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On writing. Autobiografia di un mestiere

by Stephen King
pubblicato da Frassinelli

20,00
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Alla domanda: "Che cos'è 'On Writing'?" Stephen King ha risposto: "E il romanzo della mia vita, non perché la mia vita sia un romanzo, ma perché la mia vita è scrivere". Ecco perché questo libro è l'autobiografia di un mestiere in cui la storia personale e professionale del Re si fondono totalmente. Il brillante "Curriculum vitae" d'apertura ripercorre gli anni della formazione, in un collage di ricordi che dall'infanzia arrivano al primo, grande successo con "Carrie"; "Cassetta degli attrezzi" è un'acuta e disincantata elencazione dei ferri del mestiere - quali sono, a che cosa servono, come mantenerli efficienti e sempre pronti all'uso; "Sulla scrittura", la parte più interessante per gli addetti ai lavori, illustra le fasi del processo creativo fino all'approdo editoriale; e infine "Sulla vita", ricco di pathos, racconta come King abbia visto la morte da vicino, dopo lo spaventoso incidente in cui è stato coinvolto, e come, grazie alla scrittura, sia ritornato alla vita. Diario, confessione, chiacchierata... "On Writing" abbraccia e supera tutti i generi e, per l'aspirante scrittore, è uno strumento utile, ricco di esempi e riferimenti pratici, capace di affrontare senza fumosità un argomento difficile; per il lettore affezionato è un must in cui potrà ritrovare, nella loro dimensione reale, un'infinità di situazioni, storie e personaggi che hanno ispirato i romanzi di King. Introduzione di Loredana Lipperini.

Dall'introduzione di Loredana Lipperini:
"Avete dunque scelto una carta, e pensate che quello che vedete, e che leggerete in questo libro, sia tutto vero. Ma non è detto, non necessariamente, non in ogni sua parte, e la grandezza di Stephen King è proprio questa: più pensi di vedere, più vieni ingannato, e l’inganno è nel doppio racconto che vi offre, nelle storie che crea e nella narrazione della sua vita, che probabilmente fa parte della stessa creazione. Perché tutto torna sempre, nel metamondo kinghiano: non solo la sterminata serie di concordanze fra la saga della «Torre Nera» e il resto della sua opera, ma lui stesso così come è presente nei suoi libri (tutti quei padri in fuga, tutto quell’alcol, tutti quei bambini spaventati) e come è raccontato qui. Qualunque sia la realtà, e comunque siano stati e siano davvero i giorni di Stephen Edwin King, figlio di Nellie Ruth Pillsbury, marito di Tabitha Jane Spruce. Avvicinatevi, dunque. Cercate le sue interviste, compulsate le note introduttive, sfogliate le prefazioni alle raccolte di racconti e naturalmente leggete questo libro: scoprirete che nel tempo ha detto di sé tutto e il contrario di tutto, e va beonnissimo così. Se la scrittura è magia, e King lo scrive proprio in On Writing – che ritrovate finalmente in libreria, nella nuova, rivelatoria, traduzione di Giovanni Arduino – lui è il più abile dei maghi, è il prestigiatore che sembra offrirvi un trucco banale (quale volete? Il fantasma che appare sul palcoscenico grazie a un gioco di specchi? La donna segata in due?) e invece, now you see me, vi capovolge il mondo che avete davanti. Perché, come diceva il vecchio Samuel Henry Sharpe (che scrisse libri sull’illusionismo che dovreste conoscere, e non è improbabile che li conosca King), «lo scopo della magia non è ingannare il prossimo, ma incoraggiare un approccio verso la vita pieno di meraviglia». Questo è, anche, lo scopo di On Writing: mostrare il curriculum vitae di uno scrittore, vero o falso che sia, e condividere un approccio alla scrittura, e dunque alla vita stessa. Meravigliatevi, qualunque sia la verità. Del resto, King mette subito sull’avviso il Fedele Lettore (più pensate di vedere, più sarà facile ingannarvi), perché pone in esergo due frasi contrapposte: la prima, di Miguel de Cervantes, ricorda che l’onestà è la condotta migliore. La seconda, anonima, avverte che i bugiardi prosperano. Entrambe sono vere. Solo se si è onesti nel racconto si può essere bravi scrittori, e qui è il cuore del libro. Gli ingredienti imprescindibili, oltre a questo, sono solo due: padroneggiare i principi essenziali (vocabolario, grammatica, elementi di stile) e ricordare che si può diventare bravi se si è già decenti, ma che – mettetevi l’animo in pace – non è possibile trasformare in scrittore decente uno scalzacane né trasformare in eccezionale un pur bravo scrittore. Dunque, l’onestà della storia è il fattore primo. La bugia che riguarda chi la crea non è che un’ulteriore meraviglia. Questa è la strada, ripete King: tutto può diventare racconto, la gonna rossa della compagna di scuola povera e goffa e gli avanzi putridi delle aragoste nelle tovaglie che arrivano in lavanderia. Perché le storie sono fossili sepolti, frammenti di mondi altri che ti capitano per le mani in modo imprevisto: la scrittura non è acqua sorgiva che zampilla dalla roccia, ma è impastata di fango. Chi scrive è un cercatore con la faccia rivolta a terra, non ha i capelli al vento e la luce negli occhi di chi si ritiene strumento degli dei (anche se lo stesso King, ne La canzone di Susannah, attribuirà al se stesso presente nel romanzo il ruolo di tramite del ka: ma quello è un altro livello della Torre, giusto?). Chi scrive lavora su quei fossili e stabilisce legami: fa convergere le cose lontane, e dunque preziose, che vengono da un’intuizione, e fa crescere sino a farne un mondo quel che all’inizio è solo una frase, un’immagine, un profumo".

La nostra recensione

"On writing di Stephen King è un manuale di scrittura molto sui generis, un’autobiografia buffa e insieme spietata, un’impareggiabile lezione di vita da uno dei più grandi creatori di storie tuttora in circolazione. Imperdibile per chiunque aspiri a diventare uno scrittore e per chi desideri conoscere i meccanismi, le rotelle, gli ingranaggi, i sogni e gli incubi di una delle menti più lucide e immaginifiche dei nostri tempi".

(Giovanni Arduino, traduttore della nuova edizione di On writing).


Un libro sulla vita di Stephen King narrata da lui stesso con la bravura che tutti conosciamo. Già questo ci sembra un ottimo motivo per leggere On Writing. Ne serve un altro? Allora sappiate che questo libro è allo stesso tempo un eccellente manuale per chiunque si diletti a scrivere storie, nonché una miniera di consigli di lettura. Uscito nel 2000, ora torna con una nuova traduzione di Giovanni Arduino, già ben conosciuto dai fan del Re come "voce" italiana dei suoi ultimi romanzi.

Leggi il nostro speciale dedicato a Stephen King

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