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Il grande scrittore operaio ci ha lasciati martedì 3 agosto 2021, lasciando il mondo culturale e letterario in un dolore inconsolabile. Lo ricordiamo con i suoi libri iconici, che hanno segnato con profondità le letture di diverse generazioni.

Antonio Pennacchi nasce nel Lazio nel 1950, in una numerosa famiglia. Aderisce da giovanissimo alla sezione giovanile del Movimento Sociale Italiano, ma dopo esserne stato espulso si avvicina alla sinistra e inizia a militare nei movimenti del Sessantotto. Per circa trenta anni, lavora come operaio.

Da adulto, si laurea in lettere e approfitta di un periodo di cassa integrazione per iniziare a scrivere i suoi primi romanzi, che tuttavia vengono rifiutati da ben trentatré case editrici. Alla fine, nel 1994 Mammut trova finalmente la sua pubblicazione e riceve numerosi premi letterari, venendo accolto da pubblico e critica con grande successo. Dal 2001, Antonio Pennacchi approda in Mondadori.

Tra le sue opere più celebri, troviamo l'autobiografico Il fasciocomunista (2001), da cui è stato tratto il gradevole film Mio fratello è figlio unico; e Canale Mussolini (2010), con cui vince il prestigioso Premio Strega.

Altri romanzi di Antonio Pennacchi

Da Palude, dedicato alla città natia di Latina, a Il delitto di Agora. Una nuvola rossa, ispirata al delitto dei fidanzatini di Cori. La sperimentazione fantascientifica di Storia di Karel al dolore autobiografico di Camerata Neandertal.

Saggi e scritti di Antonio Pennacchi

In Fascio e martello Antonio Pennacchi racconta la storia della bonifica dell'Agro Pontino.

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Noi abbiamo continuato come prima, a fare il nostro lavoro politico: tu non è che t'accorgi, sul momento, che la storia è improvvisamente cambiata.
Biografia dell'autore

Antonio Pennacchi nasce nel Lazio nel 1950, in una numerosa famiglia. Aderisce da giovanissimo alla sezione giovanile del Movimento Sociale Italiano, ma dopo esserne stato espulso si avvicina alla sinistra e inizia a militare nei movimenti del Sessantotto. Per circa trenta anni, lavora come operaio.

Da adulto, si laurea in lettere e approfitta di un periodo di cassa integrazione per iniziare a scrivere i suoi primi romanzi, che tuttavia vengono rifiutati da ben trentatré case editrici. Alla fine, nel 1994 Mammut trova finalmente la sua pubblicazione e riceve numerosi premi letterari, venendo accolto da pubblico e critica con grande successo. Dal 2001, Antonio Pennacchi approda in Mondadori.

Tra le sue opere più celebri, troviamo l'autobiografico Il fasciocomunista (2001), da cui è stato tratto il gradevole film Mio fratello è figlio unico; e Canale Mussolini (2010), con cui vince il prestigioso Premio Strega.

Libri: Approfondimenti e Curiosità

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