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- Ed uscii in punta di piedi pensando a quella consolazione che mi restava, in mezzo a tanti guai. Quando mi accorsi che pioveva, non tornai neppure indietro a pigliare l'ombrello per non svegliare la mia figliola. Per che cosa svegliarla? per condurla a piangere laggiù alla stazione? C'è sempre tempo di piangere a questo mondo.

Ci volle un bel tratto a giungere a Camerlata, e quando arrivai ero fradicia. La folla dei coscritti e dei parenti s'era riparata sotto la piccola tettoia, dove si stava pigiati che non si poteva muovere un dito. Ma io ero alta, e rizzandomi in punta di piedi, potevo cercare il mio figliolo al disopra delle teste degli altri. Dopo molto guardare, mi riescì di scorgerla in un angolo la sua testa bruna e riccioluta. Michele era là, rincantucciato in fondo alla stazione, col viso rivolto al muro; e guardava in terra. Mi sentii serrare il cuore. Ero sicura che pensava alla sua mamma, e si nascondeva la faccia, per non farsi scorgere che ci pativa tanto ad abbandonarmi; non era un ragazzo espansivo, ma in quel momento il suo cuore di figlio doveva farsi sentire. Chiamai più volte: «Michele! Michele!» Ma non mi udì. Allora feci a spintoni, senza badare alle maledizioni ed agli urti che mi rispondevano, ed a forza di fare, mi riescì di arrivargli vicino, tanto da potergli toccare una spalla. Si voltò in fretta, ed aveva gli occhi rossi e grossi come pugni. Gli stesi le braccia singhiozzando: «Sono qui, Michele, sono io». E mi pareva che dovessi morire là sul suo cuore, oppure andargli dietro dove il re lo mandava.

Ma lui non me le stese le sue braccia. Il capo solo aveva voltato verso di me, e la persona era ancora rivolta al muro, e le sue mani posavano sulle spalle d'una ragazza pallida, che piangeva senza asciugarsi le lagrime.

- Oh mamma! mi disse, cosa vi è saltato in mente di venir fuori con questo tempo?

Io non potei rispondere; avevo un gruppo in gola, ed un freddo mi correva nelle vene, come quando avevo veduto il mio uomo morire colle mani sulle mani della sua mugnaia. Mi caddero le braccia, e rimasi là senza dir nulla; egli mi susurrò spingendo il capo indietro:

- Andate, mamma, andate a casa; non lasciate sola quella poveretta, che se ne va alla malora, se ne va.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi contemporanei

Editore Niccia

Formato Ebook con Adobe DRM

Pubblicato 28/05/2020

Lingua Italiano

EAN-13 1230003933329

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