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Lo scaffale infinito. Storie di uomini pazzi per i libri

Andrea Kerbaker
pubblicato da Ponte alle Grazie

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«Fondare biblioteche» diceva Marguerite Yourcenar «è ancora un po' come costruire granai pubblici: ammassare riserve contro l'inverno dello spirito». Da sempre, ogni biblioteca è un baluardo alla decadenza, un simbolo concreto con cui opporsi alla volgarità del presente. Lo scaffale infinito è un racconto che si snoda su un arco di oltre sei secoli, tra collezionisti, volumi e biblioteche di tutto il mondo. E un viaggio che annulla i confini di tempo e spazio: dall'umanesimo toscano al mondo globalizzato del terzo millennio, attraverso l'Europa rinascimentale e la Russia degli zar, gli Stati Uniti dell'esplosiva crescita economica di fine Ottocento e la sciagurata parentesi nazista Incontriamo figure immense della storia letteraria, come Francesco Petrarca, con la sua straordinaria collezione di manoscritti e l'amore smisurato per Virgilio; personaggi più oscuri ma non meno importanti, come Hernando Colon, figlio illegittimo di Cristoforo Colombo, e Monaldo Leopardi, padre non amato di Giacomo; potenti cardinali come Federigo Borromeo e Mazarino, industriali dalle ricchezze favolose e attori squattrinati, come i primi stampatori di Shakespeare, inconsapevoli dell'eredità che avrebbero lasciato al mondo. A chiudere il cerchio, vero e proprio nume tutelare dell'amore per i libri, Umberto Eco, emblema di eclettismo ed esempio concreto dell'utopica «biblioteca universale» di cui favoleggiava Borges. L'autore ci prende per mano attraverso i suoi molteplici viaggi e incontri, racconta con leggerezza e ironia le altrui e le proprie esperienze fra gli scaffali polverosi di un rigattiere e gli edifici monumentali che ospitano i tesori di carta dell'umanità. E un libro che racconta di altri libri, ma da un'angolazione speciale: un'eredità che non smette mai di arricchirsi, una storia che «è molto, molto decisa a scrivere tanti altri capitoli».

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Lo scaffale infinito. Storie di uomini pazzi per i libri fatturato500

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voto 4 su 5 Il libro l'ho letto tutto di un fiato durante queste le vacanze al mare. L'idea mi e' piaciuta molto e lo consiglio per chi ,come me,è ' pazzo per i libri.
Lo scaffale infinito. Storie di uomini pazzi per i libri amarta60

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voto 2 su 5 Bella l'idea di una storia del collezionismo a partire da Petrarca: storia forse un po' abbellita ma, come dice l'autore nella postfazione, basata su solidi riscontri storici. Pessima l'idea del passaggio del testimone tra staffettisti che soccombono l'uno dopo l'altro al morbo della raccolta: alla terza biografia già diventa stucchevole, alla fine non se ne può più. Considerato l'argomento, che mi attirava assai, devo ammettere che il libro mi ha appassionata davvero poco e non so bene se la colpa sia mia o dell'autore. Spesso mi sono annoiata e non me l'aspettavo. A margine, mi rifiuto di credere che Umberto Eco abbia scritto questa frase: "I libri non devono portare, come hanno preso una pessima abitudine ora i volumi americani, nel colophon un'indicazione circa i soggetti sotto cui debbono essere elencati". Vorrei che qualcuno mi confermasse che nel saggio "De bibliotheca", anno 1981, questa frase non c'è. Piuttosto sull'argomento bibliofilia consiglio, di Eco e Carrière, "Non sperate di liberarvi dei libri".

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