La donna nelle scienze dell'uomo
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L'uomo è un cervello, la donna una matrice", sentenziava Jules Michelet e con lui la gran parte dei filosofi, dei letterati e degli scienziati nell'Ottocento. Donna e uomo, in particolare per gli studiosi dell'epoca, erano i poli di una coppia di opposti che ne includeva innumerevoli altre, cosi radicate nella cultura occidentale da apparire naturali e metastoriche: attivo/passivo, ragione/sentimento, autorità/pietà e così via. Nel non aver saputo presagire la relatività culturale di quelle categorie sta il più radicale fallimento degli studi scientifici sulla donna.Ma a dispetto di questo fallimento, quanto di quello stereotipo scientifico della femminilità, pur avendo perso oggi in rigidità e compattezza, sopravvive nella coscienza di ciascuno?""Per rispondere almeno in parte all'interrogativo, questo studio affronta, tramite le teorie scientifiche sulla femminilità elaborate dalle scienze umane del secondo Ottocento, l'intreccio tra sapere scientifico e sapere extrascientifico e l'ambiguità insita in risultati presunti certi ma ottenuti con metodo sommario, superficiale quando non arbitrario. Antropologia, criminologia, psichiatria in epoca positivistica ci hanno lasciato un'eredità pesante sui temi della diversità tra uomo e uomo, tra popolo e popolo, tra uomo e donna: in quel passato sono ancora immerse le radici del nostro presente.
Genere
Editore
Formato
eBook
Pubblicato
03-11-2014
ISBN
9788898880126
Lingua
Italiano
