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Il voto, la terra, i detriti. Fratture sociali ed elettorali. Dall'alba del 2 giugno 1946 al tramondo del 25 febbraio 2013
Il voto, la terra, i detriti. Fratture sociali ed elettorali. Dall'alba del 2 giugno 1946 al tramondo del 25 febbraio 2013

Il voto, la terra, i detriti. Fratture sociali ed elettorali. Dall'alba del 2 giugno 1946 al tramondo del 25 febbraio 2013

by Fausto Anderlini
pubblicato da Editrice Socialmente

20,00
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Perché i climi politici variano da luogo a luogo? Che cosa ne è delle 'regioni politiche' di una volta? Questo volume è una raccolta di osservazioni redatte come rapporti nel corso di due viaggi. Il primo a ritroso nel tempo, alla ricerca delle fratture che hanno strutturato la politica repubblicana. Qui risalta l'intensità della relazione fra i partiti e la terra, o meglio il modo in cui la terra, cioè la società agraria, s'innerva nei partiti. Per poi filtrare nelle città. Il viaggio di ritorno riconduce da quell'origine all'oggi. Dove si vedono i cambiamenti, ma anche clamorose persistenze. Talvolta con esiti bizzarri. Smentendo ogni previsione lineare i defunti partiti di massa sono stati sostituiti da un coacervo di figurazioni. L'agognato mondo senza partiti è popolato da una folla instabile di pseudo-partiti. Una 'Repubblica dei detriti', depositata dai colpi di maglio del populismo, è succeduta alla 'Repubblica dei partiti', l'accatastamento concitato di forme politiche e delle loro parodie all'organizzazione geometrica dell'originaria occupazione del suolo, quando i partiti erano la 'nomenclatura della terra', e conseguentemente delle 'classi sociali'. La democrazia è diventata una cava, meglio: un incolto, percorso da una moltitudine di spigolatori che hanno la pretesa di denominarsi 'nuovi'. Perso il sostegno della terra la politica è entrata nel delirio, sino a che, il 24 Febbraio 2013, ignoti piromani hanno appiccato fuoco alle stoppie.

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