Lacrimae rerum. La cognizione del dolore
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"Lacrimae rerum" è un'espressione di Virgilio che allude al pianto per ogni cosa transeunte, giacché tutto quanto attiene alla mortalità ferisce l'animo umano. Ed è giusto la consapevolezza della nostra finitudine, dell'esser noi sempre esposti alla perdita - specie quella definitiva della vita biologica - a costituire per molti un motivo di forte disagio esistenziale o smarrimento. Tuttavia gli antichi filosofi greci consideravano somma arte del vivere giusto quella del saper morire; una sapienza cruciale che trova il suo fondamento nell'accoglienza delle cose più drammatiche e dolorose: non per esorcizzarle a buon mercato, ma per saperle accettare e superare. I Vangeli ci dicono che l'essere umano deve rinascere spiritualmente morendo a se stesso, nell'auspicio di poter divenire ex-sistente, cioè di situarsi - tramite un giusto distacco - fuori dal mondo pur rimanendo in esso. Occorre dunque evadere dalla prigione egocentrica per aprirsi agli altri tramite un amore (agape) che non è possessività né altruismo ma forza espansiva/oblativa che si effonde senza limiti.
Editore
Formato
Brossura
Pubblicato
15-09-2023
Pagine
160
ISBN
9788871869087
Edizione
001
Audience
Generale/Adulti
Lingua
Italiano
Volumi
1


