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Oriana Fallaci

Oriana Fallaci è nata a Firenze nel 1929. Il padre Edoardo era un muratore che per le sue idee antifasciste nell'Italia di Mussolini fu arrestato e torturato dalle camicie nere, episodio che resterà sempre ben impresso nella mente della giovane Oriana, la quale aiuterà la resistenza partigiana portando di nascosto le munizioni.

Sin da bambina il suo sogno era diventare una scrittrice, ma nonostante questo – su consiglio dello zio – si iscrisse a medicina. Durante gli studi inizia però a lavorare come giornalista e da quel momento inizierà la sua carriera come scrittrice.

Negli anni Cinquanta si trasferisce a Milano dove inizia una collaborazione con il giornale Epoca, dove lo zio era editore. Nonostante l'avessero rilegata a un ruolo di scrivania, Oriana Fallaci si distingue subito e inizia a collaborare attivamente come giornalista. Quando lo zio Bruno viene licenziato da Epoca anche lei decide di andarsene per iniziare una collaborazione con L'Europeo diretto all'epoca da Michele Serra, con cui collaborerà fino al 1977. Poco dopo lascerà l'Italia per diventare inviata a New York dove può vedere da vicino la società americana in pieno fermento: dalla controcultura agli Hyppy fino alla terribile guerra del Vietnam.

In questo frangente si occupa anche di cinema con il suo famoso libro I sette peccati di Hollywood, con prefazione di Orson Welles, in cui svela il dietro le quinte dei potenti del cinema con alcuni scoop che potremmo definire anticipatori del movimento #metoo.

Nel 1967 Oriana Fallaci divenne la prima donna corrispondente di guerra, scrivendo sul conflitto vietnamita per L'Europeo. Le sue narrazioni verranno poi incluse in un altro suo celebre romanzo, Niente e così sia del 1969.

Nel 1968 lascia il Vietnam per tornare negli Stati Uniti dove sarà in prima fila per raccontare una serie di eventi storici come la morte Martin Luther King a Memphis e quella di Robert Francis Kennedy a Los Angeles.

Uno degli episodi più toccanti della sua vita fu la manifestazione nella capitale messicana alla vigilia dell'inizio delle Olimpiadi del 1968, quando fu colpita e i soccorritori la diedero per morta. Una volta portata all'obitorio dell'ospedale, il sacerdote preposto per l'estrema unzione si rese conto che era ancora viva.

Instaurerà una grande amicizia con gli astronauti della missione Apollo in particolare Neil Armstrong e Charles Conrad, di cui parlerà anche nel suo libro Quel giorno sulla luna.

Il suo essere sempre in prima fila davanti a battaglie eroiche, l'ha posta all'interno di un'altra situazione complessa: l'amore per Alexandros Panagulis, un politico greco condannato al carcere dopo aver tentato senza successo di assassinare il dittatore greco Georgios Papadopoulos nel 1968. Della sua contrastata storia d'amore ne parla in uno dei suoi più toccanti romanzi, dal titolo Un uomo.

Durante la sua carriera intervisterà gli uomini e le donne più importanti della storia culturale e politica di tutto il mondo: da Federico Fellini a Marcello Mastroianni, da Henry Kissinger a Mohammad Reza Pahlavi fino Mu'ammar Gheddafi. Molti di questi incontri culmineranno nel volume Intervista con la storia.

Gli ultimi anni della sua vita la vedono colpita dal cancro. Nonostante le raccomandazioni dei medici, lei era ostinata a ritardare le operazioni per terminare alcuni suoi importanti volumi.

Celebre sarà il suo attacco nei confronti dell'Islam all'indomani dell'attentato alle torri gemelle, che la vedranno accusata di diffamazione. I suoi pensieri sono raccolti all'interno di La rabbia e l'orgoglio uscito come articolo lungo prima sul Corriere della Sera e poi trasformato in libro.

Oriana Fallaci ha un ultimo desiderio prima di morire: guardare il fiume Arno. Torna quindi a Firenze dove si spegnerà il 15 settembre 2006.

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