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Un pianeta a tavola. Decrescita e transizione alimentare
Un pianeta a tavola. Decrescita e transizione alimentare

Un pianeta a tavola. Decrescita e transizione alimentare


pubblicato da Ediz. per la Decrescita Felice

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Disponibile a partire dal 20/08/2018.
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"Questo libro parla delle azioni che vengono compiute, sul mondo quando la merce che noi acquistiamo è il nostro cibo e cerca di individuare delle vie affinché esse siano il più possibile leggere e affinché i loro effetti collaterali siano tali da rendere migliore, cioè più verde e vivo, il pianeta. Dati numerici ed esperienze concrete ci mostreranno che imprimere alle nostre scelte in campo alimentare una direzione che riesca a rendere il mondo migliore è, almeno secondo ragione, effettivamente molto più facile di quanto non si immagini e soprattutto di quanto "loro" non vogliano farci credere. Convincersene significa essere già oltre la metà del cammino. Vediamo ora di percorrerlo tutto. Senti spesso parlare dell'enorme potere delle multinazionali. Ma in cosa consiste questo potere? Dove sono i carri armati di Monsanto? Dove sono i bombardieri di McDonald's? Non esistono. Il loro potere, dirai tu, sta nei soldi, un'enorme quantità di soldi. Giusto. Ma da dove vengono questi soldi? Ovvio: dalle tue tasche. Ecco dunque in che mani è l'enorme potere delle multinazionali: nelle tue."

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Un pianeta a tavola. Decrescita e transizione alimentare giulianagni

giulianagni - 08/07/2015 19:09

voto 5 su 5 5

Ecco un libro che finalmente ci voleva. Credo che non ne esistano di più completi in Italia su questo argomento, cè davvero tutto, dalla critica di agricoltura industriale, ogm, zootecnia, pesca e dogni altra degenerazione (una critica mai ideologica ma sempre basata su dati oggettivi) alla definizione razionale di un modello alimentare alternativo e sostenibile basato sullagricoltura biologica e di prossimità, sulla riscoperta del cibo vegetale, sulla piccola dimensione e il superamento della contrapposizione produttore-consumatore. E non mancano nemmeno solide pagine di denuncia delle finte alternative. In più, lautore non si accontenta di studi teorici ma, definita quella che dovrebbe essere la situazione ideale, si mette in viaggio alla ricerca di realizzazioni concrete che vadano in quella direzione. E le trova. Le pagine dei suoi dialoghi con coloro che le hanno realizzate sono forse le più piacevoli da leggere ma anche le più positive, quelle che davvero, più dogni altra, ci dicono che unalternativa non solo è possibile ma anzi esiste già e funziona. Non mancano passaggi esilaranti come la citazione di certe ridicole dichiarazioni della direttrice del marketing della Kraft o la descrizione di una vignetta umoristica sulla presunta pesca sostenibile. Ma la parte più originale e inedita è sicuramente lultima in cui lautore, partendo da un menù demenziale, confrontando alcune frasi di Pollan e Foer e infine dialogando con uno psicologo che va a incontrare nella sua casa di pietra sulle pendici innevate delle Alpi, penetra fino alle radici del nostro inconscio alimentare dove si annidano le vere ragioni delle resistenze al cambiamento. È la parte più breve, ma su cui cè da riflettere per anni. È un libro a volte arduo e inquietante ma più spesso stimolante e suggestivo. Da leggere e rileggere. E che naturalmente non piacerà a chi intende a tutti i costi rimanere aggrappato alla bistecca e allo snak.

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