea

che il rispetto della legalità, il bene della collettività, la

protezione delle generazioni future valgono più degli

interessi personali nulla potrà veramente cambiare".

Dettagli

Generi Politica e Società » Ideologie e Teorie politiche » Sistemi politici comparati

Editore Mondadori

Formato Ebook con Adobe DRM

Pubblicato 05/02/2013

Lingua Italiano

EAN-13 9788852034718

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Le fondamenta della città
 

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