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È l'alba a Marinella e il sonno di Montalbano viene interrotto dal canto di un usignolo. O almeno così pare al commissario, salvo poi scoprire che si tratta del fischiettare di un vagabondo che ha trovato rifugio nella verandina durante un temporale di fine estate. Un barbone sui generis però, perché parla un italiano perfetto e si vede che ha conosciuto tempi migliori. Confessa di abitare in una grotta poco distante ma non c'è tempo di approfondire la questione perché Montalbano deve correre in commissariato dove Catarella gli annuncia l'assassinio del ragionier Cosimo Barletta. Nel villino lungo la strada che costeggia il mare nessun segno di effrazione, nessuna traccia di lotta: l'uomo è stato colpito alla nuca da un colpo di pistola mentre seduto in cucina stava bevendo un caffè. Montalbano indaga sui segreti impenetrabili di una famiglia e sui misteri di una comunità.

La nostra recensione

Questa volta Montalbano fa una gran fatica a impegnarsi a fondo per arrestare chi ha ucciso il ragionier Cosimo Barletta. Non perché sia venuto meno al suo dovere, ma perché i suoi principi fanno a pugni con il profilo ‘disumano’ che del morto emerge durante l’inchiesta. In ordine sparso le attività a cui si dedicava quel sessantenne cinico e arrogante risultano essere: speculazioni edilizie, investimenti illeciti, prestito a strozzo e ricatti sessuali nei confronti di ragazze irretite, che fotografava di nascosto servendosi poi di quegli scatti per ottenere quel che voleva. Basta e avanza perché Montalbano provi disprezzo per quel personaggio spregevole, fino al punto che tanto disgusto lo porta a tralasciare aspetti ai quali altrimenti avrebbe subito prestato attenzione. Non aiuta nemmeno il fatto che Barletta sia stato ucciso “due volte”, prima con il veleno poi con un colpo di pistola alla nuca, che praticamente mezza Vigata lo volesse morto e che, quindi, il baratro di perversione che gli si apre dinnanzi mentre si avvicina alla soluzione lo faccia vacillare più dell’accettabile. Sì, perché l’indagine alla ricerca dei “due assassini”, una trama che il commissario tesse con l’aiuto prezioso di Fazio e di un insolitamente attivo a acuto Augello, porta a una verità amara, sepolta sotto il torbido strato di fatti che dal passato si depositano lentamente, protetta da un’omertà malsana e da un malinteso senso dell’onore e dell’amore. Covo di vipere è un ‘Montalbano’ dall’impianto consolidato, in cui tutti i personaggi di contorno - da Catarella a Livia, da Tommaseo al questore, da Adelina a Enzo - tornano a occupare il loro spazio definito contribuendo a caratterizzare la scena, così come del resto si aspettano i tanti affezionati lettori di Andrea Camilleri, e con un Montalbano particolarmente sensibile e inquieto che, tra le pieghe più umoristiche e lievi del racconto, non rinuncia alla sua personalissima visione della giustizia che già in passato aveva spinto Livia a dirgli: “Tu vuoi essere Dio”.
Antonio Strepparola

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi contemporanei » Gialli, mistery e noir , Gialli Noir e Avventura » Gialli, mistery e noir

Editore Sellerio Editore

Formato Ebook con Adobe DRM

Pubblicato 30/05/2013

Lingua Italiano

EAN-13 9788838930997

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