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La classe compiaciuta. Come abbiamo smesso di innovare e perché ce ne pentiremo

Tyler Cowen
pubblicato da Luiss University Press

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Progresso e innovazione sono parole care a molti, immancabili nei piani industriali e onnipresenti nelle dichiarazioni dei politici. Ci siamo talmente abituati all'idea di cambiamento da ritenerla indelebilmente iscritta nel DNA delle civiltà occidentali, e da pensare a noi stessi come a una società in perenne movimento. Eppure, a prestare maggiore attenzione, le cose non sembrano stare proprio così: se pure, spesso, ci lamentiamo del fatto che crescita economica e benessere non ci hanno in fondo portato proprio tutti i benefici che ci aspettavamo, siamo in realtà così soddisfatti di quanto abbiamo ottenuto da non accorgerci che, di fatto, lavoriamo alacremente per evitare il cambiamento. Secondo Tyler Cowen, economista alla George Mason University e autore di "Marginal revolution", uno dei blog più letti al mondo, mentre nei primi cinquant'anni del Ventesimo secolo ogni area della vita è radicalmente cambiata in meglio, nel periodo successivo ci siamo limitati a conservare quanto ottenuto, favorendo una "cultura del matching" che ci ha dato il facile appagamento dell'incontrare sempre il proprio simile, ma che sta in realtà lavorando per distruggere tutto ciò che abbiamo creato. Atto d'accusa, indagine sociale e studio economico, La classe compiaciuta è l'opera più lucida di un pensatore tanto irriverente quanto acuto, che punta il dito verso la pancia piena dell'America e dell'Occidente, e ci mette davanti a una inquietante verità: chi non accetta più le sfide e si illude di poter eliminare qualsiasi rischio dalla propria esistenza è destinato a una rapida rovina.

Dettagli

Generi Politica e Società » Studi interdisciplinari e culturali , Economia Diritto e Lavoro » Economia » Economia, altri titoli

Editore Luiss University Press

Collana Pensiero libero

Formato Brossura

Pubblicato 23/08/2018

Pagine 251

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788861053199

Traduttore L. Berti

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