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Perché la filosofia è necessaria
Perché la filosofia è necessaria

Perché la filosofia è necessaria

by Jean-François Lyotard
pubblicato da Cortina Raffaello

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Disponibile a partire dal 20/08/2018.
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Perché filosofare? Che motivo c'è di tornare sempre a infilarsi negli iati del senso, e ogni volta con un rinnovato candore che sarà giudicato infantile? Insomma, perché la filosofia è necessaria? Perché c'è il desiderio, perché c'è dell'assenza nella presenza, e anche perché esiste l'alienazione, la perdita di ciò che si credeva acquisito e la scissione tra il fatto e il fare, tra il detto e il dire; infine, perché non possiamo sfuggire a questo: testimoniare la presenza di una mancanza attraverso la nostra parola. In realtà, come non filosofare? Lineare e brillante, il corso introduttivo alla filosofia che Lyotard tenne alla Sorbona nel 1964, rimasto finora inedito, costituisce un raro esempio di limpidezza pedagogica e, al tempo stesso, di profondità filosofica.

Dettagli

Generi Psicologia e Filosofia » Filosofia occidentale e Storia della filosofia » Filosofia occidentale: dal 1900

Editore Cortina Raffaello

Collana Minima

Formato Tascabile

Pubblicato 21/05/2013

Pagine 92

Lingua Italiano

Titolo Originale Pourquoi philosopher?

Lingua Originale Francese

Isbn o codice id 9788860305862

Traduttore R. Prezzo

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Perché la filosofia è necessaria giampaolo.ranaldi

giampaolo.ranaldi - 07/10/2013 15:45

voto 3 su 5 3

Il desiderio è un gioco in cui ci si scambia il ruolo. E' il movimento verso l'altro in un tentativo di unione che si rigenera continuamente. La filosofia è come il desiderio. Essa cerca l'unità dell'essere, ma una volta trovata la distrugge e la ricostruisce. Jean Francois Lyotard sostiene un'argomentazione di questo tipo davanti ai suoi studenti nell'autunno del 1964. Lo fa in quattro conferenze-lezioni propedeutiche alla filosofia nell'Università la Sorbona di Parigi. L'editore Raffaello Cortina, dopo mezzo secolo, pubblica in un tascabile queste conferenze per la collana Minima. In quegli anni Lyotard non è ancora al fortunato concetto del postmodernismo, ma fa capire subito quanto, a suo parere, sia ridicolo credere in teorie della realtà: A pagina 47 Lyotard non si fa tanti problemi a sferrare il colpo di grazia contro la filosofia moderna dei secoli che lo hanno preceduto: Credo che avremo acquisito maggiore comprensione di ciò che è pensiero (e anche filosofia) quando avremo deciso di farla finita con le teorie, quella dello spirito, della coscienza e della ragione ecc.. Perché, se il pensare può essere vero, lo è a causa del fatto che non c'è una sostanza, una facoltà o una funzione indipendente da ciò che si pensa Filosofia e desiderio si muovono nella stessa maniera, ma la filosofia dispone di un elemento ulteriore. Ossia della possibilità di porsi domande del tipo: Perché desideriamo? Come desideriamo? Cosa desideriamo? In questa prospettiva Lyotard afferma che filosofare è necessario proprio come lo è il desiderare per vivere. Ognuno di noi, spiega Lyotard, muove la propria volontà nel tentativo di dare un significato unitario al mondo. Questo tentativo si muove, per Lyotard, secondo le regole del desiderio, non della ragione, della coscienza o dello spirito. Qualcuno ha definito la riflessione di Lyotard attraverso il concetto di amplesso del pensiero. Un accostamento felice che ci fa capire quanto il filosofare, esattamente come il desiderare, sia un cercarsi e unirsi, ma anche un disunirsi, tra i pensieri e i concetti. Le certezze, i significati, i punti di vista si formano solo ed esclusivamente all'interno del gioco di attrazione e repulsione in cui i pensieri e i concetti sono coinvolti. L'analogia che viene in mente è l'amplesso amoroso. Esso esiste solo ed esclusivamente in sé stesso e nel gioco stesso dei due amanti. L'amplesso amoroso può frantumarsi e polverizzarsi così come il legame tra pensieri e concetti si unisce e si disunisce continuamente.

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