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Il priorato dell'albero delle arance

Samantha Shannon
pubblicato da Mondadori

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La casata di Berethnet ha regnato sul Reginato di Inys per mille anni. Ora però sembra destinata a estinguersi: la regina Sabran Nona non si è ancora sposata, ma per proteggere il reame dovrà dare alla luce una figlia, un'erede. I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell'ombra e i tagliagole inviati a ucciderla da misteriosi nemici si fanno sempre più vicini. A vegliare segretamente su Sabran c'è però Ead Duryan: non appartiene all'ambiente della corte e, anche se è stata istruita per diventare una perfetta dama di compagnia, è in realtà l'adepta di una società segreta e, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana. Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys. Al di là dell'Abisso, in Oriente, Tané studia per diventare cavaliere di draghi sin da quando era bambina. Ma ora si trova a dover compiere una scelta che potrebbe cambiare per sempre la sua vita. In tutto ciò, mentre Oriente e Occidente, da tempo divisi, si ostinano a rifiutare un negoziato, le forze del caos si risvegliano dal loro lungo sonno.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Fantasy , Fantasy Horror e Gothic » Fantasy » Fantasy per bambini e ragazzi , Bambini e Ragazzi » Narrativa » Fantasy e magia » 13-16 anni

Editore Mondadori

Collana Oscar fantastica

Formato Tascabile

Pubblicato 26/11/2019

Pagine 800

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788804718277

Traduttore B. Gallo

1 recensioni dei lettori  media voto 2  su  5
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Il priorato dell'albero delle arance dolcissima100

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voto 2 su 5 Piccola Premessa. Non ho mai letto Epic Fantasy e quando un libro piace alla massa a me no. Fine Premessa. Mi dispiace dirlo ma si tratta di un "mattone" in tutti i sensi. Visivamente (ha circa 800 pagine) e di contenuti (pesante e noioso per gran parte del testo). Se volessimo riassumere la trama in maniera semplice: Un drago chiamato Senza Nome dopo essere stato imprigionato mille anni prima, si sta per risvegliare e vuole distruggere il mondo conosciuto. Quattro personaggi all'apparenza distanti tra loro, alla fine si ritroveranno ad avere lo stesso obiettivo: eliminare il drago. La storia è raccontata attraverso il punto di vista di quattro personaggi (bella idea ma non tutti sono stati raccontati con la stessa cura): Ead, maga e assassina mandata dal Priorato dell'Albero delle Arance per proteggere la regina Sabran. Sabran sembra essere l'unica in grado di fermare la venuta del Senza Nome. Tané aspirante cavalcatrice di draghi lacustrini (diversi dal Senza Nome) orfana e di umili origini che cerca con tutte le forze di realizzare il suo sogno. Loth nobile e amico della regina Sabran che viene allontanato per intraprendere una pericolosa missione. Niclays, un medico alchimista tormentato che dopo essere stato allontanato dalla regina Sabran vive di espedienti nella speranza di trovare un giorno un modo per tornare a casa. Naturalmente ogni personaggio ha una determinata storia personale e viene, dipanata più o meno, man mano che procede la storia. Sinceramente nessuno dei personaggi mi ha ispirato grande simpatia tanto che della loro sorte poco m'importava. Anzi li ho trovati superficiali e piatti. Ma, secondo me, il vero problema di questo libro è il ritmo. Oltre la metà non succede praticamente niente o quasi. È tutto un susseguisi di dettagli legati all'ambientazione, degli usi e costumi delle varie zone (visto che ogni personaggio vive in un posto diverso), sistema religioso e magico e racconti di miti e leggende. Ho dovuto dividere la lettura a 100 pagine al giorno perché di più non riuscivo a reggere. Solo le ultime 250/300 pagine sono più scorrevoli e adrenaliniche perché ci si avvicina finalmente alla battaglia finale. Inoltre vista la quantità spropositata di personaggi secondari, l'autrice non è riuscita a gestirli al meglio: facendoli morire nel giro di poche pagine (come l'amico di Loth) o li ha completamente "abbandonati" (come la Donmata Marosa). Quelli principali invece a volte compiono scelte che forse andavano approfondite (Ead come si è innamorata?) oppure i problemi si risolvono con colpi di fortuna assurdi (per esempio quando Loth aveva bisogno di aiuto e Chassar come per magia gli manda l'uccello magico senza sapere come lo abbia saputo). Il cattivo stesso (il Senza Nome) viene praticamente nominato per tutto il libro ma poi lo ritroviamo solo negli ultimi capitoli. Non è dato sapere del perché si comporta da malvagio. Il finale: che non sia morto nessuno dei protagonisti è un miracolo ma è frettoloso e si presta benissimo per un sequel visto che ci sono alcuni aspetti lasciati "aperti" nonostante venga presentato come libro autoconclusivo. Il mondo in cui si muovono (insieme alla cover) è probabilmente l'unica nota positiva. C'è molta ricerca e cura ma non ha sortito in me un grande fascino. Idee buone ma mal sviluppate.

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