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La più bella poesia del libro e altre anomalie
La più bella poesia del libro e altre anomalie

La più bella poesia del libro e altre anomalie

by Ennio Cavalli
pubblicato da Aragno

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Una delle sorprese, se non delle 'anomalie', di questo nuovo libro di Ennio Cavalli è la sua fascinosa, sinergica vocazione 'teatrale'. Dal brillante taglio performativo della suite iniziale (con tanto di note di regia) ai "Dialoghi col pappagallo", dove un emblematico alter ego incalza e provoca, all'abbozzo di trama ultimativa (riscatto e precipizio da interno borghese) per la dura favola di Orfeo e Euridice: paletti del copione, i quasi cinematografici "Esterno giorno, Esterno notte". Poi la rappresentazione laica del "Sogno di Maria", con l'accidentata parabola di un Messia indifeso e la scabrosa "Apocalisse" ("Non sarà giugno né marzo / non sarà un mese dei nostri / nessun giorno preciso / nessun giorno per caso. // Ci sveglierà un balbettio di lavandini otturati, / non serviranno ventose o chimica dei granuli..."). Visionarietà e investigazione si riflettono nei versi sulla "Natura", aggirano la dimensione spazio-temporale con "Sogni" ("Alla fine dell'immaginazione / si può vivere di sogni? / O il convento passa solo fumetti?"), indorano di ironia piccole e grandi illuminazioni ("Poesie biforcute", "Amori screanzati", "Dubbi e tabelline"). In tutto questo, la forza di uno stile e di un pensiero che, opera dopo opera, aggiunge estro ed esiti alla poesia contemporanea.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Poesia

Editore Aragno

Formato Libro

Pubblicato 09/07/2015

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788884197238

1 recensioni dei lettori  media voto 3  su  5
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La più bella poesia del libro e altre anomalie alessandrofo

Alessandro Fo - 11/09/2015 07:42

voto 3 su 5 3

Ennio Cavalli, La più bella poesia del libro e altre anomalie, Torino, Aragno, 2015, pp. 214, euro 12. Il nuovo libro di Ennio Cavalli, La più bella poesia del libro, e altre anomalie è, come anticipa il sottotitolo, una raccolta `scalena, fantasiosamente varia. Molto brillante la litania eponima, in 32 variazioni sul tema la più bella poesia del libro, concluse da una sorta di scenetta teatrale: una sezione tutta in punta di fughe tipicamente cavalliane e di scintillanti impennate. Di particolare interesse per un classicista (ma non solo) è lampia rielaborazione del mito di Orfeo e Euridice nella sezione SOGNI: Si tratta di un poemetto autonomo intitolato Sogno di Orfeo, che recupera vari momenti del celebre racconto, non senza visitare uno splendido antro di esametri nella chiusa delle Georgiche Virgiliane, e non senza chiamare in causa perfino quel(laltro) matto di Ovidio. Curiosa anche la sortita nel Sogno di Maria, col testo sacro rideclinato secondo le pointes e bizzarrie cui Ennio Cavalli ha abituato da tempo i suoi lettori (tanto per non andare lontano si può qui ricordare La Bibbia in Lattina Versetti a strappo, Sansoni, 1992). Senza voler nulla profanare, Ennio Cavalli rivisita la storia sacra del Nuovo Testamento (e anche una manciata di Apocrifi), puntando a guardare a quei grandi eventi con occhi nuovi, in una sorta di vangelo `arioso, vicino alle vite di tutti. Da un capo allaltro del libro, lungo queste anomalie, alcuni affondi ricordano certi fulminanti epigrammi della precedente Bambini e clandestini (Donzelli 2002, dove incontravamo, per esempio fra i Ventinove problemi, p. 87 , una poesia come la n. 4: Aria, lincarnato di Dio.). Qui mi piace recuperare una delle settantaquattro Poesie biforcute, forse anche perché mi ricorda un verso (Dirò solo: amore, cuscino dei miei sogni) di quellAngelo Maria Ripellino che molto amo, e che tenne a battesimo la carriera poetica di Cavalli, salutandone con una prefazione la raccolta aurorale Naja tripudians (Marisilio 1976). Ed è la `biforcuta 72: Amore, nostalgia del possibile. Alessandro Fo

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