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Buio a mezzogiorno
Buio a mezzogiorno

Buio a mezzogiorno

by Arthur Koestler
pubblicato da Mondadori

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Descrizione

Nicolaj Salmanovic Rubasciov è un commissario politico dell'Unione Societica durante la dittatura di Stalin. Il suo compito è quello di scoprire e interrogare gli avversari del regime. Un giorno però Rubasciov cade in disgrazia a sarà lui a subire tutti gli aberranti trattamenti a cui sottoponeva le sue vittime.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi stranieri

Editore Mondadori

Collana Oscar classici moderni

Formato Tascabile

Pubblicato  01/01/1996

Pagine  322

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788804414681


3 recensioni dei lettori  media voto 3  su  5
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Buio a mezzogiorno trivia75

trivia75 - 16/10/2013 08:19

voto 3 su 5 3

L'esercizio totalmente arbitrario del potere da parte del governo genera un apparato assassino e spietato che nega anche i più fondamentali diritti alla difesa. Il conflitto tra logica e morale all'interno del protagonista è continuo e propende per la prima senza però negare completamente la seconda; L'impreparazione delle masse alle evoluzioni è per lo scrittore causa principale di una non corretta distribuzione del potere; temi interessanti.

Buio a mezzogiorno

Anonimo - 28/10/2010 11:56

voto 3 su 5 3

Il partito, tutto in funzione del partito che subordina però la persona all'ideale. Il fine giustifica i mezzi e Rubasciov se ne renderà conto nel corso del suo incredibile processo.

Buio a mezzogiorno

GG - 04/07/2006 17:42

voto 2 su 5 2

E' un libro che racconta la prigionia di un commissario politico decaduto a causa di cambiamenti nelle alte sfere del comando. Il prigioniero è sottoposto a torture prevalentemente mentali, come ininterrotti interrogatori, pochissime ore di sonno, assenza quasi totale di contatti umani. Egli, nonostante riesca a mantenere una certa lucidità durante gli interrogatori, alla fine è costretto a cedere e a firmare la deposizione preparata dagli accusatori. Al processo finale non si riconosce nelle persone che lo giudicano, pur essendo stato egli stesso, poco tempo prima, uno di quelli che infliggevano simili torture. I carcerati comunicano tra loro battendo sui muri delle celle, usando una sorta di alfabeto Morse: ciò permette loro di mantenere dei contatti e, in qualche modo, di sopravvivere. Il libro è una denuncia dei regimi totalitari del Novecento: il racconto mostra quanto l'uomo possa essere disumano nei confronti di altri uomini per raggiungere i suoi scopi, spesso tutt'altro che nobili. Il linguaggio è costituito anche da flashback che fanno rivivere al protagonista momenti significativi della sua vita e che, in qualche modo, lo hanno portato all'attuale condizione. In definitiva, è un'opera che consente di riflettere sulle atrocità cui sono sovente sottoposti i carcerati, dai quali sono estorte false confessioni e testimonianze, con lo scopo di far pagare a pochi le colpe e gli sbagli di molti.

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