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Silvia Avallone

L'ultimo libro Cuore Nero e tutti i suoi romanzi

Silvia Avallone è nata a Biella nel 1984 e vive a Bologna, dove si è laureata in Filosofia e specializzata in Lettere. Collabora con il «Corriere della Sera», «La lettura» e «7- Sette».

Il suo primo romanzo è Acciaio, pubblicato nel 2010 e tradotto in 25 lingue e diventato un film, con il quale ha vinto numerosi premi, tra i quali il Campiello Opera Prima, il Premio Flaiano, ed è stata finalista al premio Strega 2010.
Nel 2013 pubblica Marina Bellezza e nel 2017 Da dove la vita è perfetta. Il suo quarto romanzo, Un’amicizia, uscito nel 2020, ha vinto il Premio Croce Pescasseroli, il Premio Cimitile e il Premio Viadana 2021 per la narrativa.
Il suo ultimo lavoro è Cuore neroun romanzo intenso e profondo, capace di guardare nel buio dell’anima dei suoi personaggi, e di illuminare e dischiudere il cuore nero che ciascuno di porta dentro.

Cuore nero

Emilia è un’adolescente di trent’anni, con gli anfibi viola e il giaccone verde fluo. Ha un passato, come tutti. Ma il suo è più oscuro di quello degli altri. Per allontanarlo, per dimenticarsene, sceglie Sassaia, minuscolo borgo incastonato tra le montagne, raggiungibile solo tramite una strada sterrata, ripidissima, nascosta tra i faggi. Lì nessuno si ricorda di lei, può ricominciare da zero.
Giunge in cima a quella salita con i capelli rossi, l’accento “foresto” e un mucchio di borse e valigie. Dalla casa accanto, Bruno assiste al suo arrivo come si assiste a un’invasione. Cosa ci fa quella ragazza in un luogo popolato da due sole persone?
Quando si incontreranno, ciascuno con la propria solitudine, Bruno riconoscerà nello sguardo di Emilia un abisso simile al suo, ma di segno opposto. Entrambi hanno conosciuto il male: lui perché l’ha subito, lei perché l’ha compiuto – un male di cui ha pagato il prezzo con molti anni di carcere, ma che non si può riparare. Ma il futuro arriva e segue leggi proprie; che tu sia colpevole o innocente, vittima o carnefice, il tempo passa e ci rivela per ciò che tutti siamo: infinitamente
fragili, fatalmente umani.

Un'amicizia

Se le chiedessero di indicare il punto preciso in cui è cominciata la loro amicizia, Elisa non saprebbe rispondere. E stata la notte in cui Beatrice è comparsa sulla spiaggia - improvvisa, come una stella cadente - con gli occhi verde smeraldo che scintillavano nel buio? O è stato dopo, quando hanno rubato un paio di jeans in una boutique elegante e sono scappate sfrecciando sui motorini? La fine, quella è certa: sono passati tredici anni, ma il ricordo le fa ancora male. Perché adesso tutti credono di conoscerla, Beatrice: sanno cosa indossa, cosa mangia, dove va in vacanza. La ammirano, la invidiano, la odiano, la adorano. Ma nessuno indovina il segreto che si nasconde dietro il suo sorriso sempre uguale, nessuno immagina un tempo in cui "la Rossetti" era soltanto Bea - la sua migliore amica.

Da dove la vita è perfetta, l'ultimo libro

La solitudine, l’abbandono, la maternità voluta in contrapposizione a quella non desiderata, l’attesa, la rinuncia. C’è tutto questo in Da dove la vita è perfetta, titolo che nel 2017 segna l’atteso ritorno di Silvia Avallone in libreria. Un ritorno estremamente maturo, nel quale si racconta una vicenda di madri, figli e padri che si muovono sullo sfondo di una città un po’ vera (Bologna, luogo dove l’autrice vive da tempo, mai nominato nel libro) e un po’ inventata (il Villaggio Labriola). La storia è quella di Adele che, a soli 17 anni, si trova costretta a diventare adulta a un ritmo accelerato, e a partorire da sola, abbandonata anche dal ragazzo che ama. Poi ci sono Dora e Fabio, che un figlio provano ad averlo da anni ma senza successo: il loro matrimonio viene sconvolto da un desiderio di genitorialità che diventa ossessione. Al centro del romanzo vi sono quindi due tipi diversi di solitudine, messe a confronto: imparagonabili, ma di fatto identiche. La maternità – quella vissuta come una maledizione e quella desiderata – diventa quindi emblema di una vita piena di disagio e insoddisfazione: i padri sono sempre spregevoli o assenti, le madri irrimediabilmente sfiancate e offese. E tutti si pongono lo stesso interrogativo: quali errori hanno impedito alla nostra vita di essere perfetta?
Dei romanzi precedenti – Acciaio, il best seller che ha reso famosa Silvia Avallone, e Marina Bellezza, il libro che ne ha consolidato la celebrità – restano la voglia di riscatto, di fuggire da un mondo che non rende felici. E la scrittura, capace di un vivido realismo, priva di edulcorazioni, senza nessuna ricerca di comprensione e giustificazione: dura, spigolosa, e perciò affascinante e imprevedibile, come la vita.

Marina Bellezza, il secondo, grande romanzo

Marina Bellezza è il secondo romanzo di Silvia Avallone. Rispetto ad Acciaio, cambia lo scenario (passiamo da Piombino al biellese) e mutano i personaggi (da adolescenti a ventenni), ma restano i temi centrali: la ricerca della libertà, la volontà di autoaffermazione, il desiderio di essere felici.
Marina, la protagonista del libro, è una ragazza stupenda, ma il suo cuore soffre per via di un padre che si è dato al gioco e alle donne, e di una madre troppo fragile per sognare una vita diversa. Marina lascia quindi Valle Cervo per andare in città e cercar il suo riscatto nel mondo dello spettacolo e delle comparsate tv. Andrea, il suo ragazzo, vive da invisibile: oscurato dall’ombra del fratello, vorrebbe che qualcuno credesse nel suo progetto: creare un’azienda agricola nei luoghi di famiglia. Con i loro sogni diversissimi, ma ugualmente determinati a realizzarsi, Marina e Andrea si attraggono e si respingono, come fossero calamite.

Acciaio, il romanzo dell’esordio (e dell'immediato successo)

Vincitore del Premio CampielloAcciaio si è classificato secondo nella competizione per il Premio Strega nello stesso anno. È stato tradotto in diverse lingue ed è stato oggetto di una trasposizione cinematografica. Nel romanzo Silvia Avallone racconta la dura vita nelle case popolari di via Stalingrado a Piombino: una vita che ha lo stesso gelido sapore dell’acciaio della "Lucchini", la fabbrica che sovrasta la città con la sua ingombrante presenza. Anna e Francesca, adolescenti legate da una profonda amicizia, sognano un futuro diverso, lontano dal posto in cui sono nate e cresciute. Sullo sfondo delle loro vicende, episodi di violenza, morti bianche e la contraddizione di una classe operaia che pur iscritta alla Fiom non riesce più ad appassionarsi alla politica nè ad abbracciare alcun ideale. Acciaio è un’opera di straordinario successo, discussa e dibattuta, che affronta i temi dell’amicizia e della denuncia sociale, e racconta la storia di chi prova a ribellarsi alla propria condizione senza però riuscirci.

I libri che hanno influenzato Silvia Avallone

In un'intervista uscita a ridosso di Da dove la vita è perfetta, Silvia ha svelato quali sono le scrittrici e gli scrittori che più l'hanno aiutata a scavare dentro le sue storie, o che l'hanno comunque accompagnata nella creazione del libro. Tra questi l'amatissima Elsa Morante (a cui ha dedicato anche la tesi di laurea) ma anche i saggi sulla maternità di Massimo Recalcati e Laura Pigozzi. Ecco dunque alcuni dei titoli citati dalla Avallone.

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L'arte è sempre un tentativo di luce, uno scatto rispetto al buio che c'è nella vita.

Biografia dell'autrice

Silvia Avallone è una scrittrice e poetessa italiana, nata l'11 aprile 1984 a Biella. Ha studiato Filosofia e Filologia moderna all'Università di Bologna, dove attualmente risiede. Nel 2007 ha esordito con la raccolta poetica "Il libro dei vent'anni", che le è valsa il Premio internazionale di poesia Alfonso Gatto nella sezione giovani.
Il suo primo romanzo, "Acciaio" (2010), ha ottenuto un notevole successo, vincendo il Premio Campiello Opera Prima e classificandosi secondo al Premio Strega dello stesso anno. Il libro è stato tradotto in 25 lingue e adattato per il cinema nel 2012 con il film omonimo diretto da Stefano Mordini. Nel 2013 ha pubblicato "Marina Bellezza", seguito da "Da dove la vita è perfetta" nel 2017. Nel 2020 è uscito "Un'amicizia", romanzo che ha vinto il Premio Croce Pescasseroli, il Premio Cimitile e il Premio Viadana nel 2021. Il suo lavoro più recente, "Cuore nero" (2024), ha ricevuto il Premio Viareggio e il Premio Elsa Morante per la narrativa.
Oltre alla scrittura, Avallone collabora con testate come "Corriere della Sera", "La Lettura" e "7". Nel 2021 è stata nominata Cavaliere dell'Ordine "Al merito della Repubblica Italiana" per il suo contributo alla letteratura e alla promozione della parità di genere. È sposata dal 2010 con Giovanni Previdi e ha due figlie, Nilde e Ingrid.

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