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Visti dall'altra parte del mondo, gli autori americani hanno una marcia in più. Per quello che dicono, per il modo in cui lo dicono, per le emozioni che sono capaci di suscitare in ogni lettore. Ne abbiamo scelti 10 contemporanei, diciamo nati tra gli anni Cinquanta e Sessanta, tutti già affermati e da leggere. Come premessa alla lista non poteva mancare Philip Roth, il "padre" di tutti, più grande in ogni senso.
Senza dubbio Philip Roth resta uno dei maggiori interpreti mondiali della storia della letteratura contemporanea. La bibliografia di questo grande scrittore sembra ormai definitiva, dato che da tempo ha dichiarato che non scriverà mai più. Al suo attivo ci sono romanzi, saggi e racconti, commedie, tragedie in cui è concentrato tutto: il sesso, la politica, la mente, il corpo... Da dove iniziare per parlare di Roth? Qualche tempo fa per raccontare Roth avevamo chiesto una mano a Antonio D'Orrico, il critico letterario del Corriere della Sera, che è un suo grande ammiratore. Le sue parole sono assolutamente da leggere: ne vale la pena.

Philip Roth

Joyce Carol Oates

Autrice di romanzi, racconti per bambini, poesie, saggi. Le sue storie raccontano vicende legate a un passato che torna prepotente a bussare alla porta del presente.

David Foster Wallace

Molto si continua a scrivere su questo autore considerato il migliore della sua generazione, morto suicida nel 2008 a 35 anni. Autore di culto, venerato dai suoi lettori e capace di "trapassare" con le sue parole.

Jennifer Egan

Con Il tempo è un bastardo ha vinto il Premo Pulitzer per la narrativa 2011. Ma tutti i suoi romanzi sono assolutamente da leggere. Una scrittrice sorprendente, moderna e innovativa.

Michael Chabon

Scrittore di romanzi, fumetti, sceneggiature, Chabon è da sempre un fautore della narrativa libera da etichette di genere. I suoi libri sono ricchi di temi di grande attualità, narrati con la maestria di chi sa trasmettere idee e verità con il tono della favola.

Jonathan Franzen

Franzen è uno degli autori più significativi degli ultimi anni, capace di esprimere opinioni e inventare storie con una razionalità e un trasporto da fuoriclasse.

Joe R. Lansdale

Autore versatile e creativo come pochi, Lansdale da sempre si destreggia tra i generi più diversi: fumetti, thriller, hard-boiled, racconti, romanzi. Divertente, spiazzante, entusiasmante.

Peter Cameron

Classe 1959, ha uno stile raffinato e originale. Raggiunge il successo italiano grazie a Un giorno questo dolore ti sarà utile e a Coral Glynn. Un autore da leggere per scoprire un modo nuovo di raccontare storie.

Saul Bellow

Con Philip Roth è stato il fondatore della nuova scuola letteraria degli ebrei d'America. Vincitore del Nobel, se ne è andato nel 2005, lasciandoci tanti bellissimi romanzi.

Jeffrey Eugenides

Quello di Eugenides è un talento davvero prodigioso. Peccato che lui scriva pochi romanzi: fra uno e l'altro lascia passare lustri, decadi. Di scrittori così vorremmo averne di più.

Jonathan Lethem

Scrittore di culto, capace di appassionare attraverso storie paradossali e uno stile in cui registri, toni e linguaggi si mescolano e si inventano. Le sue opere contengono sorprendenti e sagge idee sul valore del romanzo e il ruolo dello scrittore di oggi.

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Tutto quello che ho per difendermi è l'alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile.
Biografia dell'autorePhilip Roth (1933-2018) è stato uno dei più importanti scrittori americani del XX e XXI secolo. Nato il 19 marzo 1933 a Newark, nel New Jersey, in una famiglia di origine ebraica, ha esplorato nei suoi romanzi temi come l’identità ebraico-americana, la sessualità, il potere, la politica e il ruolo dello scrittore nella società.
La sua carriera di scrittore è iniziata nel 1959 con la raccolta di racconti Goodbye, Columbus, che ha vinto il National Book Award. Tuttavia, il successo e la controversia arrivarono con Il lamento di Portnoy (1969), un romanzo provocatorio e ironico che lo consacrò come una delle voci più originali della letteratura americana.
Negli anni successivi, Roth ha scritto numerosi romanzi che esplorano il sogno americano e il disincanto politico, tra cui Pastorale americana (1997), che gli valse il Premio Pulitzer, Ho sposato un comunista (1998) e La macchia umana (2000).
Ha scritto anche con l'alter ego Nathan Zuckerman diversi romanzi come Lo scrittore fantasma (1979) e Zuckerman scatenato (1981). Roth è noto per il suo stile incisivo e per la sua capacità di mescolare elementi autobiografici con la fiction. Le sue opere affrontano questioni identitarie, il declino della società americana e il rapporto tra individuo e storia. Dopo aver annunciato il ritiro dalla scrittura nel 2012, Roth ha trascorso gli ultimi anni della sua vita lontano dai riflettori. Morto il 22 maggio 2018 a 85 anni, rimane una figura centrale della letteratura americana, con un'opera che continua a influenzare generazioni di lettori e scrittori.

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