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La via mélieèsiana. Viaggio nella storia del cinema in quattordici tappe
La via mélieèsiana. Viaggio nella storia del cinema in quattordici tappe

La via mélieèsiana. Viaggio nella storia del cinema in quattordici tappe


pubblicato da Esedra

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"Il regno del cinematografo non conosce confini", scriveva nel 1906 Georges Méliès, il grande pioniere francese nel suo viaggio alla frontiera del cinema. Questa è l'arte "più seducente", nel suo "far uso di tutte le altre messe assieme", ma soprattutto "immortale", perché "inesauribile" è ciò che può "concepire l'immaginazione". Sulla via mélièsiana s'incamminano i quattordici contributi raccolti in questo volume, che sono frutto del lavoro svolto nei corsi di Linguaggio del Cinema tenuti da Gian Piero Brunetta nella Scuola Galileiana di Studi Superiori di Padova. Le tappe del percorso proposto toccano momenti, figure e problemi della storia della 'settima arte' e dei suoi rapporti con la storia nazionale e internazionale, con la cultura e le poetiche artistiche - dall'esordio dell'avanguardia futurista ai film del fascismo sino alla sperimentazione americana degli anni Sessanta, dal film storico 'risorgimentale' al genere Western o al pastiche tarantiniano, insieme ai ritratti di alcuni dei grandi protagonisti del cinema, come Ejzenstein, Chaplin, Lynch, Kurosawa, Totò e Pasolini. Gli autori dei saggi sono tutti allievi della Scuola Galileiana di Studi Superiori di Padova e coltivano differenti interessi di studio e di ricerca.

Dettagli

Generi Cinema e Spettacolo » Cinema » Cinema, altri titoli

Editore Esedra

Collana Quaderni del D.A.M.S.

Formato Libro

Pubblicato 01/12/2010

Pagine 336

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788860580375

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La via mélieèsiana. Viaggio nella storia del cinema in quattordici tappe librisenzagloria

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voto 3 su 5 Ogni amante, o studente, di cinema ha nel proprio scaffale i quattro volumi della Storia del cinema italiano scritta da Gian Piero Brunetta. Non solo professore ordinario di Storia e critica del cinema presso lUniversità di Padova, Brunetta è stato anche insegnante di Linguaggio del cinema nella Scuola Galileiana di Studi Superiori dal 2006 al 2009. I migliori saggi (quattordici) dei suoi studenti vengono raccolti in questo particolare volume pubblicato da Esedra Editrice. Le dissertazioni sono disposte in ordine storiografico, ciascuno termina con autonome bibliografie e filmografie (poi tutte riepilogate nellIndice dei nomi finale) e non lesinano riferimenti agli scritti di Brunetta. Vediamoli nel dettaglio. Il primo cinema e lidentità nazionale italiana di Angelo Matteo Cagliotti specchia fra loro due film apparentemente molto diversi. Il primo è La presa di Roma 20 settembre 1870 (1905) di Albertini Filoteo, ossia quello che è considerato il primo vero film italiano a livello dimportanza industriale: pellicola proiettata a Porta Pia nellanniversario dellevento culminante del Risorgimento italiano. Non documentario, ma esempio di attualità ricostruita che fa il pari con il secondo film nellottica della nazionalizzazione delle masse: il film di finzione Il piccolo garibaldino (1909) della CINES (stessa casa di produzione del primo, ma una volta che aveva cambiato nome). In Cinema cinematografico e percezione del mondo, Pellegrino Favuzzi (il cui nome è in quarta di copertina insieme a quello di Brunetta; nellanno della pubblicazione era dottorando in Storia della filosofia presso la summenzionata Università) propone una nuova lettura del manifesto La cinematografia futurista firmato nel 1916 da Filippo Tommaso Marinetti e dagli altri illustri esponenti della corrente artistica. Se prima il cinema era inteso profondamente passatista, loro ne vedono le potenzialità in ottica futurista e distinguono fra il cinema tradizionale e cinema puro cinematografico. Lautore dà un esempio con la stranota transizione metaforica dellocchio tagliato in Un chien andalou di Luis Buñuel...

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