Anna Frank rappresenta universalmente il simbolo della terribile esperienza vissuta da milioni di persone durante il nazismo e la sua storia è sempre oggetto di grande interesse anche per le giovani e giovanissime generazioni, che incredule e curiose di fronte ad un capitolo così triste della Storia, vorrebbero saperne di più. In occasione della nuovissima miniserie di Nerflix, cogliamo l'occasione per presentare le tantissime versioni del celebre diario, e le letture più adatte per raccontare la Shoah anche ai più piccoli.

A partire dal 1 febbraio 2022 arriva su Netflix un lungometraggio olandese che racconta di come Hannah Goslar abbia rischiato la vita per aiutare la sua migliore amica Anne nel campo di concentramento poco prima di morire. Il regista Ben Sombogaart ha deciso di raccontare la storia dal punto di vista di Hannah (che ha 92 anni e vive a Gerusalemme, da dove qualche anno fa ha scritto libro Anne Frank – La mia migliore amica). Negli anni '30 entrambe le ragazze (amiche sin dall'asilo) vennero costrette a fuggire dalla Germania nazista con le proprie famiglie verso Amsterdam. Le due ragazze cercano, come qualsiasi adolescente a condurre una vita normale, nonstante le tante restrizioni riservate agli ebrei. Rimangono in contatto fino a che la famiglia di Anna riesce a trovare un rifugio in cui nascondersi e si ritroveranno poco prima della Liberazione nel campo si concentramento di Bergen-Belsen.
La storia è incentrata principalmente sul rapporto di amicizia tra le due ragazze.
Dai ricordi di Hannah Goslar: “...Vivevamo vicine e il nostro primo incontro avvenne nel 1934. Ci incontrammo in un negozio di alimentari. Mia madre e la madre di Anne, ricordo, cominciarono a parlare tedesco perché nessuna delle due conosceva l’olandese. Anne era con lei. Il giorno dopo, quando la rividi all’asilo, la riconobbi di schiena e corsi ad abbracciarla. Da allora, divenimmo amiche. A scuola, anni dopo, Anne tra una lezione e l’altra scriveva su un diario, che proteggeva da sguardi indiscreti. Tutti le chiedevano cosa scrivesse ma la risposta era la stessa per tutti: non sono affari tuoi! Era una bambina come le altre, normale. Quella che era speciale era la sorella Margot: era molto bella, una brava studentessa e anche molto obbediente. Io e Anne eravamo l’esatto contrario. Mia madre avrebbe detto: Dio sa tutto ma Anne ne sa ancora di più! Con il trascorrere degli anni, ci perdemmo di vista. Quando la rividi nel campo di concentramento, provai sentimenti contrastanti. Ero felice di rivederla ma al tempo stesso triste. Speravo si fosse salvata scappando in Svizzera. Quando fui catturata dai nazisti nel giugno 1943, avevo solo 14 anni. Entrai con i nonni, mio padre e la mia sorellina. Ne uscii solo con mia sorella. Solo dopo la fine della guerra, seppi della morte di Anne. Ero ancora ricoverata in ospedale quando ricevetti la visita di Otto Frank. Fu lui a dirmi che entrambe le sue figlie non erano sopravvissute”.
Il diario di Anne
Scritto in lingua olandese, il manoscritto venne pubblicato per la prima volta nel 1947 ad Amsterdam dal padre di Anna, con il titolo Het Achterhuis (Il retrocasa). In seguito venne tradotto in oltre 70 lingue, è stato convertito in opera teatrale ed utilizzato per due film (1959 e 2016) e due lungometraggi animati (1978 e 1955). Inserito nel 2009 dall'UNESCO nell'Elenco delle Memorie del mondo è considerata una delle principali testimonianze della Shoah. Il manoscritto originale si trova nell'Istituto nazionale degli archivi sulla seconda guerra mondiale di Amsterdam.

descrizione
Anna Frank per bambini
La Shoah spiegata ai giovani lettori
Libri e film: approfondimenti e curiosità