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Le reali società economiche siciliane. Un tentativo di modernizzazione borbonica (1831-1861)
Le reali società economiche siciliane. Un tentativo di modernizzazione borbonica (1831-1861)

Le reali società economiche siciliane. Un tentativo di modernizzazione borbonica (1831-1861)

by Sebastiano Angelo Granata
pubblicato da Bonanno

Prezzo online:
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L'istituzione a Palermo, con decreto del 9 novembre 1831, dell'Istituto d'Incoraggiamento e delle Società economiche, una per ogni capovalle, segna l'avvio di una nuova politica riformistica del governo borbonico contrassegnata da una serie di iniziative, tra cui la fondazione della Direzione Centrale di Statistica, volte ad aprire nuove prospettive politiche e sociali nel rispetto dei principi di libertà ed autonomia anche, ove necessario, con soccorsi e privilegi. Tali riforme traevano spunto da modelli, già positivamente sperimentati nel resto d'Europa, in grado di riunire le diverse esigenze della classe dirigente isolana nonché le richieste locali di natura produttiva, sociale, culturale, e si inserivano nel clima di riformismo politico creatosi con l'ascesa al trono di Ferdinando II nel 1830.

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Le reali società economiche siciliane. Un tentativo di modernizzazione borbonica (1831-1861)

Anonimo - 25/01/2010 15:59

voto 5 su 5 5

Il cuore del volume è costituito dalla brillante e dettagliata analisi del ruolo svolto in Sicilia dalle Società economiche, create nel 1831 per stimolare lo sviluppo agricolo e industriale dell'isola. La ricognizione dell'attività di queste associazioni rappresenta un tassello fondamentale nella ricostruzione del dibattito economico e delle istanze di modernizzazione contenute nel progetto di governo dei Borboni, nonché nelle politiche di gestione del consenso tra centro e periferia. Il volume si qualifica così come un contributo importante, ed estremamente originale, rispetto ad una storiografia troppo a lungo tesa a svilire la rilevanza della dimensione associativa nel Regno delle Due Sicilie: lo sguardo dell'autore si sofferma sapientemente sull'impatto innovativo delle Società economiche nel contesto siciliano; sul contributo offerto dalle èlites locali alla diffusione del dibattito culturale europeo; sul ruolo di singoli personaggi, portatori di esperienze e competenze non meno che di ideali politici, dato che molti di loro prendono parte infine alla rivoluzione del 1848 e alla costruzione dello Stato unitario. L'uso mirato di una vasta bibliografia, l'abilità di incrociare e mettere in dialogo fra loro una ricchissima quantità di fonti - reperite in molteplici archivi siciliani e nazionali - la capacità di intrecciare rigore scientifico e attitudine narrativa "avvincono" il lettore (non soltanto quello specialista), regalandogli la possibilità di essere trasportato all'interno di realtà associative vivaci e produttive, al cospetto di personalità di grande spessore culturale e morale, sin dentro l'essenza più autentica dei capoluoghi siciliani nell'Ottocento borbonico: dentro la «continuità operosa» di Catania, su per le strade dello zolfo, al centro della contesa tra Noto e Siracusa, nell'unione di scienza e democrazia che avvince Messina, dentro la difficile Girgenti, poi a Trapani, l'«industriosa».

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